 REPORTAGE DEL
CONCERTO DI LEINI
2 LUGLIO 2009
BY MAIROLD
Rotta verso Leinì, un paese appena prima di Torino, con le Alpi che
abbracciano il panorama circostante...Proprio sopra le Alpi ci sono delle nuvole
minacciosissime che non promettono nulla di buono, ma c'è fiducia!
Verso le 18.30 qualche gocciolina cade ma poi cessa e si attende fiduciosi con uno sguardo
verso il cielo che alterna "speranze" di azzurro a "certezze" di
grigiore.
Alle ore 21 puntualissimi è tutto pronto ed ecco che...piove!
Coperture con teloni e cellophane (come con l'albero di Natale de "Il Natale dei
ricordi") fino alle 21.30 quando smette e si parte finalmente Sulla strada!
Il tempo di 6-7 brani e la pioggia cade decisa per qualche minuto...giusto il tempo di una
interruzione della band per un "reprise" con Cuore Segreto!
Ma ancora acqua! La pioggia alterna momenti di pausa a momenti di attività.
Questa volta la pausa è più lunghetta, circa 15-20 minuti.
Dalle prime file si intonano cori scaramantici del tipo: "Il cieelooo è più scuro
di queste luci biancheee, il cieeloo..." e ancora "Sotto questo cielo nero,
possiamo ancora respirare un po' se ci credi davvero..." e poi "Piove,
piove,...piove su noi, piove su noi". Tutte cose che servono a poco se non a farsì
che il buon Palermo, col basso, dietro al palco in attesa ci "venga dietro"
(come si suol dire) con il giro giusto di note ad accompagnare il nostro canto...
Forse è la volta buona: si riparte, con la scaletta tagliata di qualche canzone e si
termina poco dopo per un'ultima sosta pioggia.
Appena smette si va avanti e si arriva in fondo, compresi i bis (Rock Show, Contessa e
Mistero), anche perchè proprio a metà Mistero, riprende a piovere, ma questa volta
seriamente, con tanto di goccioloni forti e pesanti.
Concerto quindi particolare, interrotto e ripreso più volte, un po' tagliato di brani
(almeno 5-6 a memoria), di dialoghi e di parti strumentali, ma comunque ugualmente
piacevole.
La band ed Enrico sono andati avanti ugualmente anche sotto l'acqua (il palco non era
coperto) per finire almeno il pezzo iniziato e non hanno smarrito la carica e la verve che
li contraddistingue.
Bravissimi gli addetti alla copertura e alla scopertura con i teli della strumentazione e
decisamente buona l'acustica, con un grandissimo subwoofer posizionato tra palco e
transenne, le cui vibrazioni ti penetravano il corpo e l'anima.
Un saluto alle persone presenti che ho conosciuto e che già conoscevo!
Ah, dimenticavo...Enrico: GRAZZIEEEEEEEEEEEE !!!!!
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