 REPORTAGE DEL
CONCERTO DI MONZA
1 LUGLIO 2009
BY MAIROLD
Ho ancora i brividi!
Questo dovrebbe già rendere lidea del tipo di serata che è stata.
Location fantastica, ampia, ben strutturata, con spazio a volontà dietro, davanti, di
fianco
insomma uno spazio immenso con questa Villa (alla faccia della
villa
direi più che altro grande Reggia). Un catino di cemento
accoglieva le sedie rosse, disposte ordinatamente, col palco collocato sul piano
terra, già di per sé rialzato quindi rispetto alla platea. Assenza di transenne
(il muretto del catino faceva da transenna) e la prima fila collocata comunque
a pochissimi metri dal palco.
Arrivano persone di tutte le età e anche di tutte le classi sociali: alcune
signore addirittura elegantissime in abito da sera, magari con qualche annetto sulle
spalle, forse lì più che altro per presenza piuttosto che per il concerto in sé.
Il tempo tiene, anche se il Cielo è sicuramente più scuro di quelle luci bianche che
illuminano il palco.
Qualche posto vuoto verso la metà della platea, ma che si riempie dopo poco tempo grazie
a quelle persone che dalle retrovie sono fatte avanzare e tutto può avere inizio.
Il bravissimo Billa suona lintro e pian piano si aggiungono gli altri componenti
della band, entra il Rouge e
via, si parte con Volata Finale! Subito incalzante il
ritmo che richiama fin dalle primissime battute un battimani che parte dalle prime file
fino a scaldare quelle un po più freddine della metà.
Eccellente linizio
le note di Ulisse rianimano ricordi ormai un po sopiti
di pezzi da museo che però la gente non ha certo dimenticato, così come
Neve al sole cantata a gran voce davvero da moltissimi presenti. Enrico:
quando ripeschi certe perle del passato, un po accantonate negli anni, sei ancor
più grande perché come vedi, i segni del tempo non scalfiscono i ricordi e generano
sempre emozioni forti!
Poi è un alternarsi di pezzi classici, lenti, romantici, dove le tastiere la fanno
da padrone ad altri un po più vivaci dove le chitarre si prendono il meritato
spazio, soprattutto con leccellente Schiavone, che da poco ha superato il
ragguardevole numero di 2.000 concerti (grande Luigi: se ci fosse un disco di platino per
il numero di concerti
sarebbe sicuramente tuo, perché lo meriti tutto!). La gente
canta, eccome se canta! Si sente bene perché lacustica è davvero molto bella
(bravo Nico Bonso!) e le canzoni escono anche dalle labbra delle persone un po più
attempate, così come il classico battimani
magari un po fuori
tempo, ma cè! I dubbi dellamore, Perduto amore, La Balalajka (ormai si chiama
così, perché tutti la chiamano così! E inutile: Primavera a Sarajevo proprio non
entra in testa come titolo) sono quelle che più suscitano il canto collettivo fino a
questo momento.
Dalle prime file si alzano le mani quando cè il chiaro invito ad affermare che Il
Cielo è qui!
Ad un certo punto
la musica pulsa, il basso di Fabrizio Palermo pompa e
ti entra nella pelle (un po come la musica ribelle di Finardi
.), la chitarra
di Luigi è in versione metallica e lobbligo è quello di battere le
mani a tempo, ma forse qualcosa non funziona come dovrebbe. Enrico si avvicina al
microfono e ci informa: vuole un po più di cattiveria nel battito delle
mani
Si scatena il finimondo!
Nemmeno finisce la frase, che nel giro di 2 secondi, circa 300 persone si sono levate
dalle sedie e si sono fiondate sotto al palco, scavalcando il muretto del
catino e arrivando a distanza zero! Fantastico!
Quelli delle file immediatamente sotto (diciamo le prime 7-8 file) credo non vedano
nulla
ma va bene così evidentemente, anche perché gli uomini della sicurezza
(piuttosto magrolini a dire il vero) erano solo in 4 e nulla possono, se non quello di
vigilare che nessuno cada o salga sul palco.
Lo stupore della band è enorme, al punto che prolungano il giro di intro pulsante di Poco
più di niente: nessuno si aspettava questa reazione ma ancor più nessuno si aspettava lo
scavalcamento del muretto.
Siamo lì sotto: Enrico si tocca, prendergli la mano è facile! Lui si china verso la
gente, batte il famigerato 5 alla fine di ogni pezzo, manda bacetti ad una tenerissima
bimba che un po più indietro sulle spalle del padre invia baci ad Enrico. Mentre
canta prende un cellulare dal pubblico, scatta una fotografia, lo restituisce al legittimo
proprietario e con aria naturalissima chiede se è venuta bene. Strepitoso Enrico,
strepitoso in tutto! Le canzoni prendono il via una dopo laltra e il pubblico
partecipa sempre più, perché noi siamo così
è difficile da spiegare! A proposito:
a quello che le donne non dicono lurlo del ritornello si è alzato fiero anche dalle
retrovie con Enrico in silenzio ad ascoltare compiaciuto.
Iniziano anche i bis, con le note di Non finirà e di Vivo da Re. Poi ancora con Rock Show
in cui Schiavone ha la sua bella parte da fare anche a livello canoro. Il Billa
(superlativo!) danza sui tasti con i passaggi di Contessa: Enrico è più sul pubblico
quasi, che sul palco e non riesco a ricordare nessuna legge fisica che consenta ad una
persona di mantenere un improbabile equilibrio come quello attuale di Enrico. Un
personaggio del pubblico ha un paio di occhiali, i mitici occhiali bianchi, glieli porge,
lui li prende, li inforca e inizia la canzone, poi li toglie e li restituisce: apoteosi!
Finisce Contessa e inizia Mistero! Lultimo branco, quello che chiude il concerto,
forse il più bel concerto, perché pur essendo finito, vibrano ancora dentro quelle
emozioni che sono tipiche di qualcosa di veramente forte, che non tutti sanno regalare,
offrire e che non tutti sanno custodire.
Grazie Enrico, grazie alla band per questo, perché è tutto davvero molto molto bello,
sempre, come sempre, ma questa volta forse, ancor di più!
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