"I dadi!" esclama Enrico con lo sguardo illuminato come quello di un bambino.
L'abbiamo raggiunto fuori dai camerini per salutarlo al termine del concerto, abbiamo in
mano il sacchettino di velluto rouge con la scatoletta di dadi (gentile omaggio del
Casinò), li regaliamo con immenso piacere a lui, che, ne sono certa, con la sua
sensibilità da artista sa vedere al di là dell'oggetto: tutto ciò che evoca, il suo
valore simbolico...
Mi piace pensare che ci giocherà con il piccolo Ugo o con i ragazzi della band.... o
forse potrebbe tenerli in mano al Bivio invece del bullone.... o forse li terrà
semplicemente in tasca per buona sorte....
che i miei dadi ti portino fortuna, Enrico!
Senza dubbio una serata molto particolare questa al Casinò, ma ciò che più mi ha
sbalordito è stata la sensazione di trovarmi perfettamente a mio agio nonostante
l'assurdità della situazione, che vado a descrivervi: cena di gala con tutti gli annessi
e connessi, camerieri in livrea che servono pietanze "nouvelle cousine",
atmosfera soft, "cumenda" accompagnati da "gnoccolone" in abiti
succinti ai tavoli e.....tre fans in estasi sotto al palco (White, la simpaticissima Magda
e la sottoscritta), naturalmente "leggermente" osservati dai suddetti
commensali.
Ma ci credete: non me ne poteva fregare di meno: c'era il Rouge sul palco!
Ed era un pò come se cantasse solo per noi, stavo incollata al palco e mi spostavo a mio
piacimento, e stranamente nessuno si è lamentato, anzi, alla fine anche gli spettatori
più freddini si sono sciolti e mi sono sembrati quasi nostri complici.
Il Rouge e i ragazzi, impeccabili nella loro performance, hanno proposto i pezzi più
conosciuti al grande pubblico esordendo, manco a dirlo, con l'irrinunciabile "Rien ne
va plus", per continuare con "Il portiere di notte", "Quello che le
donne non dicono", "Il mare d'inverno", "Primavera a Sarajevo",
"Mistero", ma ci hanno regalato anche inaspettatamente "Notte di
stelle"(da brividi per me), "Perduto amore", una toccante interpretazione
di "Canzone per te" di Endrigo, "Quante vite avrei voluto", una
ballabilissima "Contessa" con cui ha chiuso .
Eh già, i camerieri stavano servendo il dessert ma io, nell'attesa trepidante di
"Rock Show", avevo la sensazione di essere solo all'antipasto!
Un grazie grandissimo e un arrivederci a Enrico, alla band e al Sior Silvio.
Un caro saluto a Magda, alla figlia Tati e alla loro amica, che ci hanno tenuto
piacevolissima compagnia!
Antonella
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