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TOUR AMORE E GUERRA

CONCERTO DI GENOVA

15 NOVEMBRE  2005

(by Elvira)

 

Restate ai vostri posti, allacciate le cinture di sicurezza e spegnete i
cellulari: state per partire per un viaggio indimenticabile. Nella cabina di
pilotaggio, il Romantico Aviatore sorvola un oceano punteggiato di isolette:
sono i perdenti, gli emarginati per un motivo o per l'altro dalla società.
Scorgiamo le lacrime silenziose di chi è costretto a vergognarsi di un amore
fuori dalle regole, la rabbia di chi, inevitabilmente o forse no, sconta il
fio di un'esistenza sbagliata, i desideri nascosti di una presenza marginale
della vita notturna, il grido soffocato di donne che vorrebbero dire molto
più di un sì, la bandiera bianca delle vittime di tutte le guerre. Ma un
altro itinerario si snoda parallelo a questo e con esso si intreccia: è il
percorso della memoria individuale e collettiva. Scorrono davanti ai nostri
occhi le macerie dell'Italia consegnata ai liberatori, Carmencita, Tacabanda
e tutti i loro compagni in bianco e nero della tv della nostra infanzia, i
giudizi dei prof del liceo, Sarajevo che rinasce dalle proprie ceneri, giù
giù fino all'accozzaglia di immagini che ci propone la TV spazzatura di
oggi. L'inquietudine ci morde lo stomaco, l'americano medio insinua che
potrebbero esserci a bordo dei dirottatori. Per fortuna la torre di
controllo dell'aeroporto di Speranza ci segnala che stiamo per atterrare
felicemente nel futuro, dove ci aspettano gli sguardi rassicuranti degli
uomini di domani. Ma, attenzione: ci accorgiamo che il duplice itinerario
che abbiamo percorso non era altro che la doppia spirale del nostro DNA.
Siamo noi gli emarginati, siamo noi i protagonisti della nostra storia,
siamo noi le vittime di paure non sempre giustificate. E sì, siamo noi anche
i bambini di Speranza: il pilota si gira e scorgiamo nel suo volto le
fattezze di Peter Pan. Il bambino che è in noi non ha nessuna intenzione di
atterrare. Il volo ricomincia.              ELVIRA