petelogo.gif (4356 byte)

REPORTAGE DA LEGNANO
6 SETTEMBRE 2009

BY ALCY

Vi scrivo di un attimo.

Enrico ha i piedi in bilico sul bordo del palco: se avanzasse di un
centimetro cadrebbe di sotto. Davanti alle sue gambe leggermente divaricate,
ben piantate per terra, sale dritta l’asta del microfono. Ha entrambe le
braccia distese lungo il corpo, leggermente aperte, con i palmi delle mani
rivolti verso di noi.
Le mie braccia sono alzate e protese verso di lui: di tanto in tanto,
ondeggiando, sfiorano il suo corpo assieme a tantissime altre braccia. Le sue
dita ci stringono.
Ad occhi chiusi sta cantando “Non finirà”.

Se avessi potuto fermare il tempo, io, giuro, l’avrei sospeso in quel preciso
momento. A Legnano.
Dopo una serata simile non posso che ringraziare di essere nata, di aver
incontrato Enrico nel corso della mia vita, di aver preso la macchina sabato
mattina per andare in Lombardia e di aver scelto all’ultimo minuto di vedere
anche quel concerto (grazie a Lollo, a Contessa e alla grigliata che fu
galeotta) dopo quello di Bergamo, serata da ricordare per la piacevole presenza
di tantissimi di voi.
Ieri è stata pura magia. C’era…una luce speciale negli occhi di tutti. E non
è sempre così, perché non può esserlo tutte le volte, è naturale! Ma è lì il
bello: quando non ti aspetti niente di particolare… e poi capita che sia
Incanto. E che si cominci con Notte di stelle. E che, come ad un autentico
concerto rock, non ci siano transenne o nastri o vasi di fiori che impediscano
la visuale e il contatto. E non venite a dirmi che seguire il concerto un metro
indietro è la stessa cosa, perché non è vero: voi che eravate aggrappati con me
alle casse o agli arti inferiori del cantante sapete bene che non è uguale. E
sapete che quelli che erano più indietro avrebbero voluto essere al posto
nostro. Come ho sentito dire da più persone, sembrava di essere tornati
indietro nel tempo e di aver partecipato ad una data del Falco e gabbiano tour,
con Fabrizio e Luigi scatenati e schierati davanti al fianco di Enrico. Che
ieri ha dato tutto di sé. Corpo, voce e anima, a noi e allo show. Enrico che
non si è risparmiato, che di più non poteva fare, che ci ha fatto piangere ed
emozionare.
L’unico modo che ho per ringraziarlo è continuare a seguirlo, e attendere con
voi che si compi un’altra magia.