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CONCERTO  A MOLTENO (LC)

DEL 11 SETTEMBRE 2004 (by ANNA)

 

Ciao a tutti! Capita anche a voi di arrivare a casa dopo un concerto del Rrouge e non riuscire ad addormentarsi nonostante la notevole stanchezza fisica? A me succede sempre, tutte le santissime volte: mi sdraio a letto esausta, chiudo gli occhi, finalmente posso dormire e recuperare le energie "già già già scaricate" ma...niente! vedo ancora Enrico di fronte a me, e vedo noi, con le nostre mani alzate verso il cielo, e ancora le luci, il palco...percepisco i profumi come se fossi ancora là. Apro gli occhi, turbata: mi chiedo "possibile che sia già tutto finito?"... ho aspettato quel sabato sera da un mese e mi è sembrata un'attesa infinita, poi il concerto è durato un baleno.
Questa mattina appena alzata ho guardato le foto: rimango incantata in uno stato di semi-incoscienza davanti al computer per parecchio tempo, ancora in pigiama, senza accorgermi che era già ora di pranzo. Ed ora sono qui a scrivervi, a raccontare a chi non c'era che Enrico, ancora una volta, mi (e ci) ha fatto volare, sognare ed emozionare; e a ricordare ai presenti i momenti più belli.
La mia avventura comincia alle 9 del mattino a Torino, dove mi metto in viaggio con Davide e i suoi amici Piero e Fabio. Accendiamo lo stereo, diciamo una preghiera affinchè non diluvi -come annunciavano le previsioni meteo- e partiamo in direzione di Bellagio.
Cantiamo per tutto il tragitto e, per non fare un viaggio "monotematico", abbiamo alternato la musica di Enrico a quella di Battisti e De Andrè. Le nostre voci erano anche accompagnate dal "melodico" suono del kazoo suonato da Fabio (è uno strumento musicale a fiato...il suono mi ricorda un richiamo per anatre!).
Una volta arrivati a destinazione raggiungiamo una tranquilla spiaggetta libera del lago di Como, circondata da una verdissima vegetazione: atmosfera tipicamente manzoniana... peccato che mezzogiorno era passato da un pezzo. Lì mangiamo i panini e degli stranissimi wafer di Fabio al gusto limone maracui "edizione limitata"... dopo aver ingoiato il primo boccone ci auguriamo di arrivare dritti a Molteno senza fare tappa in un ospedale. Per non farci prendere dall'abbiocco mettiamo i piedi nel lago, bene attenti a non cadere in acqua per via delle pietre super-scivolose, e per ammazzare il tempo ricopriamo di pietre il povero Davide che stava comodamente sdraiato a prendere il sole.
In men che non si dica si fa tardi, zompiamo in auto e raggiungiamo Molteno. Per la strada incontriamo anche un gruppo di manifestanti che ci obbliga a proseguire a passo d'uomo, ma arriviamo comunque in anticipo, e abbiamo tempo per passare dal cimitero a salutare Lucio. Da lì ci allontaniamo in silenzio con un velo di tristezza.
Per le vie della cittadina è pieno di indicazioni e cartelli con delle frecce CONCERTO RUGGERI, ma diciamo pure che non sono serviti: è la musica che ci guida verso il palco.
Udiamo in lontananza un familiare tum-tum-tum-tum, ecco che io e Davide ci scambiamo un'occhiata esclamando "la batteria del Nano!" E...via di corsa a raggiungere Enrico e la band. Loro sono già là per le prove: eseguono Sweet Jane e Uccidimi. Un' atmosfera familiare mi circonda: il faccione di Enrico sui teloni ai lati del palco, lo staff, e poi...poi c'eravate voi! Volti noti mescolati ad altri sconosciuti... tanto, dopo poco, ci si conosce tutti! Ritrovo con immenso ed indescrivibile piacere Raffa, Cinzia, Cristina, Stefania, Cinzia di Collegno...senza di voi il concerto sarebbe stato incompleto.
Conosco GianLuca, Serafina, Twinky, Lollo, Elisabetta e Lorenzo e finalmente Matteo e Alex. Di sicuro ho dimenticato qualche nome, vi prego di scusarmi ma... "shock-schock, ancora sotto schock..." sono ancora nella fase post-concerto, caratterizzata come sapete da un terribile mal di gola, raucedine, stanchezza e dolore un po' ovunque, dai piedi alle spalle.
