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REPORTAGES DA SETTIMO TORINESE 10 LUGLIO 05
(by CIOPS)

 

4000 persone secondo gli organizzatori, 3000 per la questura.
I sindacati non c’erano per cui non hanno detto niente.

Di sicuro a contare anche le zanzare eravamo almeno il triplo. Con minacciosi nuvolosi alle spalle (vedere le foto del reportage di Alcy per credere) abbiamo temuto il peggio: alle 21:00 si aprivano i primi ombrelli ed eravamo in cuor nostro preoccupati che: a)il concerto saltasse e b)che la metà della gente accorsa se ne sarebbe andata via in un amen.

Tempo dieci minuti invece e gli ombrelli si richiudono e dietro di noi la folla delle grandi occasioni si accalca. Fan giovani e meno giovani, ragazzini e adulti. Bambini in primissima fila davanti alle transenne sotto gli occhi distratti di cinque o sei carabinieri attenti più a fotografare il Rouge che a garantire la sicurezza.

La scaletta recente già la conoscete per cui non mi soffermerò più di tanto su questo aspetto, se non per rimarcare come all’aperto il ritmo sia più rock e meno melodico (come di consueto, del resto) pur perdendo Enrico quel dialogo “intimo” con il quale spesso ci coinvolge a teatro: poche parole e molti fatti insomma, tanto poi a far ridere ci pensa il Billa urlando le note della jovanottiana “tanto tanto tanto tanto tanto” sul finale di Contessa o ad inscenare impossibili balletti coreograficamente “molto” curati con Luigi e Lorenzo (P.S. il basso lo sentivano anche ad Aosta, la fisarmonica facevam fatica noi che eravamo lì davanti…..).

Nico anche stavolta era lì e devo dire che l’ho molto rivalutato; sulla voce non c’erano dubbi neanche prima, ora ha anche un atteggiamento sul palco molto coinvolgente e le sue canzoni restano molto impresse nella memoria: bel colpo, Merak!

E tra una birra e l’altra (in totale circa 4 a testa) e con Sonnambulo che ridisegnava iperboliche stesure dei testi di Enrico per lo più nelle orecchie di Lollo e del sottoscritto, dopo aver assistito alla scenata di una fan sull’orlo di una crisi di nervi ci dirigiamo senza un filo di voce nelle viuzze di Settimo Torinese, già patria delle scenografie del film con Bowie “Labyrinth”, alla volta della pizzeria dove la band si raduna per la cena e per la solita, consueta, apprezzatissima disponibilità alla socializzazione con i peterpanini e non solo.

Nanna come al solito verso le 02:00 cantando ancora “Fantasmi di città” ai volti di città incontrati sul cammino verso casa: netturbini, prostitute, baristi, due automobilisti di cui uno ubriaco e il fornaio sotto casa: una bella brioche e poi a dormire…… aspettando Parabiago.

Ciops

 

Per gli amanti del genere: io e la pigna abbiamo avuto un bel rapporto nel dopo concerto e dal nostro amore è nato il frutto del peccato che vedete qui sotto. Contenti?

La pigna