|
Nota:
questi reportage sono scritti a quattro mani nel senso letterale del termine.
Ci siamo divisi equamente lettere dellalfabeto e segni di punteggiatura e scriviamo
picchiettando contemporaneamente sulla tastiera, quindi qualunque errore di battitura è
colpa sua!
REPORTAGE OSTIA
(Ovvero: Questo vento agita anche
noi)
Nel mezzo del cammin di nostra v
acanza, ci recammo
alla stazione Roma Termini a recuperare una bufala smarrita (o almeno si sarebbe
sicuramente smarrita se non le avessimo chiarito in tempo che Roma Ost. non
vuol dire Ostia come credeva, ma Ostiense). Usciti dalla stazione
(giusta) ci troviamo davanti una triplice visione che ci fa subito entrare in clima da
concerto: |
|
|
|
 |
|
|
|
Giunti
a destinazione (come al solito con un certo anticipo rispetto anche ai tecnici che montano
il palco), ci lasciamo convincere dalla
Bufala scatenata ad andare in spiaggia nonostante la bufera imminente. Prima, però, era
necessario indossare il costume: la soluzione ideale ci è sembrata quella di cambiarci in
macchina sotto le finestre di un felice ed interessatissimo autoctono che ha assistito
entusiasta alloperazione, poi ripetuta altre due volte nel corso della serata. Alla
fine aveva anche chiamato gli amici (e ringraziato la Madonna perché, nonostante la
presenza di Lollo mezzo nudo, il resto dello spettacolo meritava eccome!).
Dicevamo che le condizioni meteo apparivano avverse fin dal pomeriggio, per questo
qualcuno ha trovato subito il modo di riscaldarsi: |
|
|
|
 |
|
|
|
Ma una vera
Contessa non si abbassa a tali proletari passatempi, e decide di dare lezioni di stile
anche in spiaggia: |
|
|
|
 |
|
|
|
Forse per colpa
del vento, forse per colpa del freddo, forse per colpa dellastinenza da concerti,
allimprovviso ci sembra di sentire linizio del soundcheck: ci precipitiamo
quindi sulla passeggiata così come siamo, trovando ovviamente il palco ancora vuoto e
suscitando la perplessità degli astanti. |
|
|
|
 |
|
|
|
Fortunatamente non
bisogna aspettare molto, e il soundcheck inizia per davvero, anche se a causa del forte
vento verrà sospeso dopo pochi minuti (con buona pace dei capelli di Fabrizio). |
|
|
|
 |
|
|
|
Qui inizia il
dramma: i tecnici smontano lo schermo e abbassano le casse e la struttura delle luci,
perché il vento ne mina seriamente la stabilità. Per un paio dore il concerto
rischia addirittura di essere cancellato, mentre nuvole basse, nere e minacciose rubano la
scena al tramonto ferragostano. |
|
|
|
 |
|
|
|
Nel
frattempo incontriamo Ruggeriani vecchi e nuovi: conosciamo Roby, giunto fin lì da Pavia,
si uniscono Claryonne con fidanzato di Claryonne, Angelica con fidanzato di Angelica e
amiche di Angelica, Caterina che fila veloce verso i 600 concerti, Monica che città
dopo città sicuramente li ha passati da tempo, le loro folli amiche e altri che non
riusciamo a salutare perché nel frattempo la folla inizia ad accalcarsi intorno al palco
senza sapere che il concerto è ancora in forse.
Ci allontaniamo per procacciarci generi di sussistenza (cibo e soprattutto birra), e
quando torniamo riusciamo a stento a recuperare la prima fila perché, con nostra grande
gioia, il concerto sta finalmente iniziando.
E un concerto strano, questo, per diversi motivi.
Enrico viene interrotto due volte: la prima perché lassessore allo spettacolo vuole
consegnargli una targa e salutare il pubblico. Il pubblico risponde entusiasta al saluto
sommergendolo di fischi, che in antico romanesco vogliono dire: Queste cose si fanno
prima!
La seconda volta perché il programma della serata (forse stilato dallo stesso
lungimirante assessore) prevede i fuochi artificiali assolutamente alle 23.30, così se li
può godere anche la band
|
|
|
|
 |
|
|
|
Ma quello che
rende il concerto in assoluto più particolare è la posizione delle luci e delle casse,
che per i problemi di cui sopra vengono tenute ad altezza Nano, il quale
durante il suo assolo utilizzerà addirittura come tamburo uno dei tralicci! |
|
|
|
 |
|
|
|
Le luci così
basse hanno donato al concerto unatmosfera inedita e molto suggestiva, che ci ha
scaldato dentro aiutandoci a sopportare il freddo fuori. |
|
|
|
 |
|
|
|
 |
|
|
|
 |
|
|
|
 |
|
|
|
 |
|
|
|
Ma
quello che ha reso il concerto davvero unico nel suo genere è stata la grande voglia di
suonare e darsi al pubblico dimostrata da Enrico e tutta la band.
Nonostante le condizioni avverse, le interruzioni, la struttura del palco ridotta allosso
e la drastica riduzione della scaletta, abbiamo visto uno spettacolo carico di energia e
carisma, coinvolgente e come al solito di altissimo livello.
Solo i grandi artisti sono in grado di dare così tanto, di far divertire, emozionare e
non deludere mai.
Gli usuali ringraziamenti ai tecnici da parte di Enrico questa volta erano particolarmente
sentiti e meritati, proprio per limmane sforzo a cui sono stati chiamati per
garantire la buona riuscita del concerto.
Grazie Enrico, grazie Luigi, Marco, Fabrizio, Paolo e Billa, e complimenti davvero.
Mentre la band lasciava a fatica il luogo del concerto tra due ali di folla acclamante,
alcuni di noi si rifocillavano in pizzeria in compagnia di Nico Bonso, un altro grande
eroe della serata. |
|
|
|

|
|
|
|