![]() REPORTAGE DAL CONCERTO BY KATTIA74
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| 24 maggio2007 : è l'alba di un giorno Rouge...un giorno destinato a
rimanermi nel cuore. E' una splendida giornata, gia' si vede, c'è il sole: la Sicilia
accoglierà degnamente i nostri. Anche se non riesco a dormire e a pensare ad altro, decido di non alzarmi. Come farei ad ammazzare il tempo? So già che il tempo ammazzerebbe me. Non devo preparare neanche niente per la trasferta. Mi basterà percorrere pochi metri a piedi, raggiungere i tanto noti giardini pubblici ed Enrico sarà lì...uhhh! Meglio continuare a non crederci, meglio stare calma, meglio fingere di dormire, anzi di sognare! La mattinata tutto sommato passa abbastanza velocemente: vado a sincerarmi che ci sia il palco, che ci siano i tecnici...qualcuno si preoccupa di informarmi che Enrico è già ad Augusta e mi dice il nome del locale dove pranzerà. Io comincio ad agitarmi seriamente e a guardarmi in giro con aria investigativa: magari hanno deciso di prendere un caffè o una granita in centro. Non sono fortunata, non li incontro e neanche vado a pranzare in quel locale: non servono strategie per riuscire a parlare col Rouge e allora decido di rimandare il momento per poterlo condividere con gli amici ruggeriani che arriveranno nel pomeriggio. Il pomeriggio, appunto. Dalle 14,00 alle 18,00 l'attesa e' un vero inferno. Ad intervalli di un quarto d'ora circa, chiamo il Fantasista al cellulare per capire quando arriverà. Non mi è dato saperlo. La risposta è sempre:- TRE! Il telefono della persona chiamata....- Come al solito lui è irreperibile fino a che non te lo trovi davanti. Comincio a pensare che si tratti di una sorta di gesto scaramantico pre-concerto... Quando ormai Fabio è al limite dell'esasperazione per i miei ripetuti inviti a prepararci, ad andare che voglio essere li' ad attenderli, che proprio qui non posso perdermi le prove, che magari Salvo è già arrivato, che negli ottanta metri di strada che ci separano dai giardini potrebbe sempre succedere un imprevisto...preparo i miei bagagli (libro e manifesto da far autografare, pennarello rigorosamente bianco, penna, striscione precedentemente e accuratamente preparato...), indosso la mia nuova t-shirt very original made in Alcy e mi appresto a vivere questa nuova e straordinaria avventura. In piazza Castello l'unica cosa veramente interessante che troviamo è il palco montato già. A parte noi, non c'è ancora anima viva, solo qualche tecnico per gli ultimi accorgimenti e tre attempate signore che, sedute su una panchina, mangiano una granita sotto un tiepido sole. Decido di far compagnia alle signore e gusto la mia granita mentre non smetto di guardarmi intorno, fotografando con la mente ogni piccolo dettaglio. Finalmente mi chiama Salvo che mi dice di essere su una specie di cavalcavia. "E' il ponte!", quasi urlo, "trova un parcheggio, sei arrivato!". Pensare che è stato ad Augusta solo tre mesi fa... E così Salvo e Paola ci raggiungono sulla panchina. Giusto il tempo dei saluti e di quattro chiacchiere e si avvicinano al palco due automobili per me uguali. Scoprirò dopo due minuti, il tempo necessario a riprendermi da un annebbiamento della vista dovuto all'emozione improvvisa, che A) le automobili non erano affatto uguali ma simili e B) punto ben più rilevante, che al loro interno c'erano addirittura Enrico e band. E cominciano le prove...scene già viste e vissute tante volte, ma che hanno sempre il sapore dello stupore. E poi per me, oggi e qui, è proprio tutta un'altra storia! Salutiamo con la mano ed Enrico risponde col suo amichevole sorriso. Lo raggiungiamo quando scende dal palco e lui si avvicina subito. Rivolto a me, lo sento dire:" Hai cambiato colore!" "Sì" rispondo "prima