
REPORTAGE DALLA UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MILANO
A CURA DI EMANUELA
17 Novembre 2000
Sono le ore 18,15 quando Enrico varca trionfalmente
l'ingresso dell'Aula
Magna dell'Università degli Studi di Milano. Si avvicina al palco, sul quale
sono già disposte le sedie per i partecipanti al dibattito e......chi trova
in prima fila?? Ebbene sì, le solite facce: nell'ordine, Chiarouge, Stefania
MOON, me, Sara, Gianluca, Ylenia e Annalisa:o) "ah ma siete anche qui? Tutti
in gruppo?" questo ci dice Andrea Mirò la quale, giunta con Enrico per
assistere al dibattito, prende posto vicina a noi in prima fila. Ovviamente,
con loro c'è anche l'immancabile Sior Silvio. Enrico ci abbraccia ad uno ad
uno con il consueto calore, amichevole e assolutamente "informale"......è
fantastico il modo in cui Enrico si rapporta a noi.......sembra ben poco un
cantante che si rivolge ai suoi fans, ma piuttosto una persona che incontra
degli amici!
Sta per iniziare la conferenza e Enrico prende posto sul palco: l'argomento
che si dibatte è la figura del calciatore nella letteratura e, più in
generale, il mondo del calcio come aspetto della società contemporanea. E'
presente anche un bravissimo attore,Alberto Astorri, il quale legge un
racconto di Enrico "IL PICCOLO EROE" dando ad esso un' efficace
interpretazione. Enrico argomenta le proprie opinioni in modo molto
convincente, da amante del calcio che, però, avverte la decadenza di un
mondo nel quale gli interessi economici e le esigenze di spettacolo vanno a
guastare la genuinità e il genio dei FANTASISTI. Una certa amarezza e una
punta di rimpianto percorrono le sue parole. E sicuramente anche una buona
dose di preoccupazione per gli episodi di intolleranza e di violenza che
spesso si manifestano connessi al tifo....Enrico dice di essere
assolutamente contrario all'atteggiamento dei mass media che, aggiungendo
scalpore attorno a questi gesti, contribuiscono al desiderio di
esibizionismo di chi li compie. "Meno se ne parla e meglio è" dice
Enrico."Le giovani generazioni hanno imparato che la cosa più importante è
apparire, mettersi in mostra e così si farebbe qualsiasi cosa per non
restare nell'anonimato......persino buttare i sassi da un cavalcavia per
leggere, il giorno dopo, le proprie gesta su tutti i quotidiani" dice con
una chiara vena polemica nei confronti del mondo giornalistico.
Una volta concluso il dibattito, tutti insieme ci dirigiamo all'uscita e,
nel chiostro dell'università, reso particolarmente romantico dalLE LUCI
DELLA SERA, Enrico ci racconta qualcosa della sua vita
universitaria....."questa era la mia università" dice "ho dato 5 esami in
un
mese....... Li sceglievo più complementari possibili, in base al numero
delle pagine da studiare....". Nel frattempo, il Sior Silvio mostra una
certa impazienza dovuta al fatto che Enrico "è lento"...cioè si ferma a
chiacchierare mentre cammina e non arriva più all'uscita! Così comincia ad
avviarsi lungo la strada e, dopo un po', anche Enrico e Roberta lo seguono,
ma solo dopo averci salutati di nuovo tutti quanti, naturalmente!
Mentre Stefania si avvia a riprendere il treno che la porterà a Bologna, noi
concludiamo la serata con una pizza in un ristorante "culto" per qualsiasi
ruggeriano....il mitico Calabrone, in Porta Romana, che al suo interno ha
anche delle foto di Rrouge!
EMANUELA