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REPORTAGE DA
MILAZZO
27 GIUGNO 2008

by FANTASISTA

E’ il mio primo concerto istituzionale e il primo momento di vero relax dopo una campagna elettorale serrata e impegnativa che ha prodotto sul mio fisico effetti molto maggiori di 13 anni di palestra. E’ un torrido venerdì e per il sabato è previsto il consiglio comunale che mi vedrà giurare fedeltà al mio popolo, alla repubblica, alla regione, alla provincia e soprattutto alla musica di Enrico. Partecipo nel pomeriggio ad una riunione importante nella quale secondo me lascio il segno sia per un intervento logico e coerente, sia perché sparisco all’improvviso. Si parte quindi alla volta di Milazzo e, dopo un viaggio tranquillo e climatizzato, arriviamo a destinazione, non prima di aver pagato euro 7.50 al casello ed aver chiesto ad uno stupito casellante quale fosse il mio tratto di autostrada appena acquistato. Il tempo di girare 15 minuti a vuoto, per il mio rifiuto di chiedere informazioni, ma alla fine costrettovi dalla sindachessa ed eccoci individuare il quartiere S. Giovanni, sito del concerto. Gasato dalla vista dei manifesti inforco una rotonda in controsenso ed in quella scorgo Contessa a passo di carica, a fatica seguita da un’amica. Il tempo di parcheggiare e mi si parano davanti Katia e Fabio. La febbre da concerto sale. Purtroppo le prove sono finite, ma prima del concerto ho una piccola missione da compiere. Così, tra la disperata ricerca di un bagno, la constatata assenza di un qualsivoglia bar che mi costringe ad una insopportabile astinenza da caffeina e il sopralluogo al palco, individuiamo “La gobba del cammello”, cioè il ristorante a pochi metri dal palco, dove i nostri consumano il pasto pre concerto. A questo punto dovete sapere che per tutta la mattinata, concentratissimo, ho tenuta impegnata la mia segreteria, composta da tre unità (tutte femminili), nella scelta e confezione di un piccolo pensiero per Enrico che gli ricordasse la fiera Roccamena. Ma a pochi metri dalla meta la mia timidezza ha la meglio, così il regalo passa nelle dolci mani della sindachessa che, presentandomi, lo consegna per me. Enrico ringrazia e mi ricorda la sua mail e poi, con mio sommo stupore, mi fa una raffica di domande. Questi sono casi in cui mi stupisco sempre, per la spontaneità, l’intelligenza e l’ironia del nostro.
Ci diamo appuntamento a poco dopo, per un rito che si ripete immutabile e nuovo. Naturalmente arrivano Rosaria e Giuseppe, mitici sempre più. Una volta sotto il palco riprendiamo le piacevoli conversazioni tra ruggeriani ed ho pure l’occasione di sentire Lollo al telefono e di conoscere Cento e consorte. Tutto questo, unitamente a foto viste e scattate in libertà, ci costa il posto alla transenna, occupata da un nugolo di giovani curiosamente accampati su teli da mare e dall’odiosa sfilza di sedie da veglia funebre. Piano piano riusciamo ad avvicinarci quasi tutti e devo dire che Contessa supera tutti in genialità: avvistato un pargolo attaccato alla transenna, lo convince a colpi di rotula a posizionarsi oltre la stessa, salvo causargli una paura che genera un ritmico andirivieni transenna-mamma.
Io conquisto la seconda fila, da cui, sollecitando i miei alluci nel tentativo di alzarmi di qualche cm, riesco alla fine a produrre qualche scatto degno (spero) del reportage. Perché il concerto è davvero spettacolare, così come le coreografie di Contessa e della sua amica morona, che saltando nella calura inebriate dalla musica, riempiono le mie povere foto di capelli, dita, ulne e radio.
Non posso non segnalare l’esecuzione di “Cuore segreto” e “Io respiro”, davvero divine. Notevole davvero un assolo del Nano alla batteria. All’improvviso, nel buio, una mano galeotta affonda in carni setose, causando reazione della proprietaria delle carni e delle sete, allontanamento del mostro e ilarità degli astanti nel raggio di m 10. Il concerto procede che è una meraviglia, gli arrangiamenti freschi ed aggressivi, la seconda chitarra si integra perfettamente, i brani nuovi sono da urlo, ma purtroppo, dopo due ore e venti circa, il concerto finisce. Decidiamo di tentare il saluto ad Enrico e band, per cui ci dirigiamo nel retropalco ad aspettare. Puntualmente escono ad uno ad uno questi eroi della nostra musica e ci salutano. Buon ultimo esce Enrico, che mi rivolge un saluto ed una battuta riguardante la mia carica. Semplicemente grande. Il dopo concerto procede con altre foto ricordo, saluti piacevoli e nessuna voglia di andare via, ma il consiglio incombe e pure il giuramento.

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