Ogni volta mi sembra banale, ma al ritorno da un concerto mi
ritrovo a dire:"Forse questo è il migliore che ho visto finora...." E' una
sensazione strana eppure ogni appuntamento con Enrico e la band mi riserva sempre nuove
emozioni e sorprese, tanto che il mio giudizio su ogni loro esibizione migliora di volta
in volta. E questo era particolarmente atteso, visto che si trattava dell'unico concerto
estivo nella mia regione, un appuntamento studiato ed organizzato nei minimi dettagli,
orari, punti di incontro con gli amici, tutto pianificato per rendere la festa perfetta.
Innanzitutto si è trattato di una vera e propria festa, perchè coincideva con il
compleanno di Cristina (Luce) di Rapallo e perchè ha permesso a molti di noi fans
incalliti di rivederci dopo molto tempo. E' stata un'opportunità per riunire fans liguri,
come me, Raffaella di Genova, Stefania di Savona, Cristina ed altri amici come Davide di
Cuneo, il toscano Giorgio, Anna di Torino, Cinzia e la sua mamma di Milano, tutti legati
da un'unica grande passione. Difatti alle 7 siamo già quasi tutti lì sotto il palco ad
assistere alle prove, un palco allestito nei giardini di Santa Margherita, vicino al
porticciolo, davvero una bella cornice. Enrico si presenta con un abbigliamento davvero
sportivo, accompagnato da un borsello (di vero budello?) da cui sfodera prima della fine
delle prove le immancabili sigarette. Ci abbandona per due orette, lasso di tempo nel
quale non abbiamo tempo di annoiarci nell'attesa, tra scatti di foto in pose molto
improbabili e risate in compagnia. Quasi alle 22 inizia lo spettacolo:la scaletta è
quella ormai collaudata del tour estivo che alterna pezzi classici, canzoni tratte da
"Gli occhi del musicista" ai brani di "Punk prima di te", ma l'energia
che sanno sprigionare Enrico e compagni si rinnova ogni volta, sa coinvolgerti, farti
emozionare, farti saltare, e le parole di certe canzoni ti entrano dentro come vere e
proprie pugnalate, in un turbinio di ricordi ti riportano indietro negli anni come una
giostra della memoria reale e al tempo stesso crudele. Questo mi è successo quella sera
sotto il palco, mi sono ritrovata coinvolta in un misto di emozioni e ricordi, complice la
voce di Enrico e la presenza di persone che non vedevo da molto tempo. Difficile però
stare seduti su quelle sedie così scomode, inzialmente ci alziamo e ci catapultiamo sotto
il palco in sei o sette temerari, poi anche grazie all'invito di Enrico, gran parte del
pubblico si alza e si fa coinvolgere. La vicinanza è il pretesto per un vero contatto
fisico con Enrico, forse quello che maggiormente galvanizza (soprattutto le ragazze!!!)e
ci fa sbracciare come forsennate. Non si può concludere in bellezza se non con una frase
mitica:"Lasciate uscire il bambino che è in voi" e che precede l'esecuzione di
Peter Pan. Ci si congeda con Contessa ma per fortuna, nonostante il concerto sia
terminato, abbiamo ancora l'opportunità di trascorrere un pò di tempo in compagnia dei
ragazzi andando al ristorante per una veloce cena a base di pesce. Un'altra serata è
volata via, già sento la mancanza e al tempo stesso la necessità di rivivere quei
momenti di estrema gioia, libera da qualsiasi altra preoccupazione. Proprio sotto al palco
ci sentiamo veramente noi, veramente bambini con la voglia di divertirsi, senza le ansie
della vita adulta, quelle che inevitabilmente si ripresentano la mattina successiva.
Ancora una volta grazie Enrico, al prossimo appuntamento, alla prossima occasione per
rivestire i panni di Peter Pan.
Simona |