Prologo
Perché un uomo di mezza età, senza grilli per la testa, stimato assistente
universitario, con un dottorato allorizzonte, allapprossimarsi di un tris di
concerti, abbandona il proverbiale autocontrollo, scopre uninsolita accelerazione
dei battiti cardiaci, perde il ritmo solitamente forsennato degli allenamenti in palestra,
in una parola, non è più lui?
Palermo, concerto del 7 marzo. Teatro Golden.
Per una serie di coincidenze, non riesco ad andare a Caltanissetta e scopro che anche
Katia rinuncia. Col senno di poi, questo costituirà un grande rimpianto. Il giorno del
concerto trascorre tutto sommato in fretta. Fa brutto tempo. Finito il lavoro, mi
catapulto a casa, evito di cenare, dimentico nella foga uno dei telefoni a casa. Arrivati
al Golden, scorgo Katia intenta a telefonare. Naturalmente chiama vanamente al mio
telefono dimenticato. Faccio scendere la Fantagirl e cerco parcheggio. Una volta a terra
saluto Katia e Fabio, ma non scorgo più la girl. La quale, in preda alla fame, pensa bene
di rifugiarsi in una pizzeria vicina al teatro. Durante il veloce pasto collettivo, ci
chiediamo di Rosaria, che non abbiamo visto. In un lampo, chissà per quali arcane
connessioni, mi ricordo di aver lasciato la fotocamera in macchina. Mi precipito a
prenderla ed al ritorno mi accorgo di Rosaria e Giuseppe fermi in macchina quasi dentro al
foyer del teatro. Dal tipo di parcheggio, arguisco che sono arrivati in largo anticipo Li
saluto. Hanno con loro la bellissima piccola Maria Pia. Mi annunciano che ci
raggiungeranno allinterno. Noi, intanto, facciamo irruzione nel teatro. Veramente
immenso. Purtroppo ci separiamo per via dei biglietti numerati acquistati (mea culpa), in
due manches. Tuttavia il nostro senso del Gruppo non conosce ostacoli. Prima del concerto,
adocchio alcuni posti in prima fila ed invito Katia e Rosaria a seguirmi.
Allabbassarsi delle luci, con assoluta nonchalance mi approprio di ciò che mi
spetta per diritto, militanza e passione. Il gruppo è con me. Questa è la mia condizione
ideale. Il teatro non è pienissimo. La mia ingrata Palermo non ha risposto al meglio. Ma
penso che abbia contribuito una promozione deficitaria. In compenso il pubblico partecipa
e applaude. Mi tengo in contatto con Fabio, che a mezzo radiolina segue la Juve. Mi fa un
gesto sconsolante, al quale, a torto, credo poco. Invecei, saprò poi, siamo sotto 1 a 0.
E il momento della Musica.. Via quindi a Levocativa Il fantasista.
Enrico annuncia le linea editoriale del concerto, dedicato ai perdenti ed agli esclusi.
Parte la delicata Trans, seguita dalla ritmata Il romantico
aviatore e dallacustica Piccole persone eseguita a due chitarre,
la milanese La vie en rouge. Ovviamente Enrico dedica alle donne
limpertinente ed esplicita Tu stanotte sarai mia. Gli applausi
scrosciano sinceri, linaspettata Fantasmi di città mi riporta al mio
album preferito, di cui festeggiamo il ventennale. Poi la geniale L'uomo dei
traslochi di cui allinizio non avevo colto lacutezza del testo. Sono un
fan di Enrico perché descrive spesso situazioni quotidiane, di vita vissuta, ma alle
quali non penseresti mai, soprattutto nello scrivere una canzone. Mi emoziona Quando
sogno non ho età, e non poteva che essere così, per quello che significa e perché
Enrico fa uninterpretazione magistrale. Canta chiudendo gli occhi guardando in alto,
come a volare per un attimo Di la. Mi spello le mani. Si continua con la n° 1
Eroi solitari e la profonda Inevitabilmente. La presentazione di ogni brano è uno
spettacolo nello spettacolo. Arriva il momento della mia canzone del momento, la
biografica Perduto amore, alla fine della quale mi ritrovo ad andare verso il
palco col braccio alzato. Enrico si avvicina. Battiamo il cinque come vecchi amici. Da
vecchi amici . Mi sento già in viaggio per il concerto di Canicattì. Il momento della
pagella è da incorniciare. Non so esattamente come, mi esce infatti una foto
che
.giudicate voi stessi.
Poi la ritrovata Speranza , lenigmatica I dubbi
dellamore, la struggente Il portiere di notte, la sempreverde
Il mare dinverno, la richiestissima Ulisse-Fango e stelle. Due
canzoni di guerra, La coinvolgente Paisà, splendida dal vivo e Primavera a Sarajevo.
Prima de Il concerto, Enrico saluta Michele e Monica che sono presenti in
teatro. Segue la televisiva Quante vite avrei voluto, la poetica Quello
che le donne non dicono. Torna lenergia con la tagliente Lamericano
medio. Il finale è meglio del solito. Con largo anticipo siamo sotto al palco,
allangolo perché siamo prudenti e perché ci assale la sindrome da mandria di
bufali. Ma Enrico ci chiama al centro, ed è rock. Si balla, si canta, si sorride con
lenergica Mistero e la peperina Contessa, durante la quale il Billa fa
di tutto per impedire ad Enrico di cantare. In qualche frangente ci riesce..
Mi informo sulla Juve. Fabio prova ad esibire una faccia preoccupata, ma gli scappa da
ridere. E fatta, grazie ad una irripetibile papera di Wiese, dice Fabio. Ribatto che
avrei accettato anche una vittoria al 99° su rigore. Evidentemente è una serata
speciale
Aspettiamo che Enrico esca per salutare. Ci indirizzano verso una scala (?) incredibile,
ripidissima. Deploro, comè ovvio, il rapporto tra lalzata e la pedata,
immagino ad alta voce una soluzione progettuale alternativa, tra la curiosità di Katia.
Si materializza Marco, che mi saluta per primo, armai non meravigliandomi più. Gli faccio
i complimenti per il concerto e chiedo del ristorante. Mi dice E quello vicino
alla chiesa. Arrivano anche Pino e Luigi. Infine Enrico, cui porgo il dvd Ulisse e
il cd nuovo da autografare col mitico pennarello bianco che Katia esibì a Godrano. Nel
salutarmi mi chiede: Ci vediamo in estate? Ed io Si, certo, ma anche
domani sera. Di sicuro non se laspettava, sorride accarezzandosi il capo.
Usciamo nella bufera che attanaglia Palermo. Rosaria si mette in viaggio con la bimba
esausta. Individuiamo con risibile facilità il ristorante. Siamo li davanti, ma facciamo
filosofia spicciola: Ormai abbiamo salutato Una volta entrati che
facciamo? Ti avvicini tu? Mi imbarazza un po la cosa.
Il nostro affetto non dipende dai dopo cena.
Decidiamo col sistema maggioritario di lasciare cenare in pace Enrico e Band.
Salutiamo Katia e Fabio, cui chiedo, avendo intuito le intenzioni di Katia, del concerto
di Canicattì.
Nicchia, ma strappo un invito a pranzo per lindomani.
(Continua)
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