LA MANDRIA DI BUFALI
ALLA CENA DI GALA
Il sito del casinò di campione parla chiaro: Cena di Gala al ristorante del Casinò
"La Boule" nel Salone delle Feste con Spettacolo.
E allora vestiamoci come si deve, per una volta, perdio!
Lasciata la macchina al parcheggio del casinò (che è gratuito, perché ti devono
lasciare in tasca più soldi possibile, tanto li spendi al gioco) mi avventuro per il
paese con il mio impermeabile chiaro stile Humphrey Bogart, o Ispettore Gadget, o maniaco
sessuale ai giardinetti sormontato dal tipico borsalino nero. Raggiungo il resto della
mandria in un bar dal cui bagno escono le ragazze vestite a festa, arriva anche Alex in
giacca e cravatta, ci guardiamo tutti e
beh, considerando che lultima immagine
che avevo del nostro gruppo era al termine del concerto di Chiari, tutti fradici e
distrutti
qui è tutta unaltra musica, signori.
Anzi, la musica è sempre la stessa: quella di Enrico, il cui CD è esposto sul mio
parabrezza giusto a fianco al bollino delle autostrade svizzere (costo 30 Euro per
percorrere 25 Km, ma lasciamo perdere) che sono stato costretto a comprare da una solerte
addetta in dogana.
Davanti alle porte del casinò si tiene unesilarante session fotografica, sotto gli
occhi incuriositi e un po imbarazzati dei pochi giocatori in arrivo, poi è il
momento di entrare.
Mi avvicino al banco della reception e subito mi fanno Cena e concerto al piano di
sotto Grazie ma
come avete fatto a capirlo? Si vede così tanto?
E il mio mestiere, signore
Va beh, ci hanno già inquadrati.
Che meraviglia la sala! Poltrone di velluto imbottite, cristalli e argenti, candele sui
tavoli, coppie di camerieri ai lati, in attesa, che studiano ogni nostra mossa. Già,
perché Alcy è famosa per voler arrivare sempre e dappertutto in anticipo, quindi anche
in questo caso quando entriamo noi non cè nessuno, e va bene che non saremmo
passati inosservati comunque, ma insomma un po di imbarazzo cè.
Limbarazzo non impedisce comunque alle scatenate Cri e Alcy di brancare subito il
capocameriere per chiedere di cambiare tavolo,
perché siamo un po
lontani dal palco (eravamo SOLO al quarto tavolo, nota bene!) e sa, noi siamo venuti
apposta per il concerto perché
- e qui la voce della Cristina risuona vibrante in
tutta la sala facendo sgranare gli occhi ai pochi presenti -
vede, DI SOLITO NOI
STIAMO AGGRAPPATE ALLE CASSE!.
Cerco di mimetizzarmi con lambiente perché nessuno veda che io sono con loro, ma
pareti e tovaglie sono color crema, mentre io sono viola. Il trucco non riesce. Le
ragazze, forse per calmare i bollenti spiriti, vengono accompagnate gentilmente in
unaltra stanza dove la band sta già cenando.
Io, Ale e Marilù cerchiamo di darci un contegno, ma il fatto che parlando abbatto un
bicchiere di cristallo (fortunatamente vuoto) rischiando di romperlo tradisce
abbondantemente il nervosismo. Nel frattempo il capocameriere va a parlare con tutti i
suoi sottoposti scuotendo il capo e borbottando che ci mancherebbe altro, sono già
in un ottimo posto, figurarsi, vogliono cambiare tavolo, roba da matti
.
Il menu (che abbiamo conservato tutti, facendocelo autografare da Enrico) a leggerlo
prevedeva un tris di antipasti, un ricco secondo, dolciumi vari. Stranamente niente primi,
ma in un primo momento non ci facciamo neanche caso.
Cominciano a servire la cena e restiamo tutti con un palmo di naso: i piatti sono grandi
come la ruota della roulette, le porzioni come la pallina. Quando arriva il
flan (che sarebbe un ibrido bastardo tra lo sformato, il soufflè e il purè)
di spinaci, servito insieme a un pomodorino (uno, giuro!) e un pezzetto di carne grosso
come un rotolino di scotch, guardiamo i piatti e capiamo limmortale strofa un
solo punto verde tra il rosso e il nero.
Alcy si spaventa due volte: la prima quando non sa bene con che posate iniziare a mangiare
con quelle più esterne le rispondo dandomi unaria da uomo di mondo, ma
ora lo posso svelare: lho imparato guardando Titanic.
