QUESTE sono le cose per le quali vale la pena vivere.
QUESTE sono le cose che fanno bene alla vita, allanimo, al morale, alla mente, al
fisico.
E stato grandioso, il concerto. E Enrico pure. Come già vi accennavo, uno dei
concerti più.., di quelli da raccontare e da ricordare a distanza di anni con gli
amici che erano con te.
Grazie al cielo sono partita, quel venerdì 9 settembre. Non mi sono fatta intimorire dal
maltempo, dallopposizione della mamma, dal piccolo incidente domestico mattutino,
né tantomeno dagli ennesimi ritardi ferroviari e coincidenze perse. MENO MALE.
Meno male, dicevo, perché non me lo sarei mai perdonata.
I protagonisti: Cristina di Rapallo, Ciops, Ale di Genova coi suoi amici Marilù e
Claudio, Lollo, la Lolla, Simone e Romilda, e poi Caterina, Peter086, Laura, Gian,
Stefano, Ilaria, Marina di Chieti e il suo compagno
Ciao ragazzi. Ripresi
dallevento? Sani e salvi, anche dopo tutta lacqua che abbiamo preso? Io a
parte il collo che scricchiola e cigola ed emette strani scriiik tutto bene.
Arriviamo in piazza Martiri col tempismo di sempre, ossia allinizio delle prove.
Mi luccicano gli occhi: sarà la pioggia? sarà Enrico che mi saluta con uno di quei
sorrisi che non ti scordi finchè campi? Sarà perché mi commuovo nel vedere quel palco
così solido e robusto e ben coperto a-prova-di-uragano? So solo che sono felice, e che la
storia è ancora tutta da scrivere, la sera tutta da vivere.
Le prove sono un mini-concerto: ascoltiamo 7 canzoni per intero. Le due di Nico fanno uno
strano effetto a me e alla Cri: inspiegabilmente, presi dal ritmo e dalla voce di Nico,
iniziamo a saltellare e sguazzare tra una pozzanghera e laltra, cantando e ridendo
come matte sotto agli ombrelli.
Enrico canta due volte Canzone per te, omaggiando magistralmente lappena scomparso
Sergio Endrigo. Enrico ci lascia a bocca aperta: noi conosciamo le parole del testo, ma
non la cantiamo: cè da rimanere immobili ad ascoltarla, talmente è
uninterpretazione toccante, intensa, profonda.
Poi si parte con Sweet Jane e La preghiera del matto. Siamo già spompate. Sfido io a
saltare e ballare su un terreno sì tanto scivoloso come quello che avevamo sotto i piedi.
E poi eccolo. 400 km percorsi per conoscerlo. E lui, lospite più atteso.
LAMERICANO MEDIO!
Non so dirvi cosa si provi ascoltando il brano la prima volta dal vivo: è una sensazione
strana, curiosità misto eccitazione. La trovo una canzone davvero geniale, e un conto è
sentirla a casa dalla radio, un conto è gustarsela con quel sonoro, con Enrico davanti,
potendola gridare al mondo in compagnia dei propri amici
.Sono emozioni da da
da
da provare!
Nel frattempo sistemiamo il nostro striscione chilometrico di tessuto sulle transenne.
(no, scherzo, non era chilometrico
era solo lungo 6 metri).
Sopra cè scritto (per la serie niente peli sulla lingua, vero Cri, vero Adri? )
NICO 6 FICO .
Ma la cosa tattica era che, alloccorrenza, si calava sulla lettera N di Nico un
altro pezzo di stoffa, con la scritta ENR in modo che anche il nostro Rouge fosse
incluso.
Molliamo sotto lacqua, borse, ombrelli, striscioni e quantaltro e andiamo a
mangiare unottima prelibata cena, festeggiando il compleanno di Luigi con tanto di
canti, brindisi e regali.
(quante ghignate!!! E quando gli abbiamo consegnato la maglietta con la stampa University
of MAIOLATI SPONTINI , col numero degli anni in mezzo?? Risata generale... ed Enrico
sembrava quasi più entusiasta del festeggiato!)
Tra salumi (tanto graditi da Mr. Ciops!), risotto ai funghi, penne allarrabbiata e
dolci prelibati si ride, si scherza e si va giù di vinello rosso.
Enrico continuava a salutarmi: Alcy.. AAlcy
AAAAlcy
io mi giravo verso di lui,
sorridevo, arrossivo, e mi rigiravo dallaltra parte. Ma che pirla sono??????
Poi foto, autografi, tutti come sempre al massimo della disponibilità.
Una particolare attenzione và alle due foto che ho fatto ad Enrico (gli ho chiesto prima
il permesso di farle, poi di pubblicarle. Eh eh , sia chiaro, ho la coscienza pulita).
La prima foto è scattata alla saputa di Enrico di una ragazza vegetariana;
nellaltra gli dico: E ora dimmi AAAAlcy come facevi prima. Il risultato?
sembra un serial killer.
