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REPORTAGES DA PARTANNA DEL 17 AGOSTO 05

(by KATIA)

 

La sveglia suona alle ore 6.30: pochissime volte apprezzo così tanto questo suono, lo trovo addirittura soave, potenza del Rrouge! Mi preparo molto in fretta, di solito impiego più di un’ora, ma quando si tratta di un concerto di Enrico comincio ad essere impaziente almeno ventiquattro ore prima…Si parte. Il viaggio in auto è abbastanza lungo, circa tre ore e mezza. Arriviamo (io e il mio caro e paziente maritino Fabio n.d.r.) a Porto Palo a metà mattinata. Abbiamo tutto il tempo per un bagno in quello splendido mare. Accidenti però, l’acqua era a dir poco gelida: impiego dieci minuti buoni per immergermi completamente e due secondi per venirne fuori e stendermi al sole!
Il pranzo al ristorante in spiaggia è ottimo “dall’antipasto all’ultimo caffé” , poi un’occhiata all’orologio mi fa pensare che e’ meglio andare, voglio godermelo tutto il concerto, dalle prove in poi. Così ci dirigiamo verso il B&B di Salemi dove alloggeremo in questi due giorni di vacanza all’insegna del Rrouge. Ancora una volta sono velocissima a prepararmi e insisto per andare via subito. Fabio, consapevole del fatto che non può assolutamente convincermi del contrario, mi accontenta e così si va. Pochi km ci separano da Partanna ed io come sempre quando sto dirigendomi ad un concerto di Enrico, comincio a farmi prendere dal panico e mi frullano per la testa domande del tutto irrazionali del tipo: e se il concerto fosse stato annullato? E se ho sbagliato città o data?
Mi tranquillizzo solo quando in lontananza intravedo il palco montato già e i tecnici che si danno da fare per sistemare le ultime cose.
Ci sediamo al bar adiacente alla piazza e prendo una granita per ammazzare il tempo. La trovo pessima, troppo zuccherata, ma non me ne importa granché: sono troppo concentrata a seguire quello che succede intorno a me. Ad un tratto noto un’automobile che attraversa la piazza, riconosco Schiavone alla guida e mi avvio dietro al palco. La mia timidezza mi trattiene, mi maledico, mi faccio forza e riesco a salutare Enrico che, con la sua solita disponibilità, ricambia sorridendomi. Riesco anche a farmi una foto con lui e Luigi poco dopo al bar, ma chissà perché non riesco a trovare un argomento di conversazione che risulti consono alla situazione, ogni frase mi sembra banale e così finisco sempre col non dire nulla. Ma il contatto che lui riesce a stabilire con ciascuno di noi durante il concerto mi ripaga di tutto e spazza via ogni forma di pudore o timidezza. Il suo sguardo scrutatore e mai troppo generico sembra leggerti dentro, sembra indovinare il tuo stato d’animo e la sua musica diventa l’unica fonte di conversazione reale che ci lega con un filo invisibile eppure resistente al tempo e a qualsiasi mutamento.
Dalle prove in poi mi lascio trasportare da questa musica e dal modo in cui viene interpretata.
Si comincia, luci basse e musica di Speranza che presto si trasforma in quella de Gli occhi del musicista… Enrico ci regala uno dei suoi magnifici sorrisi e la magia si ripete. Tutti i muscoli del corpo si riscaldano a poco, a poco…soprattutto il cuore. Adesso e’ la volta del Fantasista. Parliamo di calcio, dice Enrico, ed io sono sicura che a nessuna delle donne presenti è mai piaciuto così tanto parlarne! Pur preferendo la versione originale, condivido la scelta di eseguirla così lentamente : la associo probabilmente alla volontà di voler mettere in risalto il testo in seguito ad una così dettagliata presentazione del brano.
Dopo e’ tutto un crescendo di esaltazione, i brani in scaletta sono di quelli ad effetto che ti fanno cantare a squarciagola. Non piango piu’, Ti avrò, La preghiera del matto, Il portiere di notte, Il mare d’inverno…Polvere, Enrico che si toglie prima il giubbino, poi sbottona gli ultimi tre bottoni della camicia, poi se la toglie del tutto… Bianca balena con tanto di balletto e volteggiamento, la Balalaika preceduta da un corale Vitti ‘na crozza e poi finalmente anch’io posso godermi la famigerata scena del finestrino (ah, quello che le donne non dicono…ma pensano!). Simpaticissimo Enrico quando prima dell’esecuzione del pezzo ci dice più o meno così: “Sicuramente anche stasera ci sarà qualcuno che si stupirà del fatto che gli autori siamo io e Luigi e magari ci dirà: Talìa! (traduzione dal siculo = ma guarda un po’ tu). A quel punto alle prime note di Quello che le donne non dicono è stato tutto un coro di Talìa e risate. A proposito di risate, il Billa ci ha regalato come al solito un po’ di cabaret e di improvvisate coreografie appoggiato da Enrico e da Nico Fortarezza. Già Nico…grande grinta , grande entusiasmo, grande capacità di rapportarsi al pubblico e pezzi veramente interessanti.
Credo di essermi dilungata troppo, ma mi sembra di non aver detto abbastanza per esprimere i sentimenti legati ad una serata ancora una volta indimenticabile. Ma voi per fortuna, avendo vissuto momenti simili, avete la possibilità di immaginare tutto quello che non ho saputo spiegare.
Ad Enrico un grazie di vero cuore. Katia
P.S. Non perdo la speranza di poter ascoltare a Godrano Vivo da re…anzi la sposo!

                               (Clicca sulle foto per vederle ingrandite)

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Katia a Partanna

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L'incontro al bar
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Enrico e ............
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...........Luigi in prova

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Il concerto!

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