Sotto leffetto di Aspirina, Tachipirina,
Moment e pastiglie per la gola (ci mancava solo un Anafranil, una birra e un synt!), parto
col treno il mattino di venerdì per Milano Centrale. Nel primo pomeriggio mi raggiungono
in auto Alessandro, Cristina e Marilù alla stazione della metro Molino Dorino (per gli
amici Molino Dorino Spontino). Con Amore e Guerra nellautoradio il viaggio si fa
breve, e ben presto giungiamo "oltre la linea di confineee", ossia la dogana di
Chiasso, dove veniamo trattenuti da due (gnocchi) agenti che per poco non ci fanno
espatriare: noi, nel nostro piccolo, commettiamo 3 infrazioni contemporaneamente: una io,
una Cri, e una Ale.
Siamo in Svizzera. Tutto è curatissimo pulitissimo lucidatissimo: strade, persone, case,
aiuole, fontane, hotel. Lacqua immobile del lago riflette il profilo dei monti che
si stagliano su un cielo senza nuvole. Trascorriamo un po di tempo a fare foto in
unarea verde, poi ci divertiamo come non mai giocando clandestinamente a
calciobalilla cantando "il fantasista" sulla terrazza di un hotel a 5 stelle con
vista mozzafiato sul lago. Dopo poco ci raggiunge Lollo; io e la Cri facciamo un
velocissimo "cambio dabito", un po come Superman nella cabina del
telefono, mentre qualcun altro fa scorta di cioccolato. Ora, non per lodarci
ma
eravamo bellissimi. Uomini incravattati, donne in abito da sera:
allapparenza potevamo quasi sembrare dellambiente. Ripeto: ho detto QUASI.
Entriamo nel maestoso Casinò accolti dal lusso più sfrenato: io, per la prima volta,
metto piede in Svizzera, e per la prima volta entro in un Casinò. Sono estasiata, non so
da che parte guardare: cose così le ho viste solo alla televisione. Ci fanno accomodare
nel Salone delle Feste, dove prendiamo posto nel nostro tavolino riservato sito in
unottima posizione: centrale e vicino al palco.Notiamo con immenso piacere che non
siamo soli: cè Caterina con le sue due comari Monica e Rita!! E cè pure
Magda!! Che bello!! E così, come tutte le persone altolocate "del giro", che si
conoscevano e salutavano, pure noi ci spostavamo tra i tavoli a salutare le ruggeriane
sparse per la sala.
Prima di cominciare a mangiare, però, un pensiero di fondo ci tormenta: ma dove sono
Enrico e gli altri?? Allora le due facce toste di turno (non scrivo chi, tanto è
risaputo!) vanno dal direttore di sala (grandiosa Cri
noi aggrappate a COOOSA?!!! Ah
ah ah!!! Questa poi ve la racconto privatamente!) che, sorpreso e divertito, ci accompagna
personalmente attraverso le cucine e ci molla nella sala a loro riservata: sembra lo
scantinato della Vecchia Osteria di Rocchetta Tanaro. Ed eccoli là, tutti assieme,
cè pure il mitico Sior Silvio. Non so se eravamo più felici noi di vedere loro o
viceversa, per la serie "per fortuna che in mezzo a quelle mummie ci siete pure
voi". Infatti Enrico la prima cosa fa è chiederci dove siamo seduti, così almeno
sapeva dove buttare gli occhi durante il concerto (solo dopo si sarebbe reso conto che
quella domanda poteva pure evitarla!).. poi ci dice "ci vediamo sotto il
palco!!" . E come deluderlo????? ;-D. Parliamo a lungo delle nuove canzoni, che
analizziamo assieme a lui una per una: bellissimo poter dire a quattrocchi le tue
sensazioni al diretto interessato. [Ah, ps: meno male che Rouge non ha dato retta al Sior
S. che non voleva includere nel disco Luomo dei traslochi!]. Poi si torna in sala in
balia della ridarola per via delle foto che Cri è riuscita a scattare nelle cucine e nei
corridoi, illuminando "a giorno" col suo flash metà edificio.
