Vengono giorni che scappano via, restano
parte di noi, scrivono un segno su pagine poco leggibili
BUSSETO: un nome che da oggi ricorderò per sempre. (eh eh, non di certo perché è la
patria di Giuseppe Verdi!!!). Questo viaggio così breve racchiude in sé una ricchissima
sequenza di istanti, volti, battute, circostanze (e pastrugnature!!!) che è praticamente
impossibile scordare.
Esperienza incancellabile per la serata a teatro ma anche per il PRIMA e il DOPO concerto
con la band, per il pubblico, per il teatro che ci ha ospitato, per gli amici di Peter
Pan. Tutti tasselli che, se assemblati luno con laltro, hanno reso questa
trasferta incredibilmente divertente, intensa, emozionante.
Ragazzi
giuro, ci andrebbe un reportage esclusivamente per raccontarvi di White, di
quello che ha detto e di quello che ha fatto. Tanto, anche se ve lo raccontassi, non ci
credereste.
La sua grande espansività e comicità hanno dato brio ad una compagnia già di per sé
effervescente ed affiatata come la nostra.. Antonella, Donato..è stato un vero piacere
aver fatto la vostra conoscenza (vi prego di non prenderla come la solita frase di
circostanza è stato un piacere
sono davvero felice di aver incontrato
due belle persone come voi).
Ci andrebbe anche un lungo scritto per raccontarvi dellalto tasso di adrenalina del
concerto, in certi momenti tranquil-poetico (con la voce calda e intensa di Enrico che si
fonde nelle note leggere del pianoforte di Pino) e in altri hard rock (con canzoni
ri-arrangiate che creavano un clima da concerto estivo, di quelli dove si salta come
matti.. e in effetti..è stato così!)
Volendo anche il mega hotel-castello dove abbiamo alloggiato potrebbe essere il
pretesto per un altro testo.. Ma ovviamente non si può raccontare di tutto, e le
mie parole non riuscirebbero comunque a dare lidea a chi non era là con noi quello
che abbiamo trascorso.
Tutto iniziò la mattina del lontano venerdì 22 aprile. Lontano?? direte voi.
Già, a me sembra un secolo fa
Alzata prestissimo dopo una notte trascorsa a immaginare cosa mi avrebbe atteso la sera
successiva, passo la mattinata guardando lorologio ogni 3-4 minuti aspettando
larrivo di Ciops e della sua ragazza Daniela. Mai come allora sentivo il bisogno di
partire, di lasciare la città, di staccare la spina
Partiamo alle 14 alla volta di
Busseto, ascoltando Rouge e le versioni originali delle cover contenute in Punk prima di
te. Allincirca 200 Km ci dividono dalla meta, ma il viaggio risulta breve e molto
piacevole (a differenza del tragitto di zio White e Anto, che hanno avuto QUALCHE
problemuccio sulla tangenziale est).
Arriviamo in prossimità di Fiorenzuola, (ecco la terra del Mutante, esclamiamo!) Siamo in
largo anticipo: decidiamo così di andare a Parma e soffermarci in un caseificio (uno di
quelli giusti, che conosceva Ciops): Dani e Marco avevano una vera e propria
lista con le ordinazioni dei loro amici
in questo locale, denso di odore di salumi,
eravamo circondati da forme di parmigiano, prosciutti e altre specialità.
Il risultato di questa tappa? Ripartiamo col bagagliaio contenente 10 Kg di parmigiano
reggiano e un culatello!!!
Poi, più ci avviciniamo a Busseto, meno case vediamo. E campagna! E tutto
verde! Siamo tra prati e boschi di platani e pioppi, tanto ben descritti da Guareschi (non
il musicista di Enrico, eh! Io parlo di Giovannino Guareschi!!) Cè solo qualche
casetta qua e là tra gli alberi in fiore.. abbiamo pure il sole e cielo terso (altro che
a Torino con la pioggerellina invernale! cera quasi nebbia!)
Arriviamo nel centro storico di Busseto per le 17.30.
