REPORTAGE DA SAN GERVASIO (BS)

TESTO A CURA DI EMANUELA (Wendy)

FOTO A CURA DI GIUSEPPE E DONATO (Beppe e White)

23 giugno 2001

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San Gervasio, un paesino della Bassa, ospita quest'anno in occasione di una  sagra di paese Enrico Ruggeri per un concerto.
Si tratta della mia prima data del tour estivo 2001, da poco iniziato, e
come al solito l'emozione è tanta e accresciuta dalla curiosità per la
scaletta e per le atmosfere impreviste che si creeranno.
Il luogo del concerto è il cortile di una cascina, all'aperto, con un palco
largo e molto (troppo!) alto. Dalle 21 in poi l'affluenza si fa sempre più
cospicua e attorno alle 21.45 Enrico sale sul palco insieme alla band. Una nota: presenza inconsueta di Maurizio Nardini al basso. Come Enrico spiegherà nel corso nel concerto, Alberto Guareschi ha avuto un incedente in moto (per fortuna nulla di serio) ed è stato prontamente, e direi egregiamente, sostituito dall' ingegnere del suono che è anche un bravo bassista.
Enrico, elegantissimo e avvolto da una nuvola di fumo, inizia a cantare
sulle note di "Rien ne va plus". Al termine della canzone, spiega quello che è lo spirito di questo tour estivo..."abbiamo ancora nelle orecchie e nel cuore le atmosfere del tour invernale e così abbiamo deciso di riproporre qualcosa nella prima parte di questo concerto".... e così ecco sfilare delle vere e proprie perle, impreziosite dai romantici suoni di tromba e fisarmonica (by Billa), nonchè dalle magiche note di Pino Di Pietro: "Certe donne" "La bandiera" "Vola via"...... per concludere questa prima parte arriva anche una sorpresa: "Beneficio d'inventario", di grande effetto in questa veste inconsueta.

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Tra la prima e la seconda parte, Enrico lascia spazio all'eccezionale
presenza di Andrea Mirò: "La scelta di Silvia" più due inediti (Opinioni di un clown e Camera 24) è bravissima, davvero. Più tardi canterà anche "La canzone del perdono" accompagnata da Enrico alla chitarra, e comunque resterà sul palco per tutta la restante durata del concerto.
La seconda parte vede pezzi più e meno recenti. Degnissima di nota è una versione   di "Polvere" arrangiata come un tango argentino (per chi non l'ha ascoltata.....so che è difficilissimo immaginarsela, ma vi assicuro che l'effetto non è affatto male :o). Lo spirito di queste sperimentazioni, spiega Enrico, è il rifiuto della globalizzazione, della musica commerciale e identica in ogni sparuto angolo del Pianeta. Inoltre mi ha fatto grande piacere ritrovare un pezzo al quale sono molto affezionata: "Inevitabilmente".
Il concerto si conclude con 2 grandi ritorni "Mistero", "Peter Pan", e con la ripresa della mitica "Contessa" in versione can can, che trascina il pubblico al massimo dell'energia.
I saluti di rito, e il concerto si chiude.
Un commento in poche parole: GRANDI COME SEMPRE! E' sempre da apprezzare e da lodare la ricerca della non banalità, e sono contenta di aver verificato che Enrico riesce  ancora a stupirmi!

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