 REPORTAGE DEL
CONCERTO DI LEGNANO
6 SETTEMBRE 2009
BY MAIROLD
Secondo giorno di concerto dopo Bergamo. Ci attende un altro giro un'altra
corsa.
Cerco di arrivare per le prove, ma tardo un pochino e alle 18.20 sono davanti al cancello
dell'ingresso del Castello, ma l'uomo sicurezza mi chiude la cancellata in faccia, prorpio
in quell'istante: "non si può entrare, Ruggeri sta provando". "Appunto
dico io, non si può assistere alle prove? Ha tenuto aperto fino ad ora?". "Sì
ma dentro ci sono già una decina di persone...siete troppi e non si può" ribatte
lui.
Porca miseria. Allora le note di Non finirà si alzano nell'aria e girando da dietro c'è
un muretto dove si vede il palco, la disposizione e il gruppetto di ragazzi all'interno.
Va beh...attenderemo l'ingresso...alle 20.15 passate...!
Seggiole ben disposte, 100 posti riservati a parenti di autorità e altri 30 riservati al
parentado del comico Max Pisu che presentava la serata (ha fatto un paio di battute...ma
ha riso soltanto lui...presentando Enrico Ruggeri come Pupo) e tanta, tanta gente anche in
piedi...anzi prevalentemente in piedi.
Qualche fortunato che arriva all'ultimo momento viene fatto accomodare (non si sa bene il
motivo) davanti, seduto per terra, qualcun altro davanti di lato e il concerto inizia con
una sorpresa: Notte di Stelle cantata magistralmente, quasi a chiamare il Cielo a dare un
segnale di presenza...e questo segnale presto arriva, proprio dal cielo! Una gigantesca
stella cadente che cattura l'attenzione di molti.
Al ritornello "Rootaaaieee oltre la linea di confineee, rotaaieeeee....." ecco
che compare a lato uno striscione di protesta "no al terzo binario" relativo ad
una diatriba locale che si sta protraendo da settimane, ma nessuno ci dà peso (se non io
menzionandolo in questo reportage...ma ci stava bene con "rotaaieeee".
Il clima è freddo e umido e la musica, almeno dalla mia posizione, arriva fortissima, a
volume elevatissimo: qualcuno si tappa le orecchie, qualche altro cambia posto, qualcun
altro se ne va, qualcuno si copre...
Il pubblico è un po' freddino e il battimani è timido, lieve, non costante. A
"Cuore Segreto" si rianima un po' per la "novità sax" rispetto alle
altre canzoni e la ritmica invita a battere il piedino, la mano sul ginocchio...
Poi ad un certo punto scatta il "liberi tutti": basta poco, anzi...basta Poco
più di niente, per scattare in piedi, oltrepassare le transenne in legno, scavalcare i
subwoofer e ritrovarsi a contatto col palco direttamente (cosa che fino alle ore 21
sembrava assolutamente proibita, con tanto di polizia schierata...mah...chissà poi le
regole come saranno...).
Da lì in poi è un andare verso la fine con i soliti pezzi "mostri sacri",
quelli che la gente fuori dal cancello si attendeva: "ma la farà quella del mare
d'inverno"? E poi quell'altra...quella di Sanremo, la Balalajka?" Sì sì le
canta non preoccupatevi...ma anche "Mistero? No perchè io sono venuto quasi per
questa" Sì sì tranquilli...
Tutto scorre con tanta carica, con tanta grinta e con la passione che Enrico, Fabrizio,
Gigi, Billa, Nano e Paolo sanno trasmettere, sanno metterci dentro. E questo è importante
perchè se non ci si mette la passione nelle cose, allora è la fine...ed Enrico insieme
ai ragazzi, di passione ne hanno da vendere!
Lì sotto le mani della gente si protendono a cercare un contatto, per ricevere un
"cinque", per vedere de uno ha lo sguardo come il mio, emozionato, vivo, carico.
I bis partono con "Non finirà", per poi seguire con gli altri classici, incluso
la tanto acclamata "Vivo da Re".
Caloroso saluto finale con applausi, saluti e baci, lanciati dal pubblico e ricambiati dal
palco.
Come sempre accade poi si ritorna a casa con il cuore pieno di gioia, di felicità e di
emozione, con i ritornelli che ci risuonano nelle orecchie e nella testa fino al giorno
successivo perchè Enrico è Enrico, così come per altre cose, per altri misteri, per
altri eventi...non ci sono spiegazioni: è così! Punto!
Ecco quindi che anche qualche malcontento dovuto all'attesa, all'organizzazione, passa in
secondo piano; si sta insieme, si canta, si vivono emozioni personali, ciascuno a modo suo
e si passa una serata lasciando da parte i mille problemi che invadono le nostre teste e
che il giorno dopo quasi sicuramente, al lavoro e nella vita, ci rimbambiranno, ma che
affrontaremo con la musica e le parole di Enrico nel cuore.
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