E tempo di cenare: non vi dico quante posate e quanti bicchieri avevamo a testa. Per
non parlare poi delle sedie coi braccioli intagliati, lappoggia-borsetta, il
cestello argentato del vino
Ci sarebbe da aprire una parentesi lunga un giorno sul
menù : dallastice al tartufo, dal fois gras ai frutti esotici
nulla da dire
sulla qualità degli alimenti, piuttosto un piccolo appunto sulla QUANTITA. Ma è
stato proprio lì il bello!! Per via della cena ci sono stati dei momenti altamente comici
(io ho pianto due volte)
anche perché più sai che non puoi ridere e più ti viene
da ridere. Potrei citare mille episodi buffi (che nessuno si azzardi a raccontare del
"dolce diritto", o di Marilù che ha avanzato il medaglione di carne, o dei
pomodorini, o di quando il cameriere ci ha chiesto se il vino era di nostro gradimento, o
di quando ci siamo accorti che di fianco a noi cera "il baffo" delle
televendite, o di tutte le cazzate che ha sparato Joe Squillo!!!!!!!) ma tutto ciò è
meglio che rimanga tra noi J. E poi
che ridere quando io, Cri e Marilù ci siamo
alzate da tavola esordendo con un "Pardon, noi andiamo ad incipriarci il naso!!"
(e tutte le relative risate nei bagni, che divento fucsia solo a pensarci!!). Tornando a
noi, ad un certo punto le luci si affievoliscono e le candele dei tavoli creano
unatmosfera magica
a rompere lincantesimo ci pensa Joe Squillo, che sale
sul palco e inizia a sparare tante di quelle cavolate che nemmeno potete immaginare. (una
a caso: "ecco, voi sì che siete il VERO PUBBLICO ROCK!!!" ma COSA? Chi? Quei
monoliti? Sti imbalsamati ? Ma fammi il piacere!!!!). Fortunatamente dopo qualche istante
la band sale sul palco: sono elegantissimi, dei figurini, con tanto di occhiali scuri. Poi
arriva Enrico. A noi scappa un "uuuuuh!". Subito penso: ecco, le pareti del
Casinò sono state battezzate. Mentre Enrico ci delizia con gli occhi del musicista e non
piango più, lentamente cambia lassetto dei posti: non siamo più seduti al tavolo,
ma si è formata una barriera di sedie stile poltroncine del cinema, tutte allineate: la
schiera è fatta, possiamo così fare la parte della gente strana che alza nel cielo le
sue mani e saltella sulle comodissime sedie imbottite. (Boing! Boing!) Il tutto, ripeto
per chi non cera, nel massimo delleducazione e del rispetto per gli altri
presenti. Il portiere di notte ci ha emozionato tantissimo: versione lenta, sensuale,
profonda. Notiamo con stupore che quando applaudiamo e diciamo "bravo enricooo!"
alcuni seguono il nostro esempio. Enrico ci regala pure Canzone per te. Ogni volta che la
sento sembra più bella. Un signore di fianco a noi parte per la tangente e inizia ad
intonare "èèèè giààààà fiiii niiiiii taaaaaaaaa" usando tutta
laria che aveva nei polmoni, cosa che credo non avrebbe fatto se non aveva noi
vicino. E che dire di Perduto Amore??? Ragazzi, in quel momento mi sono sentita la persona
più invidiata del mondo. Enrico la presenta, poi Pino inizia a far vibrare di suoni
laria, e Rouge attacca con quel "io guiderò per questa notte ed altre notti
ancora" che se ci penso ho un mancamento. E una sofferenza incredibile stare
seduti a certe canzoni: quando senti il ritmo che incalza listinto è quello di
alzarsi. Non vi dico con Lamericano medio
oltre alla canzone, che ci ha fatto
davvero scatenare
cè da congratularsi con Enrico per la presentazione
("Coraggiosa" è il termine che ha usato per definirla dopo il concerto, quando
parlavamo con lui in corridoio). Cinque minuti abbondanti di discorso, lui che passeggia
avanti e indietro per i pochi metri del palco, a spiegare di chi e di cosa dovremmo avere
veramente paura. Poi inizia ad elencare una serie luuunghissima di animali: mucca pazza,
pollo con linfluenza (chicchiriccì!), zanzare, pitoni, bisce birmane,
dellIllinois
Che forte!!! Alla fine ci siamo alzati in piedi ad applaudire.
OOh oooh ohohohh OO.. facciamo il coro, nel ritornello puntiamo il dito verso di lui, e le
seggiole diventano incredibilmente scomode, latmosfera si scalda, la gente batte le
mani, noi cantiamo più forte, gli astanti non sono infastiditi, anzi, collaborano e si
"scongelano". Poi partono Mistero e Peter Pan. Ed è la musica che ci trasforma
quando prende forma: senza pensarci un attimo ci alziamo in piedi (con tanto di
autorizzazione!! ndr) e filiamo davanti al palco. Ma questo è bassissimo, praticamente
inesistente, allora per non dare fastidio ci piazziamo in ginocchio. Non ci sono parole:
bisognava esserci. Enrico ci accoglie a braccia aperte, sorridente, divertito: viene
subito a darci la mano, ci indica, ci guarda, ci sostiene nel nostro folle gesto. La gente
non è scocciata, anzi è divertita, potrei aggiungere invidiosa. Noi, coi menischi
spappolati ma col cuore pieno di gioia, riusciamo persino a ballare, poi in Contessa un
signore vicino a Cri, che aveva affianco un cestello col ghiaccio e una bottiglia di
Champagne Veuve Clicquot, esclama "ecco, ora lo sposto così ti puoi allargare".
