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CONCERTO ACUSTICO a

VIDEOITALIA (10/11/2006)

(by Contessa - Stefania)

 

Ebbene si….ho ripreso la stessa nave, lo stesso treno e lo stesso tram!
Ero in crisi d’astinenza….tutti voi sapete cosa intendo (tra noi “tossici” posso parlare liberamente!).
Non potevo rimanere a Messina ad ascoltarlo per radio senza nemmeno sapere quando avrei avuto la mia dose!
Già prima di arrivare sentivo che anche questa volta sarebbe stato speciale…e così è stato.
Arrivo a Video Italia con Bash69 e lì rivedo il mio mago preferito (grazie Axel per il posto), Alcy (non te l’aspettavi che venissi stavolta?!), Cinzia,Vivi, Serafina, Audrey (dai, smettila di voler conoscere l’artista!!!!!!), Lollo (questa volta le frasi sono state più d’una…ma confermo l’impressione di una persona veramente carina!); e poi finalmente conosco White (grazie per la pazienza…il computer non è il mio forte), Ciops, Cuba, Gogi, Sil, il Sonnambulo, il sior Silvio (che ha mostrato di apprezzare…la Sicilia!) ecc…(chiedo umilmente perdono a tutti coloro che non ho citato ma di ognuno ho un bel ricordo).
Saluto Nico (purtroppo so che non canterà stasera), Gigi e Billa (scusa non ti manderò più delle mail a fine ottobre mentre io vado a mare e tu muori di freddo…te le manderò a novembre!!!!)
Sono in fibrillazione…è il mio primo concerto acustico e non so cosa aspettarmi. Si…avete ragione…l’ho pensato subito anch’io…di cosa ti preoccupi se c’è lui sul palco sarà “un concerto eccezionale”!
Entra…è bello e sexy più del solito e ha sempre quel suo sorriso disarmante!
…E comincia il conceeeerto: splendida la scelta dei brani ( con “Non finirà” e “Prima del temporale” ho rischiato l’infarto per troppa felicità) e l’esecuzione di “Rien ne va plus” con Andrea che da sola valeva 16 ore di viaggio. Emozionante il racconto della storia di "Hassiba Boulmerka" che ha portato alla realizzazione di due capolavori (brano e video).
Enrico era in gran forma e ha trovato in Andrea un’ottima “spalla”…si è arrivati ad ipotizzare una versione ruggeriana di “Casa Vianello”!
L’atmosfera era calda e intensa ma anche euforica e divertente…anche nel piccolo studio di Video Italia si era creata quella complicità tra noi e lui che caratterizza i concerti del nostro eroe.
Ora perdonatemi il momento di esaltazione personale ma come si fa a restare indifferenti quando quell’ometto lì comincia a raccontare di un reportage che ha letto (si è vero…l’ha chiamato “una mail”, ma si sa che i suoi problemi col computer sono più seri dei miei!) e tu capisci che parla di te…del tuo viaggio per vederlo…e che ti sta ringraziando (lui a me????). E poco importa se sbaglia il nome e ti chiama Monica (avrebbe anche potuto chiamarmi Genoveffa o Mariacatena!), è un gesto così tenero e carino che non capisci come sia possibile che tua madre, che ti ha partorito con dolore, non ti abbia chiamato Monica ma si sia permessa di chiamarti Stefania!
Credo di non aver connesso molto nei minuti successivi…ero in overdose e stavo rischiando seriamente danni collaterali permanenti.
Alla fine del concerto si sa….la sua disponibilità è proverbiale: mentre mi firma la foto del concerto a S. Giuliano lo ringrazio del suo gesto che mi terrà compagnia per le 16 ore del viaggio di ritorno e per tanto tanto tempo ancora.
La serata si conclude in un pub con alcuni compagni di pavimento delle prime file e poi si torna a casa accompagnati dalla nebbia della tangenziale (prego i milanesi che leggono di non continuare la presa in giro iniziata di persona…per me quella è nebbia!!!!!!!!!!! E non può essere spacciata né per foschia né per smog! D’altra parte se per voi il mare appena increspato è mare mosso o addirittura in burrasca quella per me può essere…anzi È nebbia!).
Il giorno dopo il concerto ha lasciato strascichi…mi sento raggiante e confusa. Il mio treno lascia la stazione (che non mi è mai sembrata così bella come in quel momento) e va incontro al mare…
La mattina dopo sono di nuovo su una nave in mezzo allo Stretto, ancora baciata dal sole ed ancora col mio lettore cd. Ma stavolta dentro scorrono le parole di “Confusi in un playback” …e mi sento molto felice perché lui “ha lasciato un segno” dentro me.

 

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