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REPORTAGE DA GALLINA (RC)

13 maggio 2007

Stefania (Contessa)

 

Avevo deciso di non fare il reportage di Gallina per non tediarvi, a breve distanza da Piacenza e Paola, con la mia esaltazione incontenuta ed incontenibile.
Ma sono stata provocata nella maniera più subdola possibile: è stata messa in gioco la mia rougerianità.
Mi sono sentita come Mimì metallurgico ferito nell’onore…e si sa che per i siculi l’onore è sacro come la madre!
La cosa singolare è che a mettere in dubbio i miei anni di militanza tra le fila…pardon tra le transenne di Enrico è stato colui che cura le nostre orecchie. Sì, sì, proprio il mitico Liborio!
Con quella sua aria di chi non ci colpa (tipica espressione locale) ha osato mettere in discussione la mia presenza ai vari concerti di questi anni ed in particolare a quello di S. Giuliano.
Non sapeva, il poveretto, a cosa andava incontro: ho cominciato a fargli l’elenco dei concerti in cui mi sono sgolata dal 1988 in poi. E alla sua legittima obiezione che lui segue Enrico solo da cinque anni è seguita la sfilza di tappe dei tour che ho visto negli ultimi cinque anni con allegati giorno, mese, anno ed ora. Alla fine è venuto fuori che LUI non c’era in molte di quelle date perché lavorava altrove!
La cosa più divertente è stata la sua insistenza nel negare la mia presenza a S. Giuliano: “Tu non c’eri ma io ho letto il reportage di Contessa!”.
Ora Liborio caro, capisco che tu a S. Giuliano fossi preso da tante belle ragazze con cui dovevi fare il galletto, ma a Gallina avevo addosso una canottiera con su scritta una frase di Contessa!
Certo, pure in terra di Calabria il nostro Liborio era distratto anche perché io ero circondata da tre belle donnine.
È andata così:
Cinzia (Huffff) mi comunica che verrà da Milano a vedere il concerto. Quel giorno, esaltatissime, ci troviamo a Villa S. Giovanni (dopo tre navi perse e una crisi isterica in corso per la paura di perdere le prove) ed insieme raggiungiamo il paese della felicità.
Lì troviamo ad accoglierci Susy (Selly) e Marina (Nuvola, venuta appositamente da Chieti) tiepidamente abbandonate su una panchina soleggiata della piazza.
Sono molto felice di conoscerle anche perché con entrambe ho qualcosa in comune…
Il pomeriggio trascorre allegramente con l’affetto dei Galletti (si chiameranno così gli abitanti di Gallina?) che, per dimostrarci che ai nomi corrispondono i fatti, ci offrono da bere e da mangiare fino a sera. Sarà la cortesia rinomata dei calabresi o quattro scollature niente male?
E, mentre sistemano il palco, io e Liborio diamo il via al nostro siparietto. Menomale che qualche lavoratore serio ancora c’è. E mi riferisco all’instancabile Nico Bonso che stava anche per rimetterci un orecchio quando sono cominciati i festeggiamenti in onore del Patrono S. Nicola di Bari. Gli addetti ai fuochi d’artificio, infatti, hanno ritenuto che il posto migliore per far esplodere il primo botto fosse all’interno del padiglione auricolare di Nico. Credo fosse una prova per vedere se era un vero fonico!
Per il resto è tutto meravigliosamente solito: dopo le prove ci sono i saluti con la band ed Enrico mi firma l’ultimo suo libro con tanto di dedica (e questa volta non sbaglia nome!). Nico ci rivela di aver avuto mal di denti fino alla sera prima e di non essere molto in forma, ma la sua esibizione è perfetta e coinvolgente come sempre. E anche questa volta esibisce una giacchetta che avrebbe meritato un intero reportage di Lollo. Il Billa, il Nano, Luigi e Fabrizio si divertono nelle pose più improbabili per rendere divertenti le nostre foto.
E, strano ma vero, mi ritrovo a che fare con le impensabili timidezze di una centaura: devo letteralmente trascinare Cinzia dietro il palco per farle avere la tanto desiderata foto con Enrico. Ma come, tutti pensano che sia delicata come un rullo compressore e poi mi si rivela come una bambina timorosa di fronte a qualcosa più grande di lei? C’è sempre da stupirsi nella vita!
