REPORTAGE DA CAMPIONE D'ITALIA

30 SETTEMBRE 05

                  (by ANNA)

Sotto l’effetto di Aspirina, Tachipirina, Moment e pastiglie per la gola (ci mancava solo un Anafranil, una birra e un synt!), parto col treno il mattino di venerdì per Milano Centrale. Nel primo pomeriggio mi raggiungono in auto Alessandro, Cristina e Marilù alla stazione della metro Molino Dorino (per gli amici Molino Dorino Spontino). Con Amore e Guerra nell’autoradio il viaggio si fa breve, e ben presto giungiamo "oltre la linea di confineee", ossia la dogana di Chiasso, dove veniamo trattenuti da due (gnocchi) agenti che per poco non ci fanno espatriare: noi, nel nostro piccolo, commettiamo 3 infrazioni contemporaneamente: una io, una Cri, e una Ale.
Siamo in Svizzera. Tutto è curatissimo pulitissimo lucidatissimo: strade, persone, case, aiuole, fontane, hotel. L’acqua immobile del lago riflette il profilo dei monti che si stagliano su un cielo senza nuvole. Trascorriamo un po’ di tempo a fare foto in un’area verde, poi ci divertiamo come non mai giocando clandestinamente a calciobalilla cantando "il fantasista" sulla terrazza di un hotel a 5 stelle con vista mozzafiato sul lago. Dopo poco ci raggiunge Lollo; io e la Cri facciamo un velocissimo "cambio d’abito", un po’ come Superman nella cabina del telefono, mentre qualcun altro fa scorta di cioccolato. Ora, non per lodarci ma…eravamo bellissimi. Uomini incravattati, donne in abito da sera: all’apparenza potevamo quasi sembrare dell’ambiente. Ripeto: ho detto QUASI. Entriamo nel maestoso Casinò accolti dal lusso più sfrenato: io, per la prima volta, metto piede in Svizzera, e per la prima volta entro in un Casinò. Sono estasiata, non so da che parte guardare: cose così le ho viste solo alla televisione. Ci fanno accomodare nel Salone delle Feste, dove prendiamo posto nel nostro tavolino riservato sito in un’ottima posizione: centrale e vicino al palco.Notiamo con immenso piacere che non siamo soli: c’è Caterina con le sue due comari Monica e Rita!! E c’è pure Magda!! Che bello!! E così, come tutte le persone altolocate "del giro", che si conoscevano e salutavano, pure noi ci spostavamo tra i tavoli a salutare le ruggeriane sparse per la sala.
Prima di cominciare a mangiare, però, un pensiero di fondo ci tormenta: ma dove sono Enrico e gli altri?? Allora le due facce toste di turno (non scrivo chi, tanto è risaputo!) vanno dal direttore di sala (grandiosa Cri… noi aggrappate a COOOSA?!!! Ah ah ah!!! Questa poi ve la racconto privatamente!) che, sorpreso e divertito, ci accompagna personalmente attraverso le cucine e ci molla nella sala a loro riservata: sembra lo scantinato della Vecchia Osteria di Rocchetta Tanaro. Ed eccoli là, tutti assieme, c’è pure il mitico Sior Silvio. Non so se eravamo più felici noi di vedere loro o viceversa, per la serie "per fortuna che in mezzo a quelle mummie ci siete pure voi". Infatti Enrico la prima cosa fa è chiederci dove siamo seduti, così almeno sapeva dove buttare gli occhi durante il concerto (solo dopo si sarebbe reso conto che quella domanda poteva pure evitarla!).. poi ci dice "ci vediamo sotto il palco!!" . E come deluderlo????? ;-D. Parliamo a lungo delle nuove canzoni, che analizziamo assieme a lui una per una: bellissimo poter dire a quattr’occhi le tue sensazioni al diretto interessato. [Ah, ps: meno male che Rouge non ha dato retta al Sior S. che non voleva includere nel disco L’uomo dei traslochi!]. Poi si torna in sala in balia della ridarola per via delle foto che Cri è riuscita a scattare nelle cucine e nei corridoi, illuminando "a giorno" col suo flash metà edificio.
