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CONCERTO  DI SALERNO DEL 11 GIUGNO 2004 (ELVIRA)

Salerno, 30 gennaio 1991. In quelle due ore o poco più io, spettatrice per caso, fui colpita al cuore, irrimediabilmente. Salerno, 11 giugno 2004. Il... colpevole torna sul luogo del delitto e io, che ormai da tempo non abito più qui, torno per ragioni estetiche, per rivedere quel bizzarro accostamento tra lui, Enrico, e questa città.Lo scenario è un po' atipico, la strada di un quartiere, come si dice, degradato, nonostante il grande parco, cattedrale nel deserto costruita di recente. Mi colpisce la scena surreale dei manifesti annuncianti il concerto che vengono attaccati quando è il concerto che sta per attaccare. Il nome e la cosa coincidono, ed è la cosa a rendere superfluo il suo stesso nome. Il luogo si affolla di gente, per lo più parte spettatori per caso. Enrico, visibilmente abbronzato, snocciola brani da "Gli occhi del musicista", prima tra tutte la canzone omonima. Poi uno sguardo in avanti con "The Jean Genie" e "Indigestione Disko", e mi rendo conto della contraddizione implicita in questa affermazione, e uno indietro, da "Il portiere di notte" a "Ti avrò" alla versione rock de "Il mare d'inverno". Il ritmo incalza con "Polvere", "Mistero", "Primavera a Sarajevo" e, sebbene impegnata a mantenere la mia promessa di un servizio fotografico per gli "Amici di Peter Pan", non posso non caricare di un significato tutto personale quelle parole: "... qui c'è tutta la città... la mia". Non mi sfugge la novità, tanto piacevole quanto inattesa, di certi giochi con la voce, capriole su un tappeto di musica. Mentre cerco di cogliere l'attimo in un cortocircuito che va dagli occhi al cuore al cervello al dito che scatta la foto che si spera abbia catturato proprio quella espressione, noto con dispiacere l'assenza di ulteriori brani dall'ultimo cd. Ma mi rendo conto che gli spettatori per caso, almeno queste, le sanno. Ammetto la punta di amaro in bocca che mi lascia "Si può dare di più", ma il dolce sulle labbra non fatica a tornare con il gran finale di "Contessa". Oggi credo che nel cuore di qualcuno di questi spettatori per caso, come accadde a me tredici anni fa, sia stata piantata una rosa o una spina o, più semplicemente, una canzone. Ringrazio Caterina e Sandro per aver condiviso con me le emozioni di questa serata. Elvira

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