Riconquistiamo la prima fila e vediamo apparire AlexVox, sceso da Milano a trovare la sua ragazza a Reggio e venuto a godersi la serata prima di ripartire il giorno dopo. E, meglio tardi che mai, arriva anche quel pazzo di Rouge1 (Giuseppe) con un amico ma, soprattutto, con la cassetta del concerto di Paola (grazie grazie grazie).
Ad un tratto accanto a noi si materializza una coppia interessante: lui diventerà presto il nostro fotografo ufficiale, lei ci racconta di quando, anni prima, hanno beccato il Rouge in Spagna ad un concerto che ancora ricordano con tenerezza ed entusiasmo. Hanno due bambine bellissime, Simona e Paola, che hanno la sola sfortuna di capitare proprio accanto a me. In un momento di distrazione dei genitori (ottimi genitori, ma certe disattenzioni sono fatali!) comincia la catechizzazione e i due angioletti, in men che non si dica, si ritrovano a ripetere in maniera ossessiva “Chi sei C-C-C-C Contessa? Tu non sei più la stessa!”.
I peterpanini lì presenti provano a salvarle…ad allontanarmi…a far intervenire gli adulti della situazione, ma ormai è troppo tardi. L’opera è compiuta: nelle loro innocenti menti ormai c’è solo Lui. E mi mancava veramente poco ormai per portarle a dire che Enrico non solo è bravo e scrive delle canzoni bellissime, ma è anche il loro cantante preferito!
Purtroppo sono stata portata via (non dalla Neuro!) nel momento cruciale ma le due pargolette mi hanno salutato con la promessa che, al prossimo concerto insieme, avrebbero saputo a memoria tutte le parole di Contessa. ..per iniziare!
Per consolarmi di aver interrotto la mia opera di catechesi, i miei compagnetti di avventura accettano di dare soddisfazione al mio ego prestandosi a posare per delle foto veramente imbarazzanti (di cui vi dò testimonianza nonostante siano un po’ sfocate) davanti a tutta la piazza. E a nulla valgono i tentativi di farmi capire che nelle immagini non si sente ciò che viene detto. Pertanto l’obiettivo ci immortala mentre con le manine chiuse con fare interrogativo tutti in coro mi domandano “Chi sei C-C-C-C Contessa?”. Ma ovviamente non mi basta…avverto un senso di incompletezza. Leggo il terrore nei loro occhi ma non mi posso fermare…quando dico che l’avrò, l’avrò! E infatti, grazie alla loro umana pietà ottengo la foto che mi appaga e finalmente mi placa: erano tutti così carini mentre, col ditino sollevato che andava a destra e sinistra a mimare un “no”, mi cantavano insieme “Tu non sei più la stessa!”.
E finalmente ‘taca banda!
Stasera però il concerto ci regala un’emozione in più: non ci sono le transenne e noi siamo praticamente aggrappati alle gambe di Enrico e band (e per la cronaca sappiate che da così vicino si sentono tutti ma proprio tutti i commenti che fate da lassù!!!).
Vedo la faccia di Susy stravolta dalle emozioni, Marina credo che sia in un’altra dimensione già dall’inizio delle prove, Cinzia ormai non sente più le ustioni procurate da tre ore di sole calabrese. Giuseppe cerca di dirigere Enrico come un vero regista affinché possa continuare la registrazione lì dov’era stata interrotta a Paola. Io mi sono persa ormai tanti anni fa ed ho abbandonato la speranza di ritrovarmi. Ma l’immagine più bella è quella di Alex rapito sulle note di Quello che le donne non dicono come un tenero cucciolo di bufalo.
Alla fine della serata siamo distrutti, sfatti dal caldo e dai salti ininterrotti, sudati e senza voce, ma come al solito con un sorriso ebete scolpito su facce che non riconoscerebbero più nemmeno i genitori.
Per tornare a casa aspetto, chiacchierando con Selly e Nuvola, che Antonino e Mattia finiscano di smontare il palco: loro rientrano a casa a Catania e così traghettiamo insieme (grazie mille ragazzi, siete stati tanto carini).
Dormo tre ore e vado a lavorare…prima o poi la mia passione rougeriana mi farà passare dei guai!
Grazie a tutti quelli che erano con me e che hanno sopportato il mio fiume ininterrotto di parole. Grazie a Liborio per aver sopportato le mie affettuose prese in giro (ma tanto sono state reciproche).
E grazie ad Enrico per tutto quello che mi regala da tanto tempo.



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