Eccomi qui!
Ancora una volta sotto il palco, in primissima posizione, per poter godere di uno
spettacolo incredibile, che è andato oltre alle mie attese.
Infatti temevo si trattasse di qualcosa che non era un vero e proprio concerto... invece
è stato qualcosa di più: 150 minuti di spettacolo puro, di carica incredibile di
emozioni pazzesche, che in me (cosa difficile) hanno sfiorato la commozione.
Apertura con la presentazione "mitica" di Fabio Caressa (telecronista sky) e
via, subito con le nuove canzoni.
La presenza dei pezzi del nuovo album non è stata "invasiva" all'interno del
concerto (non li ha nemmeno cantati tutti) e i pezzi classici hanno riavuto nuovo lustro
con nuovi arrangiamenti e nuovi strumenti.abbandonata (purtroppo) la tromba, a far la
musica ai pezzi vi erano nuove chitarre, nuove tastiere a nuovi ritmi.
Immancabile il sax (suonato magistralmente dal Billa) in Cuore Segreto, che dal vivo è
davvero toccante e caldo.
Enrico, in gran forma e con molta carica, ha saputo interpretare i pezzi in modo
incredibile, sembrando quasi che ti trasmettesse parola per parola il testo del brano,
quasi come se fosse un passaggio di un testimone in una staffetta.
Ogni canzone la faceva sentire "tua" e non sua e anche se magari questa o quella
canzone la si viveva inizialmente un po' con distacco (perchè magari non era la tua
preferita o quella che ti attendevi)...ecco che ci eri immerso totalmente.
Credo sia questa sensazione che differenzia un concerto normale, da un concerto
sensazionale.
Inizio "tranquillo" (con alcune tonalità probabilmente abbassate rispetto agli
originali) per poi crescere sempre più, sia di ritmo che di voce, arrivando alla
fine con "Contessa", suonata e cantata in tonalità originale dei vecchi tempi.
Mai una stonatura, mai un'incertezza, mai una parola fuori luogo.
La presentazione delle canzoni è sempre stata sensata (come al solito), profonda e
chiara, quasi ad introdurti nel testo prima ancora che partissero le prime note.
Interpretazioni coadiuvate dal balletto sexy e dalla presenza di Davide Van de Sfroos
(credo si scriva così), che hanno saputo offrire una accentuata passionalità in Ti avrò
(le prime) e una certa rilevanza vocale e musicale a "Leggo le carte" con tanto
di ritornello in dialetto.
La presenza di Andrea Mirò (chitarra di accompagnamento e cori in Mistero) ha dato un
completamento ad un'opera incredibilmente perfetta come è stata la serata.
Le cose da dire per poter trasmettere le emozioni e le sensazioni sarebbero moltissime, ma
rischierei di spostare l'attenzione su altre cose.
Quindi mi fermo qui, nella speranza di aver offerto un contributo che permette a chi non
è stato presente alla serata, di poter in qualche modo essere proiettato là almeno per
un istante.
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