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CONCERTO A SCILLA

(by il fantasista)

 

Considerato che siamo ad un tiro di schioppo da Scilla, il 13 decidiamo di prendere confidenza col sito, in attesa del concerto. Scopriamo una cittadina meravigliosa, con le particolarità orografiche della Calabria: città col centro storico situato su spuntoni di roccia, facilmente difendibili, e splendidi lungomari. In più il palco è sistemato su una splendida terrazza-belvedere a picco sul mare e, particolare non trascurabile, con la Sicilia sulla linea d’orizzonte. Trascorriamo la giornata e la mattina successiva dividendoci tra spiaggia, passeggiate e visite turistiche inframmezzate da abbuffate di cinghiale, visto che a Bagnara è il periodo della sagra del povero, irsuto quadrupede, al punto che  non saprei dire se è più disgraziato un tacchino vicino a Natale o un cinghiale in Calabria a ferragosto.

Nel primo pomeriggio siamo in piazza dove ritrovo tutta la truppa con alcuni, graditissimi nuovi arrivi: Katia e Fabio, nonchè il simpaticissimo Danilo e la bellissima Anna, reduci dal soggiorno siciliano.

Sono sinceramente emozionato, per aver conosciuto (di persona personalmente), in un colpo solo buona parte degli assidui frequentatori di forum e concerti. Assistiamo alle prove. Ci godiamo il panorama dal belvedere, poi qualcuno propone uno spuntino. Nell’indecisione tra rosticceria e spaghetti, dopo aver girovagato un po’, io e Paola, Katia e Fabio, Danilo e Anna finiamo nel ristorante praticamente scavato nel belvedere. Con somma sorpresa Enrico e band stanno cenando proprio li. Salutandoli, ci sediamo un po’ defilati. Chiediamo un frugale e rapido pasto, perché c’è da ritornare alla transenna. Proprio quando arriva l’antipasto Enrico ci raggiunge con in mano una tazzina di caffè. Si siede con noi, commenta con ironia ed intelligenza un certo post comparso sul forum, precisa che particolare esecuzione de “La vie en rouge” è una scelta dettata dal tipo di arrangiamento. Mi permetto di concordare, rilevando che nella scaletta ci sono brani vocalmente più impegnativi di quello. Si finisce con autografi (per me e Paola una bellissima e geniale dedica personalizzata),   foto e “Ci vediamo sopra”. Katia è palesemente in trance, bloccata, ammaliata.  La convinco a stento a non portarsi a casa la tazzina di Enrico, anche se ho il fondato sospetto che l’abbia fatto lo stesso. Ci beviamo letteralmente gli spaghetti-records e tra spintoni e qualche mugugno, attraversando una parte della piazza stracolma,  (mi fa morire un “Chianu chianu ni ettanu fora”),  riguadagniamo la transenna, alla quale sono rimasti saldati Sebastiano, Marina, Susy, Simone e Ylenia. Io, in realtà ho solo l’illusione di averla guadagnata, perché appena inizia il concerto, quelle scatenate di Anna e Katia, cui si è nel frattempo aggiunta Stefania, approdata con lo scooter in Calabria, provenienza Messina, cantano saltano, ballano, disegnano coreografie che nemmeno Enzo Paolo Turchi prima delle em…….

Il risultato è che, essendo stato rilegato in seconda fila,  in quasi tutte le mie foto c’è un braccio, una chioma bionda o bruna, un orecchino etc.

La fulgente Anna, più che ad un concerto, sembra essere sbarcata a Lourdes. Arrivata con le stampelle, spicca salti alla Sara Simeone dei tempi d’oro.

Se a Rizzìconi il concerto era stato stupendo, per definire questo “mi fagliano le parole”, soprattutto perché che i nostri apprezzano il calore del pubblico e si esaltano. Dopo il rabbioso acuto finale di “Ti avrò”, Enrico sembra mandare i “saluti” a qualcuno. Poi, tanto desiderata quanto inaspettata,  “Vivo da re” ci manda in visibilio. Gli applausi, le urla, i cori si sprecano. Non vi dico di Anna durante “Poco più di niente”, di Enrico che gira verso di noi il microfono per i cori de “Il concerto”, di Danilo che urla “Grazie, Enrico”. Nel caos finale siamo sotto il palco, ben oltre le transenne, per l’arrivederci a Soccorso.

Ritrovo poco dopo il gruppo. Katia, ormai senza più energie, è seduta su una panchina, lo sguardo perso nel vuoto. Le sento dire” Devo assolutamente andare a Soccorso, se non ci vado muoio” .

Capirete che non ho potuto non ridere, guadagnandomi i suoi strali.

Arriva purtroppo il momento degli arrivederci . Con il cuore colmo di  emozioni che cerco di controllare, saluto tutti, il mio soggiorno calabro volge al temine, le mie ferie ancora no. E il 21 c’è Soccorso.

clicca sulle foto per vederle ingrandite!

Scilla panorama

 

Prove di yoga

 

Prove

 

Commensali

 

Separati alla nascita

 

Carica 1  

 

Concerto

 

Dentro la fotocamera  

 

Enrico band

 

Enrico fans  

 

Assolo

 

Assolo 1  

 

Billa Gigi

 

Nico 1  

 

Nico 2

 

Nico 3  

 

Primo piano

 

Profilo  

 

Profilo 2

 

Si innamora di se  

 

Carica

 

Strette di mano  

 

Ci vediamo a Soccorso