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Nota: questi reportage sono scritti a quattro mani nel senso
letterale del termine. Ci siamo divisi equamente lettere dellalfabeto e segni di
punteggiatura e scriviamo picchiettando contemporaneamente sulla tastiera, quindi
qualunque errore di battitura è colpa sua!
REPORTAGE GAVIGNANO
(Ovvero: Vivo da Re
Magio)
Dopo una notte passata cercando un rifugio poco più
accogliente di una grotta in compagnia della piccola e minuta Bufala, ci mettemmo in
viaggio verso Gavignano. Ma proprio come fossimo nel cammino di Santiago de Compostela,
avemmo una nuova visione collettiva.
Questa volta, il delirio ci portò addirittura a
sostituirci a Lui. |
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Ed Egli disse a noi: Stolti, questapparizione è di ieri
proseguite Sulla Strada e mi troverete ancora. Rinfrancati nel cuore e nello
spirito, proseguimmo fino ad imbatterci in un pellegrino che come noi era giunto per altre
vie nel medesimo luogo, quasi a confermare gli immortali versetti Stasera le strade
del cuore convergono tutte sul palco.
Qui Egli si rivelò nuovamente e capimmo così che Roby il Pavese apparteneva alla nostra
stessa mandr
ehm, gente. |
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Iniziammo
dunque a pascolare tra le Verdi Colline, certi che Egli non avrebbe tardato a manifestarsi
fuori dai manifesti. |
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E
così fu. Allimmagine si unirono i suoni, ai suoni si unì la voce, la voce proferì
Verbo, il Verbo ci indicò la retta Vie en Rouge.
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Furono
sufficienti pochi brani per far sì che ricevessimo alfine la luce. |
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Le
prove dellapparizione andarono talmente bene che iniziammo subito unansiosa
veglia in attesa dellapparizione definitiva, che si sarebbe verificata di lì a
poco. |
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La nostra profonda e intensa fede fece sì che, durante la funzione, si
verificassero due eventi miracolosi:
la popolazione locale, che in un primo tempo seguiva il concerto lontana dal palco
accomodata sulle seggiole poste alle spalle del mixer, dopo alcune canzoni migrò in massa
fin sotto le transenne, senza che nemmeno gli venisse ordinato di alzarsi e camminare;
dopo che avemmo superato la barriera che separa i semplici mortali dai suonatori alati
(comunemente chiamata transenna), il più giovane dei Suoi emissari scese - letteralmente
- tra noi, con tanto di chitarra, e continuò a suonare circondato dal nostro coro
osannante.
E quando, un attimo prima dellapocalisse, tacque anche lultima nota, lo
vedemmo assumere una posa mistica e ci parve di sentirlo rivolgersi ai fedeli con la
seguente formula: la messa è finita, andate in pace
e quando volete tornate a
trovarci. |
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