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CONCERTO A VENARIA (TO) DEL 19 MARZO 2005

BY MARCO (CIOPS)

 

Vi racconteranno che è stato un concerto incredibile.

Vi diranno che il Rouge ha iniziato sospeso tra equilibrio e simmetria in un’atmosfera entusiasta e rispettosa, che ha goduto della sua miglior voce e di un pianoforte d’accompagnamento, silenziosamente timida all’inizio e pronta a lasciarsi andare in un fragoroso applauso alla fine del brano, come per rompere il ghiaccio al preludio di una serata da ricordare.

Alcuni saranno pronti a giurarvi che il “nostro” era in pieno stato di grazia e che la band rendeva semplici anche i passaggi più complessi; che il tutto viaggiava continuativamente senza che il tempo sembrasse passare.

Vi diranno che un assolo di Luigi sulle note de “Il portiere di notte” teneva a bocca aperta l’intera platea, coinvolta e sollevata in alto dalla sua chitarra a tal punto che muovere un braccio o distogliere lo sguardo sarebbe sembrata un’eresia; vi parleranno di Lorenzo che giocava col basso, lanciando lezioni di musica ad ogni tocco delle dita. Vi diranno che il maestro Di Pietro dava il “LA” con il pianoforte ad ogni canzone sotto gli occhi incuriositi degli spettatori, attenti e smaniosi di capire quale sarebbe stato il prossimo brano; vi racconteranno di come il Billa, scanzonato e burlone come al solito, abbia suonato praticamente di tutto tranne che il flauto traverso e di come il “Nano” da là dietro sembrava muovesse tutti al ritmo delle sue bacchette, come fossero i personaggi perfetti di uno spettacolo teatrale.

I non molto avvezzi ai concerti di Enrico vi racconteranno di come si siano stupiti che “Fantasmi di città” non fosse stata regolarmente inserita nella scaletta rock di ognuno dei suoi concerti passati, mentre i fans più accaniti si dilungheranno nel dirvi con il groppo alla gola di come siano praticamente balzati sulla sedia all’inizio di questo pezzo, grati a chi ha voluto ricordar loro che per certi momenti di poesia non c’è tempo e non c’è età.

Qualcuno malignamente vi sottolineerà che “La canzone della verità” avrebbe potuto tranquillamente vincere Sanremo, ma che qualcuno aveva già scelto l’altra……. Vi diranno poi (le donne) che quello che non dicono lo hanno voluto gridare come sempre ad alta voce, mentre i maschietti (autori compresi) in rispettoso silenzio le hanno lasciate essere ancora così, dolcemente complicate e sempre più emozionate.

Vi diranno questo e forse molto di più.

Ma voi non credetegli!

O comunque non pensateci; se non c’eravate queste cose potreste solo immaginarvele.

Sappiate solo che è stata una serata tra amici. Che 6 di loro erano sul palco a cantare e a suonare e che gli altri erano in platea a cantare a squarciagola.

E comunque sembrava, ancora una volta, che ci si conoscesse TUTTI da una vita.

Grazie Enrico! Grazie amici!