![]() REPORTAGE DAL CONCERTO BY FANTASISTA
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| Sambuca 27 agosto, ovvero stranezze. Dopo il pernottamento buscemese in un piccolo B&B a 200 metri dal palco e lincredibile colazione da lottatore di sumo servita a me e a Paola dalla squisita signora, che deve averci visti un po deperiti, trascorriamo la mattinata ad Ibla, con relativa abbuffata di bellissime architetture e granite varie. Dopo un lauto pranzo davanti alla magnifica chiesa di San Giorgio e la scarpinata per tornare allauto (a Ibla, per la sua bellezza, si dovrebbe camminare a piedi nudi), iniziamo la lunga traversata alla volta dellalcolico paesetto. Fidandomi della mia previsione che Enrico non proverà (sottovalutando però il fatto che Sambuca è facilmente accessibile), propongo a Paola una sosta a Sciacca, ridente cittadina che mi è sempre piaciuta. Panino leggero in riva al mare, forte caffè, numerosissimi santiòni per la circolazione regolata da divieti, aree pedonali, vigili autentici ed improvvisati, e arrivo in Sambuca che le prove (che ovviamente cerano state) sono finite da nemmeno dieci minuti, così mi comunica Rosaria. Scomodo mentalmente tutti i santi del calendario gregoriano. Da tre giorni mi porto dietro un cd, delle foto dellanno 91, e lultimo libro da autografare. Ci appropinquiamo al palco. Le transenne sono clamorosamente vicine, poco più di un metro. Mah. Prevedo un ampio afflusso di roccamenesi. Sambuca, pur essendo in provincia di Agrigento, è a nemmeno 20 km dal mio suol natìo. Difatti, a folate, si presentano tutti allappello. Tra loro, il super juventino Ben e i gemelli Nino e Ciccio (ribattezzati da tutti gemelli Ruggeri. Notevoli le loro esibizioni nei vai karaoke e mitico il loro grazieeeee. Solamente, non sono mai riuscito a distinguerli). Allimprovviso il pre-concerto fino ad allora tranquillo, si trasforma in un tumulto di avvenimenti kafkiani. Cercherò di seguito di sintetizzarli: a) Un nutrito gruppetto di sambuchini piazza le sedie alla transenna, con una certa dose di prepotenza. Una ragazza, che ricordo di aver visto a vari concerti, non ci sta. Ne viene fuori un lunghissimo battibecco. b) Arriva un pulman con dei disabili. La protezione civile non sa dove piazzarli. Arrivano anche i carabinieri. Ci intimano di arretrare per collocare i poveretti oltre le transenne, dal nostro lato. Lasciano tranquilli quelli con le sedie arrivati nettamente dopo di noi. Protestiamo. Alcuni tolgono le sedie volontariamente, ma i più non ne vogliono sapere. La ragazza di prima, assieme ad altri, si attacca alla transenna impedendo la visuale a quelli seduti. Volano urla. Alla fine i poveretti vengono, con dubbio gusto e sprezzo per la loro sicurezza, sistemati davanti al palco, alcuni sopra i cavi elettrici. Naturalmente qualcuno sano approfitta della situazione per sedersi oltre le transenne. c) Durante il concerto Enrico incrocia lo sguardo di un ragazzo disabile: sono orgoglioso di essere un suo fan, per lemozione, il sorriso, lumanità priva di retorica che gli ha comunicato con un semplice sorriso. Grazie, Enrico. d) Un tizio (che sapremo poi essere lassessore allo spettacolo), in pantaloncini, infradito e canotta annuncia limminente inizio del concerto: per la serie la classe non è acqua. e) Il concerto inizia, meraviglioso come le altre sere. Le prime file cantano a squarciagola. La ragazza forse si impegna troppo. Ha un malore durante lesibizione di Nico, il quale chiede lintervento di un medico. Rosaria si precipita e la rianima. Il mio amico Ben, che la fanciulla laveva subito notata, appresa la buona novella, mi suggerisce un centinaio di metodi alternativi e fantasiosi che lui avrebbe usati per farla rinvenire. f) Alla ripresa del concerto, un altro fattaccio: un imbecille, nel fare e nellaspetto, con tanto di fotocamera al collo si avvicina ad Enrico, che stava presentando Quante vite avrei voluto, con un foglio in mano, smarginato e spiegazzato. Glielo lancia oltre le spie e se ne va come se nulla fosse. Enrico sobbalza istintivamente allindietro, smarrito. Dice Non ritiro la posta, dopo un attimo raccoglie il foglio e lo poggia sulla pedana. Lo legge, perché tornando avanti ha una serie di indecifrabili espressioni. Corre a leggerlo anche Luigi e poi, alluscita della band prima del finale, Billa se lo porta via. Non è dato sapere che cazzo cera scritto. A Castellumberto ho chiesto a Nico, che si era perso la scena e non ne sapeva nulla. g) Come se non bastasse e forse per omaggio al nome, dimprovviso si materializza un ubriaco, preannunciato da una mistura di odori alcolici. Genera subito scompiglio tra il pubblico, spintonando. Un carabiniere lo affianca, ma il suo intervento si limita a questo, nonostante il tipo lanci strampalate minacce e richieste (una ad Enrico di pagargli la dentiera). Dopo qualche minuto mi convinco che è più credibile che il tipo convinca il carabiniere a farsi un cicchetto assieme piuttosto che questultimo intraprenda qualche auspicabile decisione. h) Anche Enrico non sta benissimo. Prende un paio di bustine di zucchero. Per fortuna il malore si rivelerà di brevissima durata, tantè che il nostro finisce il concerto in palese crescendo. Anche stavolta niente saluti. Le auto e il camper sono attorniate da un nugolo umano, anche dallubriaco, che tenta di rompere i vetri di una delle auto. Evidentemente il carabiniere che lo seguiva era a bere una Sambuca. Attenti, ragazzi. Non oso immaginare cosa succederebbe qualora un giorno si suonasse a Marsala! |
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