Stu-pen-do. Rimaniamo a bocca aperta: non avremmo mai e poi mai immaginato che fosse così
carino: la piazza centrale con la chiesa, le vie con i portici, negozietti e osterie.. La
cosa incredibile è la costruzione imponente del castello (nella piazza principale) con
torri e merletti, bifore e porticato
solo dopo capiamo che il teatro Verdi era
allINTERNO di questo antico edificio, e sempre dopo intuiamo che il nostro hotel
i due foscari era nellala sinistra del castello!!! (reduci
dallesperienza di capodanno, avremmo proprio voluto sapere cosa avrebbe detto Danilo
riguardo la sistemazione in albergo!!!)
Bellissimo il momento in cui, coi bagagli in mano, ci dirigiamo verso lingresso
dellhotel.. allinizio non realizziamo..è molto fiabesco: fuori, il giardino
curatissimo (la tenda di Danilo ci sarebbe stata bene!), dentro, arredato con mobili
antichi, grande scalone centrale, camere incantevoli con tanto di frigobar, phon in
bagno..altro che Chimer(d)a!!
Torniamo nella piazza del teatro proprio mentre arriva Alessandro da Genova.. poco dopo
abbiamo lonore di conoscere White e Antonella. Entriamo subito in sintonia, facciamo
4 chiacchiere allombra dellultimo sole quando veniamo presi da un languorino.
Ma proprio nel momento in cui decidiamo di saziare la fame..sbucano da sotto i portici il
Crippa (evviva il signor Silviooooo!), Luigi, Billa, il Nano, Pino, il suo bellissimo
bimbo, e naturalmente Enrico.
E allora al diavolo lo spuntino!! Chiacchieriamo con loro, come sempre disponibili, poi
facciamo gli auguri al neopapà e scattiamo qualche foto -non fatevi ingannare dalla
statura del Billa..come sempre è in punta di piedi!-.
Nano Orsi, sentendosi a casa sua (e in effetti è casa sua.. è nato a Busseto!) ci fa da
cicerone indicandoci le cose più importanti da visitare.
Poi la band va via per prepararsi e a noi ritorna la fame :) Mangiamo in un bar lì vicino
e..via di corsa a teatro.
E un piacere rincontrare Giorgio e Leo, che non vedevo da luglio! E poi Caterina,
Gianluca, Annalisa e un fracco di altra gente. Allappello mancano un sacco di nomi.
Troppi di voi non cerano.. ma, giuro, vi abbiamo pensato.
Pian piano la piazza si riempie, e la gente inizia ad entrare a teatro. E così facciamo
noi.
Magnifico e minuscolo, il teatro di metà 800 è la riproduzione in miniatura (moooolto in
miniatura!!) de La Scala di Milano. Accogliente ed intimo, ci racchiude sotto un soffitto
affrescato e pareti dorate. Siamo tutti vicini-vicini, la platea è di una decina di file
nemmeno (come ha detto Ciops, è lunga quanto il palco!), poi 3 piani di loggioni..
Atmosfera irreale. Le luci scendono (nessuno sa dove le vendono!) e sentiamo la musica
solenne che apriva i concerti di Enrico al tempo del falco e gabbiano tour. Ci si guarda
allibiti. Poi Lorenzo inizia a suonare La Speranza. Pazzesco
gli applausi e le nostre
grida fanno vibrare il pavimento -la batteria del Nano lo fa letteralmente tremare!-.
Gli occhi del musicista scaldano subito il pubblico, (molto più affiatate, devo dire, le
persone sulle logge, che allungano le mani e gridano come forsennate) poi si prosegue con
nuovo swing, il fantasista, il portiere di notte, il mare dinverno. Ti
avrò ci fa venire la pelle doca, e nonostante labbia sentita un
miliardo di volte
è come se fosse stata la prima!
Poi Enrico invita sul palco Nico Fortarezza, che canta la sua Felicemente instabile, un
altro brano e
eh eh.. tutto avrei pensato di cantare, giuro, ma mai "Tuuuuutta
mia la cittaaaaaaa !!!!!!" (Enrico ballava dietro alle casse!)