Poi Nico dice delle cose bellissime sul nostro conto, Nano ci intrattiene col Billa in
simpatiche pose sexy davanti al jukebox, e il tempo trascorre così veloce che, quasi di
soprassalto, ci accorgiamo che è meglio tornare fuori ai posti da combattimento.
Fuori piove già da ore, ma nonostante ciò la gente popola la piazza.
Noi abbiamo PERSO la prima fila. E pure la seconda. E pure la terza. Una marea di
seggioline bianche invadono il terreno sino a un millimetro dalla transenna, senza alcuna
possibilità di passaggio. La gente, comodamente seduta, tiene lombrellino aperto e
ci guarda come per dire e mo questi che vogliono fare? Poveretti, gli tocca
stare al fondo, eh eh!
Io mi demoralizzo, ma Lollo mi fa coraggio e con lui iniziamo una battaglia per
avvicinarci verso il palco.
Quando il mitico Nano dà il via alla festa inizia a piovere più forte. Diluvia. La
serata sembra iniziare male: siamo bagnati, distanti dal palco e intralciati dalle sedie.
MA
.
ma è la musica a tirarci fuori dalla brutta situazione: ci fa muovere, saltellare
piano, poi sempre più forte, la gente ci fa spazio per non essere travolta. Poi
magicamente si alzano tutti di botto, come usciti dal letargo, e si crea più spazio. In
men che non si dica siamo vicini alla transenna. Perfetto. Chiudiamo tutti gli ombrelli, e
ci lasciamo travolgere dallacqua che scende fittissima: la pioggia ci è entrata nel
cuore, scendendo fino agli scaponi.
Intanto cantiamo a squarcia gola, balliamo, sguazziamo. Sensazione MERAVIGLIOSA. Poche
volte mi sono sentita così bene. Noi amici, tutti assieme, accalcati a saltare e cantare
sotto lacquazzone, e la musica travolgente, Enrico che ci guarda divertito, noi che
ci si sorreggiamo gli uni agli altri
non eravamo più dei singoli, ma una cosa sola:
tutti uguali, noi, sotto lo stesso mare che ci bagna. Quando ha smesso di piovere mi è
quasi dispiaciuto.
Non piango più mischia le mie lacrime alla pioggia.
Poi sale Nico sul palco. Quando sento le prime note di Felicemente instabile senza nemmeno
pensarci urlo a Cri che è davanti a me: INVASIONE DI CAMPOOOOOOO!
Non le do nemmeno il tempo di capire, la sollevo di botto, e lei scavalca la transenna.
Non so perché lho fatto, è stata una cosa venuta da dentro, un impulso innato. Poi
scavalco io con gli altri del gruppo seguiti dagli astanti.
Ci ritroviamo così appiccicati al palco, come ai vecchi bei tempi delle innumerevoli
strette di mano, degli sguardi occhi dentro agli occhi, delle mani che si abbandonano in
cielo e non solo.
Solo noi e lui, più vicini e felici che mai. Naturalmente gli organizzatori ci hanno
invitato a tornare indietro, ma noi il loro invito proprio non lo abbiamo accettato, e
siamo rimasti lì fino a Contessa.
Ometto il solito referto clinico su crepacuore, pressione arteriosa, stravolgimento dei
sensi e possibili svenimenti dovuti alla troppa vicinanza con chi, quella sera, ci ha
fatto sognare ed emozionare come non mai.
Poi è il momento di Canzone per te. Il comico Braida direbbe: da far accapponare la
pelle!!!
E quando inizia lamericano medio cè il delirio più totale, Enrico la canta
con energia, spirito, grinta e passione. E quel coro di Oh o oh oho ooooh??
Ah, davvero fantastico!
Finito quello che posso definire un avvenimento senza precedenti, felice come una Pasqua,
saluto la band e alcuni dei nostri che purtroppo dovevano scappare.
Con le bacchette del Nano richiamo lattenzione del gruppo. Via! Tutti alla ricerca
di un pub dove trascorrere il resto della serata e magari asciugarci.
Rimaniamo nel locale fino a tardi, trascorrendo momenti divertentissimi tra noi e con quel
pazzoide pervertito del barista che girava in kilt scozzese e perizoma con tanto di
maialino di peluches sul davanti.
Nel viaggio di ritorno con Ciops (che ringrazio per avermi ancora una volta riportata a
casa sana e salva) mettiamo lamericano medio a tutto volume e ci imbattiamo
nellimpresa di trovare lautostrada - sempre segnalata, sì, ma che in realtà
non troviamo se non dopo diversi km di strade piene di rotonde ogni due metri.
Poi ci si tuffa in un interessante allettante discorso che ci tiene ben svegli sino
allarrivo a casa, a Torino, alle 5 del mattino.
Il tempo, se lo trascorri con gli amici, passa troppo in fretta. E se poi cè di
mezzo Enrico
.è proprio vero: LA FESTA APPENA COMINCIATA
.E
GIA FINITA!!!
Anna Alcy |