Chiacchiero con il Billa e Lorenzo, il tempo di qualche battuta con loro e qualche chiacchiera tra ruggeriani che si fanno le 21. Prima di Enrico si esibisce un altro gruppo musicale che mi rende molto impaziente. E qua arriva il bello:il pubblico, comodamente seduto su delle seggiole bianche, sostiene di non vedere il palco in quanto noi "zoccolo duro" eravamo in piedi al di sotto di esso. La gente ci voleva seduta. SEDUTA???!! A un concerto di Enrico?!? eh eh, poveri illusi.... ci provano in tutti i modi: prima ci urlano "se-du-ti, se-du-ti, se-du-ti!" poi fischiano, gridano, arriva anche la sicurezza che ci minaccia con maniere poco garbate. Allora li accontentiamo, tanto fin quando non c'è Enrico sul palco... non ci fa nessuna differenza stare in piedi o accovacciati (molto scomodamente!) sull'erba.
Poi entra LUI e...delirio! Senza pensarci una frazione di secondo ci alziamo e incominciamo a saltare e ad agitare le mani al ritmo degli Occhi del musicista. E sotto il palco, a dimenarci, ci rimaniamo fino a Contessa... alla faccia di chi voleva impedire di divertirci. (fosse stato un concerto a pagamento potevo anche capirlo...ma in questi casi...chi primo arriva meglio alloggia e...non c'è santo che tenga!)
La solita, fantastica scaletta del tour estivo ci ha regalato gli occhi del musicista, la canzone della verità, prima del temporale, quello che le donne non dicono, Il portiere di notte, il mare d'inverno, lsd flash, il lavaggio del cervello, indigestione disko, polvere (complimenti a noi fans per la perfetta seconda voce!), poco più di niente, Peter Pan (Enrico alla fine della canzone ci ha bagnato con la bottiglietta d'acqua!), mistero, morirò d'amore, ti avrò (ed ecco che, come al solito, mi vergogno un po' a dirlo...sono scese le lacrime), la preghiera del matto, a un passo dalle nuvole, bianca balena, I wanna be sedated, the Jean Genie, Sweet Jane, vivo da re, primavera a Sarajevo e contessa. E poi... che dire dell'interpretazione di Anche per te e Non è Francesca? Toccante e profonda...
L' atmosfera intensa e piacevole che si era creata è stata però rovinata da un imprevisto spiacevole. Una signora ha sgomitato per raggiungere la prima fila ed urlare ad Enrico, da vera maleducata, frasi senza senso come "Bravo! Ma non bravo tu...bravo l'autore della canzone: Battisti! non una parola hai detto su di lui!"
Ora, mi chiedo, ma come può esistere gente così? Se c'è una cosa che ho apprezzato è proprio il fatto che Enrico non ha presentato le canzoni di Battisti con le solite "frasi di circostanza" (che generano "risposte uguali, ripetute ad oltranza"). Ha preferito non dire nulla, evitando la retorica non cadendo nel banale coma accade ai personaggi della televisione, che solo per far bella figura e raccattare qualche applauso dicono cose che non pensano...
A mettere fine a questo spiacevole imprevisto è stato lo stesso Enrico: finita la sfuriata della signora ha preso il microfono e ha intonato "vivo da re..." un urlo si leva dalle prime file, gli occhi brillano, il cuore batte alla rinfusa e.. tutto è già dimenticato, "quello che stato è stato".
Ci sono stati dei momenti del concerto davvero indescrivibili: ad un certo punto Enrico si è piazzato davanti a noi e, inchinandosi, ha cantato a pochi centimetri dai nostri nasi... le mie braccia protese verso di lui gli hanno sfiorato la spalla. Poi mi ha stretto la mano, guardandomi negli occhi. Avrei voluto che il tempo si fermasse. Sarei rimasta lì in eterno, giuro.
Posso citare invece, parlando di momenti divertenti, Matteo che ha preso Cristina sulle spalle! e se non erro anche Twinky ha avuto modo di essere sollevata. Poi, non ricordo a che canzone, Lorenzo ha messo la testa fra le gambe divaricate di Enrico e mi ha detto "ciao Anna!" che ridere... ! Dopo l'ultimo GRAZIEEEEEEE di Enrico intoniamo ancora con il poco fiato che ci resta Nessuno Tocchi Caino che si udiva di sottofondo e ci allontaniamo dal palco per raggiungere il ristorante.
Lì salutiamo Raffa e Stefy, che purtroppo dovevano scappare. Mangiamo un'ottima pizza e scattiamo qualche foto, poi il tempo di qualche autografo e vediamo Enrico e Gigi andare via in auto. E' davvero tutto concluso, ci tocca ahimè tornare a casa. Nel viaggio di ritorno incredibile a dirsi ma abbiamo continuato a cantare.
Arrivo a casa alle 5.20 del mattino, mi sdraio a letto e "mi tuffo perplessa ai momenti vissuti di già" e fantastico sulla prossima volta che potrò assistere ad un concerto.
Ci tenevo a salutare tutte le "assenti presenze" che ieri non c'erano, specialmente Giorgio, Danilo, Marco, Simona ed Elvira.
Ciao e... ALLA PROSSIMA!
Anna Alcy

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