I musicisti erano tutti in ottima forma: il Billa incistatissimo dava spettacolo, Luigi
era smagliante e ci ha regalato assoli mozzafiato, Lorenzo con il suo basso ha dato un
tocco da maestro a tutte le canzoni, Pino sfiorava i tasti del piano come solo lui sa
fare, e Nano
Nano picchiava su quella cassa come non mai.
Poi Enrico (che non ricordo in che occasione si è messo a parlare del rincaro prezzi dei
pannolini!!!!) inizia a presentare una canzone. Capisco che si tratta di Fantasmi di
città. In quel momento mi sono detta: bhè, calma Anna, lhai appena sentita un
mesetto fa... non mi può mica sconquassare come allora
(vi ricordo che ero quasi
stramazzata in quel di Venaria). Parte la musica, ma i battiti cardiaci accelerano e
inizio a sentire caldo. Quando Enrico attacca li si incrocia in un momento poi non
li si vede più non cho più visto, perdo ogni traccia di freno inibitore,
cantando a squarciagola e zampettando con Antonella in una simpatica coreografia. Alla
fine della canzone penso che ne sia valsa la pena di andare fino lì solo per quella
canzone.
Ma le sorprese
.non finiscono qui. Rouge ci regala non piango più, e,
paradosso, quasi mi viene da piangere.
Poi ancora A un passo dalle nuvole e Quello che le donne non dicono. Inaspettatamente, il
Nano inizia a dare vita alle bacchette, noi teniamo il tempo con le mani, e Enrico inizia
a cantare caffè
In questa POCO Più DI NIENTE da cardiopalma Rouge ci
mette lanima e tutta la grinta che possiede. Alla fine mette a dura prova le nostre
ugole facendoci cantare per parecchio tempo UO-OH OH O O O OOOH! E tutto il teatro si
anima, i riflettori ci illuminano
bellissimo.
Penso: ormai cosa potrà ancora succedere? Non lavessi mai detto. POLVERE versione
rockettara, molto tirata, da togliere il fiato
quasi hard rock. che
la mia condizione mi da da da da da con uneco stile 83. Tocco il cielo
con un dito.
Rouge poi inizia a parlare: Busseto.. patria di un grande artista, bla bla.. ha dato molto
alla musica italiana.. (tutti pensavano si trattasse di Verdi)
è un onore cantare in
questo teatro.. nella città di MARCO-NANO-ORSI!!!!! E giù applausi che lo fanno quasi
arrossire.
Quando sentiamo la cassa in quattro io, Ciops, White e Anto corriamo verso il palco e
balliamo Primavera a Sarajevo. Ma ci accorgiamo che siamo solo noi là davanti ad Enrico!
Nessuno dei presenti ha seguito il nostro esempio (peggio per loro!!) e sono rimasti sulle
poltroncine fino alla fine del concerto, come se avessero lattak sul sedere che
impedisse loro di alzarsi. Meglio per noi, come dicevo, che ci siamo divertiti come matti
godendoci le strette di mano di Enrico e i suoi sorrisi dati come caramelle. Scusate le
strane angolazioni dalla vità in giù delle fotografie
non avevo la
nessunissima intenzione di allontanarmi di 1 cm per scattargliele!!!
Finita la canzone mi aspettavo Contessa. E invece no. Pino inizia a suonare il funambolo.
Stupendo.. Poi ancora la preghiera del matto, Peter Pan e Mistero. La milza accusa forti
dolori.. lugola è stremata, sono sudata come pochi.
Toccato lapice della felicità, mi ri-aspetto Contessa. Sbaglio di nuovo. Rouge si
avvicina al microfono, chiude gli occhi e intona vivo da re
UAAAAAAAH! E
qui veramente non cè descrizione per farvi capire la nostra felicità!
Cos è successo con Contessa poi non ve lo potete immaginare: Billa ha cominciato a
fare dei coretti divertenti alle spalle del Rouge, al quale è venuta la ridarola e non
riusciva più a cantare!! A metà canzone Enrico si gira verso il
disturbatore, tappa il microfono con una mano e gli grida amichevolmente, con
tutto il fiato che aveva: BASTARDOOOOOOOOOO! Ci siamo piegati in due dalle
risate, Schiavone e Poli compresi.
