 REPORTAGE DEL
CONCERTO DI BERGAMO
5 SETTEMBRE 2009
BY MAIROLD
Questa volta si va in città! Non paesini, posti sconosciuti che lui non
conosceva.
Dove si va, si va, ma sempre in cerca di emozioni, di sensazioni da conservare: è questo
il grande regalo che alla fine di ogni concerto mi ritrovo dentro!
La piazza di Bergamo è ben ordinata, tutta transennata, con le seggiole ben disposte. Il
palco a forma di grosso igloo attendeva solo di essere calcato da Enrico, dalla band e da
una piacevole orchestra di 15 fiati (solo ottoni) composta da maestri di musica che
accompagnano alcune canzoni.
Quando ci permettono di entrare dalle transenne, lo si fa a 5 per volta, come nei più
lussuosi teatri: uno dello staff dà accesso, laltro accompagna al settore i 5
spettatori, laltro addetto li smista e li accompagna al posto. Questo fa sì che la
procedura di ingresso si allunga e si complica un pochetto
ma comunque i posti a
sedere si riempiono in un attimo e almeno il quintuplo delle persone è costretto a
restare in piedi al di fuori delle transenne intorno alla piazza ad assistere.
La musica parte, le luci disegnano traiettorie ardite nel vento e attacca
anche lorchestra: sax, trombe, tromboni, corni
Laudio non è eccezionale, anzi: i fiati si odono a malapena, le la chitarra di
Luigi sembra essere pizzicata, tutto piuttosto sommesso, come se mancasse
qualcosa. La posizione in cui si era non era felicissima però era già cosa buona in
quanto circa 15 file erano riservate ad autorità non bene precisate; da qui una cassa
rimaneva praticamente nascosta dietro il traliccio del palco e quindi il suono che si
percepiva era quasi mono e non stereo.
Il rompete le righe è stato a Poco più di niente, con la corsa verso le transenne,
scavalcando e spostando vasi di fiori collocati davanti.
Adesso va decisamente meglio (come anche dice Enrico). Qui inizia la fase 2 del concerto,
forse la più vera e la più sentita.
Quello che le donne non dicono, il mare dinverno, Polvere, Peter Pan, Contessa, Rock
Show, Mistero, Vivo da Re, insomma
si procede.
Lorchestra di ottoni ha notevolmente impreziosito Primavera a Sarajevo, Contessa e
Mistero, mentre in altri brani non si percepivano molto: comunque lidea era bella ed
è stata una piacevole pensata.
Poi alla fine Enrico è stato preso dassalto da fan del luogo a caccia di autografi,
che lui ha firmato dietro una cancellata.
In sé è stata comunque una piacevole serata, con un nutrito gruppo di fan ruggeriani che
ha cantato, ballato e alzato le braccia al cielo.
|