E’ tempo di cenare: non vi dico quante posate e quanti bicchieri avevamo a testa. Per non parlare poi delle sedie coi braccioli intagliati, l’appoggia-borsetta, il cestello argentato del vino… Ci sarebbe da aprire una parentesi lunga un giorno sul menù : dall’astice al tartufo, dal fois gras ai frutti esotici…nulla da dire sulla qualità degli alimenti, piuttosto un piccolo appunto sulla QUANTITA’. Ma è stato proprio lì il bello!! Per via della cena ci sono stati dei momenti altamente comici (io ho pianto due volte)…anche perché più sai che non puoi ridere e più ti viene da ridere. Potrei citare mille episodi buffi (che nessuno si azzardi a raccontare del "dolce diritto", o di Marilù che ha avanzato il medaglione di carne, o dei pomodorini, o di quando il cameriere ci ha chiesto se il vino era di nostro gradimento, o di quando ci siamo accorti che di fianco a noi c’era "il baffo" delle televendite, o di tutte le cazzate che ha sparato Joe Squillo!!!!!!!) ma tutto ciò è meglio che rimanga tra noi J. E poi… che ridere quando io, Cri e Marilù ci siamo alzate da tavola esordendo con un "Pardon, noi andiamo ad incipriarci il naso!!" (e tutte le relative risate nei bagni, che divento fucsia solo a pensarci!!). Tornando a noi, ad un certo punto le luci si affievoliscono e le candele dei tavoli creano un’atmosfera magica… a rompere l’incantesimo ci pensa Joe Squillo, che sale sul palco e inizia a sparare tante di quelle cavolate che nemmeno potete immaginare. (una a caso: "ecco, voi sì che siete il VERO PUBBLICO ROCK!!!" ma COSA? Chi? Quei monoliti? Sti imbalsamati ? Ma fammi il piacere!!!!). Fortunatamente dopo qualche istante la band sale sul palco: sono elegantissimi, dei figurini, con tanto di occhiali scuri. Poi arriva Enrico. A noi scappa un "uuuuuh!". Subito penso: ecco, le pareti del Casinò sono state battezzate. Mentre Enrico ci delizia con gli occhi del musicista e non piango più, lentamente cambia l’assetto dei posti: non siamo più seduti al tavolo, ma si è formata una barriera di sedie stile poltroncine del cinema, tutte allineate: la schiera è fatta, possiamo così fare la parte della gente strana che alza nel cielo le sue mani e saltella sulle comodissime sedie imbottite. (Boing! Boing!) Il tutto, ripeto per chi non c’era, nel massimo dell’educazione e del rispetto per gli altri presenti. Il portiere di notte ci ha emozionato tantissimo: versione lenta, sensuale, profonda. Notiamo con stupore che quando applaudiamo e diciamo "bravo enricooo!" alcuni seguono il nostro esempio. Enrico ci regala pure Canzone per te. Ogni volta che la sento sembra più bella. Un signore di fianco a noi parte per la tangente e inizia ad intonare "èèèè giààààà fiiii niiiiii taaaaaaaaa" usando tutta l’aria che aveva nei polmoni, cosa che credo non avrebbe fatto se non aveva noi vicino. E che dire di Perduto Amore??? Ragazzi, in quel momento mi sono sentita la persona più invidiata del mondo. Enrico la presenta, poi Pino inizia a far vibrare di suoni l’aria, e Rouge attacca con quel "io guiderò per questa notte ed altre notti ancora" che se ci penso ho un mancamento. E’ una sofferenza incredibile stare seduti a certe canzoni: quando senti il ritmo che incalza l’istinto è quello di alzarsi. Non vi dico con L’americano medio…oltre alla canzone, che ci ha fatto davvero scatenare…c’è da congratularsi con Enrico per la presentazione ("Coraggiosa" è il termine che ha usato per definirla dopo il concerto, quando parlavamo con lui in corridoio). Cinque minuti abbondanti di discorso, lui che passeggia avanti e indietro per i pochi metri del palco, a spiegare di chi e di cosa dovremmo avere veramente paura. Poi inizia ad elencare una serie luuunghissima di animali: mucca pazza, pollo con l’influenza (chicchiriccì!), zanzare, pitoni, bisce birmane, dell’Illinois… Che forte!!! Alla fine ci siamo alzati in piedi ad applaudire. OOh oooh ohohohh OO.. facciamo il coro, nel ritornello puntiamo il dito verso di lui, e le seggiole diventano incredibilmente scomode, l’atmosfera si scalda, la gente batte le mani, noi cantiamo più forte, gli astanti non sono infastiditi, anzi, collaborano e si "scongelano". Poi partono Mistero e Peter Pan. Ed è la musica che ci trasforma quando prende forma: senza pensarci un attimo ci alziamo in piedi (con tanto di autorizzazione!! ndr) e filiamo davanti al palco. Ma questo è bassissimo, praticamente inesistente, allora per non dare fastidio ci piazziamo in ginocchio. Non ci sono parole: bisognava esserci. Enrico ci accoglie a braccia aperte, sorridente, divertito: viene subito a darci la mano, ci indica, ci guarda, ci sostiene nel nostro folle gesto. La gente non è scocciata, anzi è divertita, potrei aggiungere invidiosa. Noi, coi menischi spappolati ma col cuore pieno di gioia, riusciamo persino a ballare, poi in Contessa un signore vicino a Cri, che aveva affianco un cestello col ghiaccio e una bottiglia