E si è conclusa così questa serata, con gli applausi scroscianti del piccolo caldo
pubblico e noi 4 sotto il palco.
Ma noi non siamo fatti per dormire, e così svaniamo tra le luci della sera in pizzeria
con tutti i musicisti. Il nostro tavolo intona e per Ugo.. hip hip
hip
URRA!! e brindiamo con il papà.
Ah, certo che
porca vacca, che buona la mia porca vacca!! Da me, a Torino, la porca
vacca non si trova!!! Allora, appena lho vista lì a Busseto, ne ho approfittato!!
:-P Sto parlando della pizza che ho ordinato
OVVIAMENTE!! Ero indecisa se mangiare
quella o la porcellino nel bosco.. Che ridere: quando è arrivato il cameriere
a portare le pizze, chiede piano la margherita? e la consegna. Poi, dun
tratto, sono tutti stranamente zitti quando il tizio dice ad alta voce: E LA PORCA
VACCA?? che vergogna!
Tra una pastrugnata e una foto, una battuta e un pettegolezzo si fa tardi e ci dirigiamo
in albergo. (ah, ps: per qualunque chiarimento su qualche vocabolo
rivolgetevi a
White!!!!)
Salutiamo tutti, anche Leo, Giorgio e Caterina che dovevano tornare a casa la sera stessa.
accolti nel castello da un cordiale portiere di notte, ridacchiamo e beviamo qualcosa nel
bar dellhotel. Poi si va a nanna (e qui so già che lo zio White e Ciops si
sbizzarriranno nel raccontarvi le cose più strampalate, visto che ho dormito in camera
con Ale..ma voi non dovrete dare retta a loro, ovviamente, ma tenere per buona la MIA
versione dei fatti!!) Come ogni dopo-concerto il sonno proprio non arriva, ormai ci ho
fatto labitudine. Continuiamo a ciacolare fino allalba, sentendo ogni ora il
ridondante suono delle campane che segna il tempo che immobile va.
Dopo la dura levataccia al mattino, colazione a buffet nel sotterraneo dellhotel,
molto transilvanico. Si visita Busseto (lì TUTTO è dedicato a Giuseppe
Verdi.. vie, palazzi, ristoranti, statue, quadri
latmosfera è un po
quella di Maiolati Spontini!!! solo che siamo a Verdilandia!) Visitiamo Casa Barezzi, il
suocero di Verdi, camminando tra i cimeli del compositore. Passando vicino al suo
pianoforte, mi prende una voglia irrefrenabile di suonare Contessa.
Per pranzo ci trasferiamo a Roncole Verdi e mangiamo in una trattoria consigliataci dai
bussetani .
Ragazzi, che pranzo
Gnocchi fritti e culatello a oltranza (per la gioia di Donato),
tris di primi piatti prelibatissimi, un dolce eccezionale, caffè e ammazzacaffè. White,
forse in preda agli effetti del miscuglio vino bianco-vino rosso ha dato spettacolo.
(anche Ciops-il-pesce-palla non è stato da meno!!)
Poi visitiamo Villa Verdi e il bosco nel quale si erge. (Circa 201% il tasso di umidità
là dentro..un freddo pazzesco.)
Poi, per colpa mia, iniziamo a distrarci e a non seguire più le spiegazioni della
guida..e iniziamo a interpretare certe frasi delle canzoni del Rouge.
E lora dei saluti, ahimè. Lasciamo il capo, la presidentessa e il nostro
compare genovese. Poi con Ciops e Daniela si torna a casa, un po stanchi ma davvero
felici.
Il primo grande GRAZIE va ad Enrico & co. Grazie per averci regalato unaltra
magnifica e indimenticabile serata. Grazie per fare così tanti concerti. Grazie per
Fantasmi di città, Poco più di niente e Vivo da re.
Un caloroso saluto al mitico Ciops e alla sua Daniela, al grande zio White e Antonella, ad
Alessandro, Giorgio, Leo, Gian, Caterina e tutti i presenti.
Per una sera
. ho davvero vissuto da re!
e tutti vissero felici e contenti. Anna
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