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REPORTAGE DA MILAZZO

27 GIUGNO 2008

by Stefania (Contessa)

 

La serata era partita male, alle 19:50 ero ancora a casa ad aspettare Giovanna, la mia migliore amica autista per un giorno, che non arrivava.
Le prove erano saltate e temevo che il concerto (PROPRIO QUELLO A CASA MIA!!!) facesse la stessa fine.
Finalmente arriva: saranno state forse le minacce di amputarle un piede se non lo schiacciava a tavoletta sull’acceleratore o la paura nel vedere un mostro che si era impossessato del corpicino della sua amichetta (era la prima volta che arrivavo così tardi all’evento e temo di aver perso un po’ il controllo!), fatto sta che alle 20:08 Giovanna mi catapulta sotto il palco.
Troviamo Enrico e la band al ristorante, carino come al solito, ma per non disturbare la sua cena mi trattengo dal dirgli le migliaia di cose…impressioni…sensazioni…che premono dentro la mia testa mandando in confusione l’unico neurone superstite dopo le tensioni del pomeriggio! E poi mi ricordo gli insegnamenti di mia mamma di quand’ero bambina “quando si è a tavola non si legge il giornale, non si guarda la tv e non si fanno firmare i cd!”. Ma ti sembrano insegnamenti da dare??? Ma che modi sono di educare una bambina? E va bene, se lo dice mia mamma…
Poi ecco l’incontro con gli altri: il FANTASINDACO (evviva il Fantasindaco! evviva il Fantasindaco!) con la sindachessa, Kattia con Fabio e soprattutto con le foto di Lorenzo (sarà il nome…ma il bambino è bellissimo!), Rosaria e consorte che non vedevo da una vita e sorpresa delle sorprese Cento con la sua adorabile mogliettina arrivati freschi freschi da Pavia (visto che questa volta me lo sono ricordato?) e poi Daniela e Giuseppe (conosciuti sul finale ma con i quali si è creato subito un ottimo feeling). Selly mancavi solo tu tesorino e mancavi tanto!
Come vuole la più classica tradizione sicula ci dilunghiamo un’ora in saluti e foto di gruppo, così tutta la prima fila viene occupata (Valerio io ti prometto che non provo più a scavalcare le transenne ma tu togli quelle sedie orrende dalle prime file!!! Santo cielo è lo show di Enrico mica un concerto di musica dodecafonica! Ehm…quando ho detto “ti prometto” intendevo dire proverò a controllare l’istinto per almeno dieci minuti!).
Ma ho escogitato una tecnica che in poco tempo mi porterà all’agognata transenna. Adocchio un bambinetto appoggiato appunto all’oggetto del desiderio, Ciccio, non avrà più di sei anni e lavorando lentamente ai fianchi (più che altro prendendolo a ginocchiate nella schiena), riesco a spingerlo oltre e perfino a convincerlo che da lì ci vede meglio. LA TRANSENNA E’ MIA…ora proverò a lavorare anche per i miei compagni!
Intanto inizia il concerto: sono senza parole, la felicità mi scorre in ogni minuscolo capillare e mi convinco che non esistono altri sentimenti al mondo quando sei sotto quel palco.
La scaletta ricalca quella dello scorso tour ma è rinnovata dai pezzi del nuovo cd: non si può capire la bellezza di “Io respiro” dal vivo e il colpo al cuore che provoca l’interruzione di “Attimi”, tra l’altro molto apprezzata da tutto il pubblico dei non fedelissimi; per non parlare del sax seducente di Billa in “Cuore segreto” e della carica esaltante di “Rock Show” e “Il cielo”, assolutamente perfette per il concerto. Per quanto riguarda i pezzi storici non si può evitare uno svenimento da eccesso di libidine sentendo il nuovo arrangiamento di “Polvere” e “Nuovoswing” cantata tutta intera (è stata la mia prima canzone di Enrico…provocherà per sempre sconquassi al mio cuoricino!).
Nonostante il caldo sconvolgente e l’umidità impressionante tentino, senza riuscirci, di stremare le energie sopra e sotto il palco, i nostri sono in gran forma: Fabrizio (curva Palermo forever!!!!) è energia pura, Billa è fuori di testa come al solito (tra l’altro i due devono aver detto qualcosa di “strano” ad Enrico mentre cantava non ricordo quale brano, causando le risate del capo e conseguente dimenticanza di alcune parole del pezzo! Scenetta molto divertente che ha provocato l’ilarità di tutto il numerosissimo pubblico), Paolo è molto carino e sembra inserito bene nella band, il Nano ha concesso un assolo davvero spettacolare che ha esaltato tutta la gente presente, Gigi…riduttivo ogni commento; ed infine lui, abbronzato e bello come il sole, che incrocia il tuo sguardo mentre canta e ogni volta si ricrea quella intesa tra chi si conosce e si riconosce come pezzi dello stesso puzzle.
Intanto Giovanna, Rosaria e Kattia riescono a raggiungermi alla transenna (questo non vi autorizza a rivelare commenti da bar fatti tra donne!) e lì parte un groviglio di braccia protese verso il palco quasi a voler trasmettere e ricevere tutta l’energia del mondo…c’è chi giura di aver visto delle scintille!
E senti tra il pubblico commenti entusiasti ed una ragazzina di quindici anni dire alla madre “te l’avevo detto che il concerto era bello!”.
All’improvviso accade una cosa inconcepibile, inimmaginabile, sconvolgente, anticostituzionale: il concerto finisce!
So che prima o poi dovrò riprendermi dallo Sho(w)ck…ho un lavoro, una casa da mandare avanti, una vita privata, ma adesso è ancora presto. Metterò su dei Ray Ban e piangerò in silenzio.
Prima di far scendere la prima lacrima ho delle scuse da fare:
scusa Liborio, anzi perdono (lui sa perché), ma ora per favore non mi tenere più il broncio. Pace fatta?
Scusa Ciccio per le ginocchiate nella schiena, ma è meglio che impari da piccolo che la vita è dura e che lo diventa ancora di più se occupi la transenna di una “concertualmente” disturbata.
Scusa Cento per averti parlato tre ore del Veneto pensando che tu fossi di Padova, ma Pavia proprio non mi entrava in testa! Però sei stato tanto carino a non sottolineare il mio rimbambimento!
Scusa Salvo se ho rovinato tutte le tue foto con ciuffi di capelli svolazzanti e braccia alzate davanti al tuo obbiettivo! Ma come potevi chiedermi di controllarmi?!
Un grazie, invece, lo voglio dire a Nico Bonso che è sempre una personcina squisita, garbata, a modo, un tesoro di uomo con cui parlare piacevolmente per ore. E poi è l’unico veneto astemio…lo adoro!
Ma il grazie più grande va a te Enrico perché “non c’è un altro che sia uguale a te, uno che riempie la giornata, uno con la tua voglia di vita”.
Ma questa è un’altra storia, un’altra canzone, UN ALTRO CONCERTO!


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Grazie ragazzi!!