La seconda è quando un cameriere la guarda, si stacca dal muro e senza smettere di
guardarla si avvicina spedito al nostro tavolo. Oddio, che succede? Niente, Alcy aveva
finito il bicchiere e il giovane era arrivato solerte a riempirlo di nuovo.
Intorno a noi, potete immaginare come sè riempita la sala: uomini e donne di mezza
età e anche tre quarti, gli industrialotti che portano camicie che costano quanto tutto
quello che ho indosso compreso il mio onore, mentre le donne sfoggiano abiti che se ne
rubo uno e lo rivendo pago la cena per tutti stasera e per i prossimi tre mesi, compresa
quella di capodanno.
In definitiva noialtri non sfiguriamo. Almeno siamo eleganti, mentre certi abiti pur di
gran pregio sono accostati tra loro in maniera indegna (abbiamo ancora negli occhi un
pastrugno celeste e pistacchio che una donna lampadata flambé tipo Sandra Mondaini
portava con disinvoltura
).
Al tavolo a fianco al nostro si siede Roberto da Crema, il Baffo, quello delle televendite
con alcuni amici. Neanche a dirlo, al suo tavolo cè una stratognocca bionda la cui
età non arriverà a venticinque, ma nemmeno il suo Q.I.
Lo sentiamo parlottare con gli amici leggendo il menu: Concerto Enrico Ruggeri?
Nooo, madonna! Come dici? Ma dai, cazzo, ti piace Ruggeri? Ma come fai? Ooooh, due
palle
Fortuna che Alcy in quel momento era in bagno, altrimenti lo avrebbe accoltellato a due
mani (iniziando dal coltello più esterno, ovvio).
Fine della cena, arriva Jo Squillo a presentare. Sempre un bel vedere, comunque.
Prende una serie di papere (i maligni commentano che non sono gli unici volatili che
prende) con svarioni di grammatica, logica, consecutio temporum e perfino
dortografia (fortuna che sta solo parlando!), ma finalmente pronuncia la mitica
frase e ora cediamo la concentrazione ad Enrico Ruggeri!
E comincia il concerto.
LA
MANDRIA DI BUFALI AL CONCERTO
Qui non credo ci sia molto da dire, sicuramente Alcy e Cri avranno già scritto ed
eviscerato più che esaurientemente quanto successo sul palco e soprattutto a ridosso del
palco. Aggiungo quattro particolari:
- Uno: il Rouge portava quelle scarpette ormai passate alla storia.
- Due: durante lesecuzione di Quello che le donne non
dicono, al momento dei complimenti dei playboy, il Rouge dopo un attimo di
esitazione ha nuovamente mimato la scena. Da che parte? Non ve lo dico! (chissà perché
in quel momento i miei compagni di viaggio si sono girati a guardarmi
)
- Tre: presentando Quello che le donne non dicono, il Rouge
ha invitato coloro che non sapevano che quella canzone lavevano scritta lui e Luigi
(ma veramente? ecc.) ad alzare discretamente la candela che cera su ogni tavolo.
Beh, alla fine sembrava di essere a un concerto del Vasco quando fa Albachiara.
- Quattro: quando alla fine Jo Squillo è tornata sul palco (oltre alla
patetica frase questo è il vero pubblico Rock! rivolta a una platea di
mummie) ha commesso lerrore di dire Enrico Ruggeri, un grande artista e un
grande personaggio che io conosco da tantissimo, almeno venticinque anni
In
quel momento si è sentita una voce maligna commentare da un paio di metri ma allora
sei vecchia!.
Per cui, per la gioia di chi ama spargare a zero sui contorni dei reportage non
prettamente attinenti allesibizione, passo al capitolo successivo.
LA
MANDRIA DI BUFALI AL CASINO
E adesso la seconda parte della serata! Ormai siamo più che riconoscibili, famosi, anzi
famigerati. Abbiamo raggiunto il punto più basso durante il concerto, peggio non può
andare, per cui tutti alla roulette!
Faccio da apripista al banco di registrazione (dove con un sorriso divertito mi sento
chiedere prima volta qui? Oh, ma che spiritosi che sono qui alla reception!) e
poi alle casse, (dove è la Cri che da spettacolo cambiando ben 40 franchi (leggi: 25
Euro) e osservando le 4 fiches ricevute in cambio guarda il cassiere e fa eh,
stasera na botta de vita!. Il cassiere è terrorizzato, forse gli avevano già
detto che quella lì si aggrappa alle casse
magari pensavano alle casse
del casinò.