Cioè, immaginatevi la scena!!!! Troppo folli!! In un Casinò, in Svizzera, con gli amici
più cari, al concerto di Enrico, davanti al palco, in ginocchio (immaginatevi gli
inconvenienti coi tacchi, il vestito da sera lungo ecc..) a cantare a squarcia gola!!!
Pazzesco. Dopo il concerto torniamo al nostro tavolino, dei signori si alzano e vengono
verso di noi per presentarsi e complimentarsi per il nostro spirito, poi uno di loro si
offre di accompagnarci nel camerino di Enrico. E come dirgli di no?????????!!! Lo
seguiamo, assieme a Cate, Monica e Rita, così possiamo fare foto, chiacchiere ed
autografi.Ma la sera è lunga, e senza perdere tempo ci mischiamo tra gente e roulette,
chemin de fer, trente et quarante, slot machine, video poker, roulette americana, fair
roulette, black jack, caribbean poker e chi più ne ha più ne metta! Giochiamo pure noi,
possediamo ben 10 frs a testa (circa 6 euro!). E ora immaginate me, Cri, Lollo, Ale e
Marilù in mezzo a tutti quegli omoni in smoking e donne impellicciate ingioiellate
incipriate, che puntano cifre non inferiori ai 1000 frs. Con il nostro savoir-faire
conquistiamo la simpatia di un croupier, e la Cri riesce pure a far piegare in due dalle
risate il tipo che al botteghino cambiava gli euro ( che "botta di vita!!!!!!!!"
) Giochiamo alla roulette: puntiamo tutto sul Rouge (manco a farlo apposta!!). Cri perde
subito la sua fiche, io e Lollo un po siamo baciati dalla fortuna un po dalla
sfiga, e quando decidiamo di andare via un po mi piange il cuore. Prima di salire in
auto Cri tira fuori dal bagagliaio la focaccia (immancabile!!) e la divoriamo lì in piedi
nel parcheggio sotterraneo, alla faccia del flan di spinaci in salsa di funghi porcini.
Inutile dirvi che si continuava a ridere, e più passava il tempo e più ci dicevamo
"ne è valsa la pena! Meno male che siamo venuti!". Poi partiamo, ma non ancora
abbastanza stanchi facciamo tappa a Como per un bel giro in notturna su quel famoso ramo
del lago: per le strade ci siamo solo noi, Cristina ed io siamo ancora in estasi,
zampettiamo di qua e di là inneggiando Peduto Amore. Poi si arriva a Milano intorno alle
4 di mattina, e ci fermiamo in un locale dove Lollo affoga i dispiaceri della perdita al
Casinò in un bel CubaLibre. Coi liguri si prosegue alla volta di Genova: nel viaggio
continua la nostra indigestione disko, lultima tappa allautogrill con brioches
e cappuccino è datata alle ore 6. Poi salutiamo Ale e Marilù mentre io e Cri proseguiamo
per Rapallo che raggiungiamo quando il sole è già alto nel cielo. Arrivati a casa sua
esclamiamo: evvai! Ora possiamo dormire! Poi la guardo negli occhi e le dico: "Guarda
che io non ho sonno
e tu?" "Manco io!!!!". E allora via! Secondo
cappuccino e poi di corsa in spiaggia a Portofino, senza nemmeno aver riposato un minuto.
Facciamo il bagno e Cri riesce pure ad avere un incontro ravvicinato del 3° tipo con una
medusa. Solo nel pomeriggio mi accompagna alla stazione ferroviaria, ed io arrivo a Torino
per lora di cena, con la testa piena di pensieri e il cuore zeppo di felicità. Ogni
tanto, questi strappi alla regola, si possono fare. Si devono fare. Ho vissuto di più in
questi due giorni che in mesi e mesi di casa, scuola, famiglia e quotidianità: potrei
definirla una "intensificazione di vita". Perché la vita è bella, ma con la
musica giusta e le persone giuste
lo è ancora di più.Anna Alcy |