ero piu' bionda". Salvo, Fabio e Paola quasi scoppiano a ridere per la mia espressione estremamente compiaciuta. Io ho tanta voglia di dire, pensando allo striscione, "cambiano i colori dei capelli, ma la mia vita è sempre Rouge". Ma mi limito solo a pensarlo per non rovinare la sorpresa. Faccio notare ad Enrico che anche qualcos'altro è cambiato in me dall'ultima volta. Lui se ne accorge e sul suo libro che io gli porgo, scrive la dedica anche al bimbo che porto dentro. Più Peter Pan di così si muore! Mi intenerisco fin quasi alle lacrime. Per fortuna il mio momento di commozione viene interrotto dal divertente alternarsi di tutti i componenti della band, compreso Nico, davanti all'obiettivo della ormai celeberrima Fantafotocamera, fra sorrisi, battute e ricordi di concerti passati. Io rimango sempre positivamente stupita davanti a tanta cordialità e disponibilità. Ma questa volta il piu' stupito di tutti era sicuramente l'impiegato comunale che al di là della transenna si era offerto di fare da intermediario fra noi e la star e, suo malgrado, si è ritrovato a dover ridimensionare il proprio ruolo. Soddisfatti, guadagniamo il nostro posto alla transenna davanti al palco. Ebbene sì, devo confessarvelo: io ho la tanto odiata sedia questa volta. Ma, date le circostanze, mi perdonerete, vero? Dovevo pur in qualche modo rassicurare i parenti (fra l'altro tutti rigorosamente presenti...) che avrei evitato di stancarmi e di agitarmi! Fosse facile... Diciamo che ho evitato i salti mozzafiato stile Scilla con Alcy, ma non è che la sedia l'abbia utilizzata poi molto! Ecco che arriva anche Rosaria da Castelvetrano. Ci contavo proprio! Lei fa sempre i salti mortali per esserci ai concerti ed ero certa che anche questa volta avrebbe trovato il modo di scambiarsi il turno di lavoro. Eccoci pronti, la magia sta per cominciare, stanno abbassando le luci... Poco piu' in là c'è un ragazzino che dice:"Ma c'è Ruggeri, quello del Bivio..." Ecco, una frase così potrebbe anche rovinarci la serata. Io e Salvo decidiamo con lo sguardo di non lasciare che sia così e soprattutto di lasciare illeso il moccioso. Del resto cosa può saperne lui di quella musica che, da lì a poco, toccherà ancora una volta le nostre anime regalandoci la certezza di saper volare? Noi sappiamo di poter godere fino in fondo di questo privilegio e ci abbandoniamo alla magica e fantastica atmosfera. Comincia la sfilata di note e personaggi, delizia per le nostre orecchie. Ci sono gli eroi senza nome, il re irriverente che sa essere tenero, la regina protagonista di una notte sola e il portiere di molte notti passate a sognare. E poi il matto con un'inesplorata profondità interiore, le donne battagliere e quelle che non parlano e sono così, in attesa di essere capite senza spiegarsi troppo. E ancora gli innamorati che scommettono sull'eternità del loro sentimento e quelli che sono costretti a ricredersi mettendo da parte il rancore e facendo valere il proprio desiderio di rivalsa. E ci siamo noi, sempre noi, ancora noi col naso in su... noi che quella musica ce l'abbiamo dentro, noi che quelle parole le abbiamo elaborate, sviscerate e vissute tante volte nel corso della nostra esistenza, noi che in maniera sempre piu' matura siamo ancora capaci di afferrare un sogno e tenerlo stretto fra le mani, noi gelosi di questo sogno che non ci importa di condividere con chi non sa comprenderci... Grazie Enrico per avermi regalato ancora una volta tutto questo e soprattutto di avermi dato l'onore e la felicità di vivere queste emozioni nella mia città in un periodo così particolare per me (continuo a credere che non sia un caso...). Grazie a tutta la band, a Nico e un bacio a tutti gli amici ruggeriani. |
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