Iniziamo a vagare curiosando dappertutto, come bambini in gita. La gente si gira a
guardarci, forse perché non facciamo altro che ridere, chissà. Entriamo in una stanza
dove campeggia, nel bel mezzo, uno stupendo plastico raffigurante un ippodromo, coperto da
una cupola di plexiglass, con allinterno dei cavallini in miniatura grandi circa 5
cm che simulano le corse su cui i giocatori puntano. I modellini sono fatti veramente
bene, muovono addirittura le gambe correndo, azionati da un congegno magnetico montato
sotto. Giuro, è da vedere.
Insomma, entriamo e restiamo estasiati. Ce lo indichiamo lun laltro dicendo
che figaaaata!. Si crea un silenzio di tomba e almeno trenta persone si
voltano a guardarci. Ci sentiamo delle merde e ci rifugiamo a ridere dietro una muraglia
di slot machines, dove scattiamo pure delle foto (che è vietatissimo allinterno del
casinò!). Per riprendermi vado al bar a prendere un negroni. Dovete sapere che mia nonna
buonanima aveva una stupenda collezione di ditali. Quando abbiamo liberato la casa, dopo
la sua scomparsa, non avevamo più trovato quei ditali. Svelato il segreto: li usano a
Campione per farci le dosi del negroni!!! 10 franchi (6 euro) per uno sparino che neanche
con la tequila bum bum te ne danno così poco. Va beh.
Andiamo di sopra, la Cri viene ripresa dallomino dellascensore che la invita
gentilmente a non toccare i pulsanti, che ci pensa lui. Entriamo in una sala affollata
dove, con la collaborazione di Cri e Alcy, provo a mettere in atto un complicato sistema
per la roulette che mi ero studiato da secoli e non vedevo lora di provare. Dopo un
paio di giri favorevoli, la roulette mi fa capire rapidamente che lì dentro comanda lei,
sparandomi due volte di fila il 21, cioè uno dei soli 6 numeri su 36 che non erano
coperti dalla mia geniale teoria. Con il capitale decimato, esco da quella
sala sfortunata e caotica.
Torniamo giù dove cè gente più silenziosa e raffinata (eccetto noi, ovvio!).
Bando alle cazzate, è giunto il momento di puntare solo e sempre, rigorosamente, sul
Rouge!
Alcy piazza anche qui un paio di siparietti mica male: la prima volta che vince chiede
timidamente se può ritirare le fiches sul tavolo, il croupier le risponde
assolutamente no! le lasci lì, è matta? Alcy si spaventa e le lascia cadere
oddio scusi, scusi, non sapevo
ma il croupier la stava prendendo in
giro, simpatico e genialmente bastardo. Fatto sta che Alcy resta agitata per venti minuti
buoni. Poi decide di imitare i croupier, vedendo che loro lanciavano le fiches e con
millimetrica precisione le facevano cadere esattamente sul numero che volevano, ci prova
anche lei. Lancia la sua fiche verso il settore del rosso, ma questa si impenna e comincia
a rotolare in giro per il tavolo, seguita dalle manine di Alcy che tenta di riagguantarla
rischiando di spostare tutte le fiches già sul banco
i croupier seguono la scena
attoniti, noi (tanto per fare una cosa nuova) ci pisciamo addosso dal ridere.
Nel complesso le cose vanno bene, con un po di uscite del Rouge (tra cui quel
maledetto 21, che mi fa ritirare 40 franchi) riesco a recuperare quanto perso di sopra.
Proviamo a cambiare stanza e, dopo due giri sfortunati (esce anche lo zero, alla faccia
dellincognita apparente) dico ad Alcy torniamo nellaltra stanza, che lì
ci danno i soldi
qui ce li prendono soltanto! Il croupier sente e ride.
Ancora il tempo di qualche giro per tornare praticamente in pari (alla fine ho perso 6
euro) e decidiamo di levare il disturbo, con immenso sollievo di giocatori e personale.
Usciamo ridendo come dei matti, trascinati da unincontenibile allegria, euforici
come avessimo sbancato la sala. Invece no, avevamo passato solo una bellissima serata tra
amici. Un po diversa, ma questo è il bello della vita. Cest la vie
en
Rouge, naturalmente.
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