E mi rimetto in viaggio per assistere
all'ennesimo concerto di Enrico, passo a caricare il mio fido compare Cesare e partiamo
per Rezzato.
Serata apparentemente buona, salvo che nei pressi dello sperduto paesotto dell'hinterland
bresciano veniamo sommersi da una fitta nebbia, ovviamente quando decidiamo di prendere
una strada alternativa che ci porta in sterrati viottoli di campagna? UNA TRAGEDIA!!!
Finalmente dopo l'indicazione di una compassionevole passante troviamo il famigerato
teatro CTB, che a dire il vero non ha certo le sembianze della Scala di Milano, ma
piuttosto del teatro dell'oratorio che sta dietro casa mia, ma tant'è lì si esibirà il
mio Rouge quindi dopo aver contrattato con la cassiera riesco a farmi promettere che dopo
l'inizio del concerto potrò andare a prendermi il poster e entro.
Troviamo 2 posti in prima fila anche se un poco decentrati, ci accomodiamo e ad una
temperatura molto simile a quella di un freezer attendiamo l'inizio del concerto. Piano
piano la sala si riempie di un pubblico, moscetto e freddo come la temperatura del teatro,
fatta eccezione per qualche sparuto gruppetto di ragazze al lato opposto della platea
rispetto a me che di tanto in tanto accennano un timido: fuori, fuori!
Pochi minuti prima dell'inizio mi precipito nell'atrio per accaparrarmi il tanto agognato
poster, lasciando il compare a piantonare la mia poltrona affinché nessuno me la freghi;
come sento le prime note stacco la sacra immagine con cura dal muro la arrotolo in quattro
e quattr'otto e mi precipito al mio posto.
Aprendo la tenda che separa l'atrio dalla sala ho la splendida visione del mio Rouge che
ha già attaccato con le prime note di "Il fantasista" e con le gambe che già
mi tremano arranco fino al mio posto.
Il concerto prosegue con: "Perduto amore", "L'americano medio",
"L'uomo dei traslochi". Poi tanti vecchi successi: "La balalaika",
"Contessa" e via in un susseguirsi di divine melodie, mentre l'adrenalina
saliva, e la poltrona che avevo sotto somigliava sempre più ad un braciere e proprio non
riuscivo a stare più seduta. Mentre Cesare continuava a scattare foto sono schizzata in
piedi tipo molla e sono andata a posizionarmi sotto il palco a pochi
centimetri da lui, seguita a breve da qualche altro temerario e in fine da mezza sala.
A questo punto il concerto è stato tutto un crescendo, Ruggeri snocciolava un successo
via l'altro, e dopo il terzo bis la temperatura dell'angusto teatro era di parecchio
salita.
IL DOPO CONCERTO
Visto che il fido compare il mattino successivo aveva la sveglia all'alba non mi potevo
permettere di piantonare Enrico ad oltranza, quindi mi sono limitata ad attenderlo
all'uscita sul retro, quanto meno per farmi autografare il poster, ci piazziamo nei
paraggi della transenna che delimitava l'uscita degli artisti e vediamo passare alcuni dei
musicisti della sua band poi, divina apparizione, arriva lui, cordiale e disponibile come
sempre si presta
alla tortura delle foto coi fans e degli autografi, arrivato il mio turno scambio 4
chiacchiere e gli metto davanti il poster che lui autografa per tutti i ragazzi del
"club Peter Pan", sale in auto e si allontana alla volta del ristorante.
Noi ce ne andiamo, soddisfatti per la bella serata, ma non sarebbe potuto essere
altrimenti dato che dopo tanti concerti visti ogni volta l'emozione resta immutata. A
questo punto non mi resta che attendere il prossimo concerto a Milano del quale spero di
potervi raccontare più avanti.
Un abbraccio a tutti.
Katia
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