Comincio subito col dirvi che questo
reportage sarà un po lungo e confusionario: vorrei riuscire a scrivere tutti i
particolari di questa tre giorni mozzafiato allinsegna del Rrouge, ma credo proprio
che non ce la farò. Ho fatto il pieno di musica, gioia ed emozioni e ho comunque voglia
di riuscire a raccontare qualcosa.
Fatta questa premessa comincio subito col dirvi che martedì sono partita da casa con
ununica certezza: quella di assistere al solo concerto di Palermo, dopo aver
rinunciato a quello di Caltanissetta per impegni vari e senza aver ancora avuto il
coraggio di chiedere di essere accompagnata a quello di Canicattì
non sapevo ancora
che le sorprese sarebbero state molte e tutte bellissime.
Più procediamo verso Palermo, più ci rendiamo conto che il clima non è per nulla
tipicamente siculo: cielo plumbeo, vento forte e, a tratti, anche neve. Poco male, penso,
le condizioni meteorologiche prettamente nordiche contribuiranno a far sentire i nostri
come a casa propria.
Intorno alle 17,00 arriviamo in albergo. Ho tutto il tempo per riposare, ma chiaramente
limpazienza è tanta
per farla breve prima delle 20.00 siamo già in teatro.
Scorgo subito Pino Di Pietro al bar e saluto il Billa al di là di una vetrata. Decido di
chiamare Salvo che non è ancora arrivato. Non risponde, ma in compenso, dopo un po
di squilli, mi si materializza davanti. Ci rechiamo subito in una vicinissima pizzeria
dove ci viene presentata la Fantagirl e, tutti insieme, mangiamo velocissimamente una
gustosa fetta di pizza.
Tornati in teatro quasi ci preoccupiamo perché non vediamo in giro Rosaria né abbiamo
sue notizie. La nostra preoccupazione dura solo cinque minuti perché quando Salvo scopre
di aver dimenticato in auto la macchina fotografica e va a recuperarla, la scorge fuori.
Bene, il quadro è completo: da una parte io , Salvo e Rosaria con le espressioni beate
tipiche da atmosfera ruggeriana, dallaltra i nostri rispettivi coniugi che, per
contro, ci guardano con aria stupita e, a tratti rassegnata, assumendo la caratteristica
espressione di chi osserva persone per niente normali e un po matte. Ma noi, lo
sapete, siamo fieri della nostra non normalità, non ce ne vergogniamo affatto, anzi ce ne
freghiamo
Entriamo per prendere posto e rimaniamo stupiti per le dimensioni del teatro: di certo non
ce lo aspettavamo così grande. Fantasista e Fantagirl prendono posto in seconda fila,
mentre io e Fabio dobbiamo accontentarci della nona
vi risparmio le imprecazioni che
mi sono passate per la mente, tutte contro Salvo che ha comprato i suoi biglietti prima
dei miei e senza riferirmelo
per fortuna trova il modo di farsi perdonare subito
perché, mentre Enrico era già lì sul palco e cantava la prima canzone in scaletta (Il
Fantasista, appunto!), ad un suo cenno mi sono alzata e con passo felpato (immaginate
quanto poteva essere felpato con i tacchi!) ho occupato il suo posto, mentre lui con
autentica naturalezza si impadroniva di una poltroncina libera in prima fila. E
risaputo: i fan di Ruggeri non si fanno mai notare!
Bene, ora le nostre postazioni sono perfette
Enrico è lì, di fronte a noi, ci
scorge quasi subito e ci sorride con aria complice
la nostra emozione comincia a
crescere proporzionalmente al suo entusiasmo. Siamo noi, siamo ancora come allora, ma
soprattutto è lui ad essere sempre come allora. Si, il suo entusiasmo è quello di
sempre, quello che gli si legge immediatamente negli occhi che brillano. Sono subito
contenta di scoprirlo, perché, lo confesso, ultimamente avevo un po temuto che
potesse non essere più così
giuro che un solo sguardo ha spazzato via ogni
possibile dubbio, alimentando immediatamente la mia profonda commozione.
Come sempre sapiente ed equilibrata la scelta dei pezzi in scaletta.
In modo particolare vanno sottolineate, a mio parere, le interpretazioni de Il
portiere di notte e Inevitabilmente, due vere perle che ci sono state
presentate con ineguagliabile eleganza
e poi la delicatezza con cui sempre si propone al pubblico, l intelligenza, la
simpatia e quella sua sottile ironia mai fuori luogo. Per non parlare della grinta e
dellenergia sempre nuova ed inesauribile che ha raggiunto il suo culmine alla fine,
quando tutti noi lì sotto al palco lo abbiamo stretto in un unico grande abbraccio saturi
di gratitudine e, finalmente, liberi di ballare sulle note di Ciuri Ciuri che, quasi
magicamente, si alternavano a quelle di Contessa
E finisce il concerto o meglio quello che di questa magia sono riuscita a comunicarvi.
Nutro la sana e segreta speranza che possa ricominciare molto presto.
Rosaria ci saluta (la sua bambina ha già resistito abbastanza) e si da appuntamento
con Salvo per lindomani a Canicattì. Io, mio malgrado, le do appuntamento a
questestate, ma rivolgo uno dei miei sguardi più supplichevoli a Fabio. Chissà
perché, Salvo e Rosaria sono più sicuri di me del fatto che mi avrebbero rivista
lindomani al concerto di Canicattì. Questa loro certezza mi da non poco conforto.
Dopo esser saliti su per una scala chilometrica, ripidissima e senza neanche una ringhiera
col Fanta-architetto che ci propinava un possibile progetto per una scala alternativa,
aspettiamo Enrico ad unuscita laterale del teatro per salutarlo. Dopo un po
arriva e, come sempre, non disdegna il bagno di folla, anzi vi si tuffa e anche noi
nuotiamo felici. Nano ci rivela il posto dove si sarebbero recati a mangiare. Noi ci
avviamo a piedi (è a pochi metri dal teatro) e sotto la neve. Una volta arrivati, ci
pensiamo un po su e decidiamo per il dietrofront
il Fantasista di solito è un
tipo coraggioso, deciso e poco timido in queste occasioni; così quando lho visto
titubante è mancato il coraggio anche a me
FINE PRIMA PUNTATA!
|