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REPORTAGE DA PIACENZA
1 MAGGIO 2007
E DA PAOLA (CS)
2 MAGGIO 2007

DON CAMILLO E PEPPONE TOUR

(by Lollo)

 

 

Il titolo che ho voluto dare a quest’esperienza è evocativo: l’incontro tra due mondi, un viaggio in due realtà, un’unica passione in comune.

Mi è venuto in mente quando sono arrivato a Paola e ho scoperto che, mentre a Piacenza il concerto era stato organizzato come di consueto dai principali sindacati, laggiù invece era l’evento centrale delle celebrazioni per il cinquecentenario della nascita di San Francesco. In città era presente anche un Cardinale giunto dal Vaticano (memorabili i cartelli sui muri: “Paola saluta Renato Raffaele Martino”, sembrava il messaggio di una quindicenne tornata dal mare!). Insomma, la chiesa e il popolo: e il Rouge a fare da “trait d’union”.

Due concerti vissuti in modo diverso: il primo in mezzo ai soliti amici, quelli che bene o male ci sono a tutte le date del nord. Mancavano giusto alcuni torinesi, ma per il resto la mandria di bufali contava un buon numero di capi (capi, non “padroni”, che è il primo maggio!), che riempivano le prime tre file. Gran casino, saltare tutti insieme abbracciati, ballare a grappoli, cantarsi l’un l’altro nelle orecchie, condividere ancora una volta le stesse emozioni.

Il secondo, invece, in un’altra realtà: festa di paese, facce da Sud (absit iniuria verbis: lo dico nel modo più sincero ed amichevole possibile), la gente vestita bene per scendere in piazza a vedere l’evento, anche i vecchi, quelli che a guardarli pensi che l’ultimo sorriso lo abbiano fatto nel ’57, impenetrabili nelle loro giacche di velluto, e poi li vedi tutti canterellare ondeggiando a tempo, quando il Billa con la con la fisa gli regala all’improvviso alcuni secondi di “lerulalleru lalleru lalleru” tra una canzone e l’altra, li vedi che sono sdentati ma sorridono con gli occhi, e ti vien quasi invidia perché tu quell’emozione lì non la puoi mica provare.

Due esperienze diverse: Piacenza, partendo da Milano, vuol dire quaranta minuti di macchina da sotto casa al parcheggio dietro la piazza dei Cavalli. Vuol dire godersi il pomeriggio nel centro storico, e tra la visita a una chiesa e un gelato incontri le facce da peterpanini che sono in giro anche loro come te, perfettamente mimetizzati tra gli autoctoni che passeggiano in centro nel dì di festa.

Paola, partendo da Milano, vuol dire che il treno fino a Roma parte e arriva in perfetto orario, mentre quello per il sud prima ancora di partire ti dicono che dovrà cambiare percorso e accumulerà un’ora di ritardo (alla fine ne avrà due: sei ore totali per un viaggio da quattro). Vuol dire arrivare di corsa in piazza alle otto di sera, dopo aver posato le borse in un albergo prenotato al volo, col terrore di non trovare un posto in prima fila, e sentirsi sollevati quando ti rendi conto che puoi anche scegliere la transenna su cui sederti.

Il primo Maggio aspetti il concerto bevendo birra con gli amici (e dando spettacolo, con buona pace dei detrattori). Il due Maggio mentre aspetti il concerto ti riempi di caldi arancini di riso e fragranti crocchette di patate, con gli stessi soldi con cui a Piacenza hai preso due Beck’s.

A Piacenza chiacchieri con uno di fianco a te in transenna, e ti dice che legge sempre PeterPan per attingere informazioni, ha 40 anni e ti racconta di quando era ragazzo e riceveva NuovoSwing… ma ormai, dice, sono altri tempi, non gli va neanche di registrarsi e scrivere sul forum... 

A Paola incontri Rrouge1 ed è un mezzo matto come te, con una fidanzata che cerca di tenerlo buono, e ci odia quando gli comunichiamo che il 13 Maggio c’è Gallina (RC), mentre lui è tutto gasato, il concerto non è ancora iniziato ma lui sta già pensando alla prossima trasferta. Lei ormai è rassegnata.

Poi ci sono le immagini impagabili: le espressioni stupite di Enrico e band nel vederci lì, a 20 ore e 1000 Km di distanza. E pensare che la sera prima, fuori dal ristorante, avevo detto a Nico che non potevamo fermarci perché il giorno dopo dovevamo alzarci presto, avevamo impegni…

E Fabrizio, dopo aver appreso che sto praticamente obbligando Contessa a studiare i Queen, che mi strappa la promessa di andare due giorni dopo a vederlo coi Queenmania a Pizzighettone (promessa poi mantenuta).

E Nico, che a Paola indossava la solita “divisa da concerto”, la mitica casacca bianca che lo accompagna da due anni, perché la giacca della sera prima l’aveva dovuta restituire all’unico “museo della carrozza” d’Italia, che si trova proprio a Piacenza. Il manichino-cocchiere ringrazia.  

E il Billa e il Nano, che per due volte in 24 ore mi si presentano distrattamente mentre salutano Contessa. Evidentemente passo più inosservato.

Ed Enrico, a cui faccio una foto con Contessa MENTRE LUI GUARDA NELL’OBIETTIVO!

E poi Luigi, che mi ha regalato un’emozione improvvisa iniziando il concerto con Last Horizon, l’assolo di Brian May: quelle che per me sono la leggenda vivente (Ruggeri) e la leggenda immortale (i Queen), sposate in un unico concerto.

Le grandi differenze hanno sempre un tratto comune nel cuore: si parte da Piacenza e si fa il giro d’Italia. Come Don Camillo e Peppone.

Lollo e Stefy

Compagni di strada

Crediamoci

Crediamoci insieme!

Gruppo1

La curva........

Gruppo2

.....dei fedelissimi

Spettacolo1

Lo spettacolo......

Spettacolo2

.... con la birra.......

 

 

Spettacolo3

Spettacolo4
Spettacolo Stefy

....e quello senza.
Beato

Beato tra le donne!
Lollo Stefy Rouge1

Un altro pazzo.

Giacca

Il cocchiere innamorato.