La sveglia suona alle ore
6.30: pochissime volte apprezzo così tanto questo suono, lo trovo addirittura soave,
potenza del Rrouge! Mi preparo molto in fretta, di solito impiego più di unora, ma
quando si tratta di un concerto di Enrico comincio ad essere impaziente almeno
ventiquattro ore prima
Si parte. Il viaggio in auto è abbastanza lungo, circa tre
ore e mezza. Arriviamo (io e il mio caro e paziente maritino Fabio n.d.r.) a Porto Palo a
metà mattinata. Abbiamo tutto il tempo per un bagno in quello splendido mare. Accidenti
però, lacqua era a dir poco gelida: impiego dieci minuti buoni per immergermi
completamente e due secondi per venirne fuori e stendermi al sole!
Il pranzo al ristorante in spiaggia è ottimo dallantipasto allultimo
caffé , poi unocchiata allorologio mi fa pensare che e meglio
andare, voglio godermelo tutto il concerto, dalle prove in poi. Così ci dirigiamo verso
il B&B di Salemi dove alloggeremo in questi due giorni di vacanza allinsegna del
Rrouge. Ancora una volta sono velocissima a prepararmi e insisto per andare via subito.
Fabio, consapevole del fatto che non può assolutamente convincermi del contrario, mi
accontenta e così si va. Pochi km ci separano da Partanna ed io come sempre quando sto
dirigendomi ad un concerto di Enrico, comincio a farmi prendere dal panico e mi frullano
per la testa domande del tutto irrazionali del tipo: e se il concerto fosse stato
annullato? E se ho sbagliato città o data?
Mi tranquillizzo solo quando in lontananza intravedo il palco montato già e i tecnici che
si danno da fare per sistemare le ultime cose.
Ci sediamo al bar adiacente alla piazza e prendo una granita per ammazzare il tempo. La
trovo pessima, troppo zuccherata, ma non me ne importa granché: sono troppo concentrata a
seguire quello che succede intorno a me. Ad un tratto noto unautomobile che
attraversa la piazza, riconosco Schiavone alla guida e mi avvio dietro al palco. La mia
timidezza mi trattiene, mi maledico, mi faccio forza e riesco a salutare Enrico che, con
la sua solita disponibilità, ricambia sorridendomi. Riesco anche a farmi una foto con lui
e Luigi poco dopo al bar, ma chissà perché non riesco a trovare un argomento di
conversazione che risulti consono alla situazione, ogni frase mi sembra banale e così
finisco sempre col non dire nulla. Ma il contatto che lui riesce a stabilire con ciascuno
di noi durante il concerto mi ripaga di tutto e spazza via ogni forma di pudore o
timidezza. Il suo sguardo scrutatore e mai troppo generico sembra leggerti dentro, sembra
indovinare il tuo stato danimo e la sua musica diventa lunica fonte di
conversazione reale che ci lega con un filo invisibile eppure resistente al tempo e a
qualsiasi mutamento.
Dalle prove in poi mi lascio trasportare da questa musica e dal modo in cui viene
interpretata.
Si comincia, luci basse e musica di Speranza che presto si trasforma in quella de Gli
occhi del musicista
Enrico ci regala uno dei suoi magnifici sorrisi e la magia si
ripete. Tutti i muscoli del corpo si riscaldano a poco, a poco
soprattutto il cuore.
Adesso e la volta del Fantasista. Parliamo di calcio, dice Enrico, ed io sono sicura
che a nessuna delle donne presenti è mai piaciuto così tanto parlarne! Pur preferendo la
versione originale, condivido la scelta di eseguirla così lentamente : la associo
probabilmente alla volontà di voler mettere in risalto il testo in seguito ad una così
dettagliata presentazione del brano.
Dopo e tutto un crescendo di esaltazione, i brani in scaletta sono di quelli ad
effetto che ti fanno cantare a squarciagola. Non piango piu, Ti avrò, La preghiera
del matto, Il portiere di notte, Il mare dinverno
Polvere, Enrico che si toglie
prima il giubbino, poi sbottona gli ultimi tre bottoni della camicia, poi se la toglie del
tutto
Bianca balena con tanto di balletto e volteggiamento, la Balalaika preceduta
da un corale Vitti na crozza e poi finalmente anchio posso godermi la
famigerata scena del finestrino (ah, quello che le donne non dicono
ma pensano!).
Simpaticissimo Enrico quando prima dellesecuzione del pezzo ci dice più o meno
così: Sicuramente anche stasera ci sarà qualcuno che si stupirà del fatto che gli
autori siamo io e Luigi e magari ci dirà: Talìa! (traduzione dal siculo = ma guarda un
po tu). A quel punto alle prime note di Quello che le donne non dicono è stato
tutto un coro di Talìa e risate. A proposito di risate, il Billa ci ha regalato come al
solito un po di cabaret e di improvvisate coreografie appoggiato da Enrico e da Nico
Fortarezza. Già Nico
grande grinta , grande entusiasmo, grande capacità di
rapportarsi al pubblico e pezzi veramente interessanti.
Credo di essermi dilungata troppo, ma mi sembra di non aver detto abbastanza per esprimere
i sentimenti legati ad una serata ancora una volta indimenticabile. Ma voi per fortuna,
avendo vissuto momenti simili, avete la possibilità di immaginare tutto quello che non ho
saputo spiegare.
Ad Enrico un grazie di vero cuore. Katia
P.S. Non perdo la speranza di poter ascoltare a Godrano Vivo da re
anzi la sposo!
(Clicca sulle foto per vederle ingrandite)
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