petelogo.gif (4356 byte)

 

Reportage da
CHIARAVALLE
  22 AGOSTO 2009
by Fantasista

 

Avevo cercato con le unghie e coi denti di organizzare il viaggio per assistere a due concerti. Ma la scelta di presenziare alla consegna di un bene confiscato alla mafia ai ragazzi delle cooperative nella tarda mattinata del 21 agosto rende unico e prezioso l’appuntamento del 22. Se considerate che la partenza dei miei due angeli è prevista il 23 a mezzanotte e, in prospettiva del doloroso arrivederci, avrebbero tutto il diritto di riposare, il viaggio assume i connotati di una follia. Invece mai viaggio fu piacevole, allietato da piccole proteste (koncert lontano, torniamo doma), espressioni di giubilo sul traghetto, sullo sfondo del bellissimo orizzonte siculo o calabro.
Il percorso Palermo-Messina è caratterizzato dall’ascolto ripetuto di “Primavera a Sarajevo”, eletto fin da subito inno dai due pargoli che mi hanno anche spiegato che in lingua ucraina Balalaika significa astinenza da cibo….. o da sesso.
Riabbracciare Susy è una bellissima emozione e il viaggio prosegue contattando di tanto in tanto Peppe e Daniela per saperne la posizione nel dedalo calabro.
L’ultimo tratto del viaggio è per amanti del brivido. Mentre rischio un paio di volte di schiantarmi e di volare giù a causa di tornanti bestiali e ben occultati, con la first lady che minaccia di abbandonare l’auto e il rispettoso silenzio di Susy che accudisce e tranquillizza Katya e Losa, medito sul fatto che bisognerebbe fare uno studio sulla tipologia dei comuni che hanno avuto ed hanno la fortuna di ospitare i concerti di Enrico. Potrebbe uscirne fuori un saggio sull’affetto di noi fans nei suoi confronti misto ad uno di pianificazione viaria. Chiaravalle è un bel paesino, caratterizzato da case a misura d’uomo e molto verde. Chiediamo informazioni ad un tizio circa la collocazione del palco, che lui valuta essere a non più di 500 metri. Chissà perché, sospetto che i tipo soffra di una dislessia spaziale e non mi fido, invitando tutti a risalire sull’auto che avevo già parcheggiato. Dopo almeno tre chilometri, ci arrestiamo davanti ad una transenna, a 500 metri dalla quale parcheggio. Il palco lo troviamo subito, attraversando una autentica bolgia che si struscia tra bancarelle di ogni tipo e compra calia e simenza. Ci troviamo casualmente (e non sarà l’unico caso della serata) Peppe e Daniela, che, non disponendo delle dritte di Susy, hanno attraversato montagne, nebbia e freddo. Rivedo dopo Scilla Danilo e Alcy. Non trovo parole adatte per dire quanto mi piacerebbe vederli più spesso.
Un’occhiata al palco e, contro la volontà di una specie di gorilla che mi intima di tornare per gli autografi dopo il concerto, Enrico esce da un edificio vicino al palco e passando davanti a King Kong mi saluta, ricordandosi sorridente della carica che rivesto, facendomela apparire in un istante un po’ più leggera. Incrocio anche Marco, ragazzo dalla cordialità cristallina e persona incredibile e vera. Losa simpatizza da subito con lui, e strappa la promessa di avere in dono le bacchette a fine concerto. Se riuscirò nel progetto più bello della mia vita, suonerà la batteria.
Il concerto è semplicemente magico e le poesie in musica si susseguono con arrangiamenti in gran parte nuovi e molto elettrici. Rimango letteralmente incantato dal susseguirsi di due canzoni “pericolose”: Cuore segreto e Attimi. Band perfetta e voce profonda e coinvolgente. Cedo al medley Prima del temporale- Perduto amore e mi rianimo per i gran finale sotto al palco. Infatti, come prevedibile, il diaframma di nastro bianco-rosso viene travolto al richiamo di Enrico e il palco diventa nostro, nel senso che quasi ci si sale su e si salutano senza isteria alcuna sei grandi amici, inebriati ma composti da una autentica ondata di entusiasmo.
Grande, indimenticabile concerto che mi fa dimenticare dei kilometri fatti e da fare.
Marco onora la sua promessa (ma chi mai avrebbe potuto dubitare?), suggellandola con una foto. La felicità di Losa accentua la mia malinconia per il lungo e dolorosissimo arrivederci che mi attende di li a poco.
Prendo accordi con Peppe e Daniela per condividere la strada del ritorno, ma abbiamo parcheggiato in punti distanti e ci proponiamo di ritrovarci nei pressi di Davoli. Ebbene, dopo aver avuto per qualche ora l’impressione di aver girato in tondo, riconoscendo vagamente certe similitudini architettoniche, senza alcuna notizia dell’altro equipaggio, all’approssimarsi di un bivio vibra il telefonino. Faccio per rispondere e nel frattempo scorgo un’auto. Naturalmente si tratta di Peppe e Daniela, che chissà per quale altra strada diversa dalla nostra sono arrivati puntuali ad un appuntamento inconscio.
La sequenza di arrivederci che mette a dura prova il mio vecchio cuore inizia da Susy (ci rivedremo presto, ma in Sicilia!!!), poi con Peppe e Daniela, grandissimi.
Dopo Messina, Paola, Katya e Losa, si adagiano tra le braccia di Morfeo e fissandoli, mentre l’autostrada mi sfugge davanti e il sole sorge, mi abbandono a qualche attimo di intima e serena commozione.

 

foto01_small.jpg (41406 byte) foto02_small.jpg (35946 byte)
foto03_small.jpg (37367 byte) foto04_small.jpg (39841 byte)
foto05_small.jpg (22859 byte) foto06_small.jpg (36698 byte)  

 

foto07_small.jpg (38324 byte) foto08_small.jpg (37244 byte)
foto09_small.jpg (36383 byte) foto10_small.jpg (38300 byte)
foto11_small.jpg (38215 byte) foto12_small.jpg (40019 byte)
foto13_small.jpg (38917 byte) foto14_small.jpg (41274 byte)
foto15_small.jpg (38586 byte) foto16_small.jpg (40445 byte)
foto17_small.jpg (29280 byte) foto18_small.jpg (25293 byte)
foto19_small.jpg (25474 byte) foto20_small.jpg (23569 byte)
foto21_small.jpg (33659 byte) foto22_small.jpg (22480 byte)
foto23_small.jpg (25144 byte) foto24_small.jpg (28678 byte)
foto25_small.jpg (25890 byte) foto26_small.jpg (36078 byte)
foto27_small.jpg (33725 byte)