Avevo cercato con le unghie e coi denti di organizzare il
viaggio per assistere a due concerti. Ma la scelta di presenziare alla consegna di un bene
confiscato alla mafia ai ragazzi delle cooperative nella tarda mattinata del 21 agosto
rende unico e prezioso lappuntamento del 22. Se considerate che la partenza dei miei
due angeli è prevista il 23 a mezzanotte e, in prospettiva del doloroso arrivederci,
avrebbero tutto il diritto di riposare, il viaggio assume i connotati di una follia.
Invece mai viaggio fu piacevole, allietato da piccole proteste (koncert lontano, torniamo
doma), espressioni di giubilo sul traghetto, sullo sfondo del bellissimo orizzonte siculo
o calabro.
Il percorso Palermo-Messina è caratterizzato dallascolto ripetuto di
Primavera a Sarajevo, eletto fin da subito inno dai due pargoli che mi hanno
anche spiegato che in lingua ucraina Balalaika significa astinenza da cibo
.. o da
sesso.
Riabbracciare Susy è una bellissima emozione e il viaggio prosegue contattando di tanto
in tanto Peppe e Daniela per saperne la posizione nel dedalo calabro.
Lultimo tratto del viaggio è per amanti del brivido. Mentre rischio un paio di
volte di schiantarmi e di volare giù a causa di tornanti bestiali e ben occultati, con la
first lady che minaccia di abbandonare lauto e il rispettoso silenzio di Susy che
accudisce e tranquillizza Katya e Losa, medito sul fatto che bisognerebbe fare uno studio
sulla tipologia dei comuni che hanno avuto ed hanno la fortuna di ospitare i concerti di
Enrico. Potrebbe uscirne fuori un saggio sullaffetto di noi fans nei suoi confronti
misto ad uno di pianificazione viaria. Chiaravalle è un bel paesino, caratterizzato da
case a misura duomo e molto verde. Chiediamo informazioni ad un tizio circa la
collocazione del palco, che lui valuta essere a non più di 500 metri. Chissà perché,
sospetto che i tipo soffra di una dislessia spaziale e non mi fido, invitando tutti a
risalire sullauto che avevo già parcheggiato. Dopo almeno tre chilometri, ci
arrestiamo davanti ad una transenna, a 500 metri dalla quale parcheggio. Il palco lo
troviamo subito, attraversando una autentica bolgia che si struscia tra bancarelle di ogni
tipo e compra calia e simenza. Ci troviamo casualmente (e non sarà lunico caso
della serata) Peppe e Daniela, che, non disponendo delle dritte di Susy, hanno
attraversato montagne, nebbia e freddo. Rivedo dopo Scilla Danilo e Alcy. Non trovo parole
adatte per dire quanto mi piacerebbe vederli più spesso.
Unocchiata al palco e, contro la volontà di una specie di gorilla che mi intima di
tornare per gli autografi dopo il concerto, Enrico esce da un edificio vicino al palco e
passando davanti a King Kong mi saluta, ricordandosi sorridente della carica che rivesto,
facendomela apparire in un istante un po più leggera. Incrocio anche Marco, ragazzo
dalla cordialità cristallina e persona incredibile e vera. Losa simpatizza da subito con
lui, e strappa la promessa di avere in dono le bacchette a fine concerto. Se riuscirò nel
progetto più bello della mia vita, suonerà la batteria.
Il concerto è semplicemente magico e le poesie in musica si susseguono con arrangiamenti
in gran parte nuovi e molto elettrici. Rimango letteralmente incantato dal susseguirsi di
due canzoni pericolose: Cuore segreto e Attimi. Band perfetta e voce profonda
e coinvolgente. Cedo al medley Prima del temporale- Perduto amore e mi rianimo per i gran
finale sotto al palco. Infatti, come prevedibile, il diaframma di nastro bianco-rosso
viene travolto al richiamo di Enrico e il palco diventa nostro, nel senso che quasi ci si
sale su e si salutano senza isteria alcuna sei grandi amici, inebriati ma composti da una
autentica ondata di entusiasmo.
Grande, indimenticabile concerto che mi fa dimenticare dei kilometri fatti e da fare.
Marco onora la sua promessa (ma chi mai avrebbe potuto dubitare?), suggellandola con una
foto. La felicità di Losa accentua la mia malinconia per il lungo e dolorosissimo
arrivederci che mi attende di li a poco.
Prendo accordi con Peppe e Daniela per condividere la strada del ritorno, ma abbiamo
parcheggiato in punti distanti e ci proponiamo di ritrovarci nei pressi di Davoli. Ebbene,
dopo aver avuto per qualche ora limpressione di aver girato in tondo, riconoscendo
vagamente certe similitudini architettoniche, senza alcuna notizia dellaltro
equipaggio, allapprossimarsi di un bivio vibra il telefonino. Faccio per rispondere
e nel frattempo scorgo unauto. Naturalmente si tratta di Peppe e Daniela, che
chissà per quale altra strada diversa dalla nostra sono arrivati puntuali ad un
appuntamento inconscio.
La sequenza di arrivederci che mette a dura prova il mio vecchio cuore inizia da Susy (ci
rivedremo presto, ma in Sicilia!!!), poi con Peppe e Daniela, grandissimi.
Dopo Messina, Paola, Katya e Losa, si adagiano tra le braccia di Morfeo e fissandoli,
mentre lautostrada mi sfugge davanti e il sole sorge, mi abbandono a qualche attimo
di intima e serena commozione.
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