![]() REPORTAGE DAL CONCERTO BY FANTASISTA
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| Altro concerto, altra odissea. La Sicilia è senza dubbio terra stupenda,
Ibla è tanto bella quanto buona è la sua granita di mandorle, ma che cazzo ci vuole a
collocare quattro tabelle segnaletiche? ( Lo chiederei a Cuffaro, che so essere al
pellegrinaggio di Santiago di Compostela). Ti puoi perdere in mille modi diversi mentre
cerchi disperatamente un indizio. Il mio lo trovo in autogrill. Devo procedere in
direzione Palazzolo Acreide, che da sempre mi è simpatica per aver dato i natali a Silvia
Salemi. Da li finalmente trovo lindicazione agognata. Giunti al piccolo centro, i
vigili sbarrano come sempre laccesso, per cui si parcheggia in zona Peep, a monte
del centro. Incredibilmente, la traversa che decidiamo di imboccare ci porta nella piazza
davanti al palco. Credibilmente (e molto), repente ci si fa incontro Erika, che per una
frazione di secondo si stacca quindi dalla transenna. Si aggiungono poi Giuseppe e Daniela
e via via si forma un bel gruppo di irriducibili. La piazza è piccola, ma gradevolissima. Qualcuno colloca delle sedie, ma senza dare particolare fastidio. A Buscemi tutto sembra sommesso e pacato. Perfino lattraente barista rumena che ci serve arancini, bibite e caffè a prezzi cinesi. Tornando alla transenna, apprendiamo che il concerto inizierà sul tardi, causa processione. Sfila la banda musicale, che suscita in me una qualche nostalgia e risveglia la tentazione di sfoderare prima o poi la mia tromba (detta così sembra una minaccia, lo so). Niente prove nemmeno stasera, ormai è regola che non si prova nei paesi di difficile accessibilità. Erika mi presenta sua madre, che mi racconta, tra disperazione e divertimento, un po di peripezie vissute per accompagnare la figlia ai concerti. Mi parla della difficoltà di arrivare, nel 2004, a Santo Stefano di Quisquina. In un lampo realizzo che la ragazza che nel dopo concerto cercò di placcare Enrico circondato dalle forze dellordine, era proprio Erika. La quale, appreso dellarrivo di Enrico, si precipita al camper dopo aver avuto assolute rassicurazioni sullo stato di mantenimento del suo posto alla transenna. Dun tratto, scrutando lordinata folla che riempie la piazza, il presentimento che aveva accompagnato il pre-concerto si rivela fondato: Kattia e Fabio ci salutano dalle file mediane, lei chiede una sedia alla gente davvero ospitale del posto e assiste al concerto in quella riposante posizione, onde evitare il primo parto rock della storia. Il concerto è una meraviglia che ti fa dimenticare i chilometri percorsi, i guai e il fatto che molto probabilmente dovremo pernottare in zona. La scaletta, gli arrangiamenti, i suoni, lallegria, la voce, i gesti e lumanità di Enrico, tutto con un tocco sensibilmente diverso da quello di Piero Focaccia!!! E poi la classe di Fabrizio, linsolita ilarità di Luigi, la follia del Billa, lironia di Nano, la cortesia di Nico. Bellissimo lurlo corale Tutta la notte, di autore anonimo, che sostituisce lo scontato Fuori fuori prima del finale. Al rientro di Enrico e band, la transenna, che Erika pazientemente aveva piano piano sganciato, come un galeotto che per anni scava col cucchiaio, viene scostata e tutti sotto il palco, sotto locchio, per una volta intelligente, delle forze dellordine. Ho modo di dare ad Enrico larrivederci a Sambuca, e di comunicargli che la Juve è tornata (la prende con un sorriso, però fa una specie di gesto scaramantico sicilianissimo). Poi i saluti vari, Erika Kattia e Fabio vanno via (ma torneranno). Noi si va a nanna. Domani si replica. A Sambuca, luogo il cui nome si rivelerà foriero di indizi. |
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