di Champagne Veuve Clicquot, esclama "ecco, ora lo sposto così ti puoi allargare". Cioè, immaginatevi la scena!!!! Troppo folli!! In un Casinò, in Svizzera, con gli amici più cari, al concerto di Enrico, davanti al palco, in ginocchio (immaginatevi gli inconvenienti coi tacchi, il vestito da sera lungo ecc..) a cantare a squarcia gola!!! Pazzesco. Dopo il concerto torniamo al nostro tavolino, dei signori si alzano e vengono verso di noi per presentarsi e complimentarsi per il nostro spirito, poi uno di loro si offre di accompagnarci nel camerino di Enrico. E come dirgli di no?????????!!! Lo seguiamo, assieme a Cate, Monica e Rita, così possiamo fare foto, chiacchiere ed autografi.Ma la sera è lunga, e senza perdere tempo ci mischiamo tra gente e roulette, chemin de fer, trente et quarante, slot machine, video poker, roulette americana, fair roulette, black jack, caribbean poker e chi più ne ha più ne metta! Giochiamo pure noi, possediamo ben 10 frs a testa (circa 6 euro!). E ora immaginate me, Cri, Lollo, Ale e Marilù in mezzo a tutti quegli omoni in smoking e donne impellicciate ingioiellate incipriate, che puntano cifre non inferiori ai 1000 frs. Con il nostro savoir-faire conquistiamo la simpatia di un croupier, e la Cri riesce pure a far piegare in due dalle risate il tipo che al botteghino cambiava gli euro ( che "botta di vita!!!!!!!!" ) Giochiamo alla roulette: puntiamo tutto sul Rouge (manco a farlo apposta!!). Cri perde subito la sua fiche, io e Lollo un po’ siamo baciati dalla fortuna un po’ dalla sfiga, e quando decidiamo di andare via un po’ mi piange il cuore. Prima di salire in auto Cri tira fuori dal bagagliaio la focaccia (immancabile!!) e la divoriamo lì in piedi nel parcheggio sotterraneo, alla faccia del flan di spinaci in salsa di funghi porcini. Inutile dirvi che si continuava a ridere, e più passava il tempo e più ci dicevamo "ne è valsa la pena! Meno male che siamo venuti!". Poi partiamo, ma non ancora abbastanza stanchi facciamo tappa a Como per un bel giro in notturna su quel famoso ramo del lago: per le strade ci siamo solo noi, Cristina ed io siamo ancora in estasi, zampettiamo di qua e di là inneggiando Peduto Amore. Poi si arriva a Milano intorno alle 4 di mattina, e ci fermiamo in un locale dove Lollo affoga i dispiaceri della perdita al Casinò in un bel CubaLibre. Coi liguri si prosegue alla volta di Genova: nel viaggio continua la nostra indigestione disko, l’ultima tappa all’autogrill con brioches e cappuccino è datata alle ore 6. Poi salutiamo Ale e Marilù mentre io e Cri proseguiamo per Rapallo che raggiungiamo quando il sole è già alto nel cielo. Arrivati a casa sua esclamiamo: evvai! Ora possiamo dormire! Poi la guardo negli occhi e le dico: "Guarda che io non ho sonno…e tu?" "Manco io!!!!". E allora via! Secondo cappuccino e poi di corsa in spiaggia a Portofino, senza nemmeno aver riposato un minuto. Facciamo il bagno e Cri riesce pure ad avere un incontro ravvicinato del 3° tipo con una medusa. Solo nel pomeriggio mi accompagna alla stazione ferroviaria, ed io arrivo a Torino per l’ora di cena, con la testa piena di pensieri e il cuore zeppo di felicità. Ogni tanto, questi strappi alla regola, si possono fare. Si devono fare. Ho vissuto di più in questi due giorni che in mesi e mesi di casa, scuola, famiglia e quotidianità: potrei definirla una "intensificazione di vita". Perché la vita è bella, ma con la musica giusta e le persone giuste…lo è ancora di più.

Anna Alcy

clicca sulle foto per vederle ingrandite!

Come essere multati
Come essere multate.....
I campioni d'Italia
I "campioni" d'Italia
 

 

I commensali
I commensali Lollo, Cri e Ale.
Rouge
Enrico prima del concerto.
Alcy e Enrico
Alcy e Enrico.
Alcy e Pino
Alcy e Pino.
In file
In fila col numerino....
Cate e Rouge
Cate e Rouge
 

 

Cri e Enrico
Cri e Enrico.
Cri e gli uomini
Cri e gli uomini
 

 

Autografi
Ecco gli autografi.
Guardia del corpo
Guardia del corpo davanti
al camerino di Enrico
 

 

A che piano signorine?
A che piano, signorine?
Il salone del concerto
Il salone del concerto
 

 

Il retrobottega
Il retrobottega.
Evviva il sior Silvio
Evviva il Sior Silvio!
 

 

I giocatori
I giocatori.
Eccolo
Eccolo!!!!!
 

 

Menu
Il nostro menu preferito:
ENRICO AL SUGO!