REPORTAGE DA PALAZZOLO ACREIDE (SR)

 A CURA DI ERIKA (Angel_di_Rrouge in chat)

28 giugno 2001

 

      Dopo aver avuto la certezza sul concerto di Enrico a Palazzolo, aspetto con impazienza che arrivi il fatidico giorno e, dato che la certezza mi è stata data solo due giorni prima del concerto, l'aspettare non è stato lungo. 
Partenza prevista per le ore 20:00, ma, siccome per molti la puntualità è un optional, alle 21:00 sono ancora sotto casa ad aspettare che quel bravo ragazzo di mio zio mi venga a prendere; alle 21:15 vedo arrivare la macchina del "ragioniere" (che tengo a precisare è un vettura di piccole dimensioni).
Dopo vari tentativi riesco a salire in macchina e, visto che siamo in sette e io sono l'ultima a salire, mi ritrovo senza sedile sotto, incastrata tra il sedile posteriore e quello anteriore, ma per Enrico questo ed altro. 
       Finalmente arriviamo a Palazzolo, tutto è pronto, ma di Enrico nemmeno l'ombra; mi colloco in prima fila e vedo aggirarsi dietro la batteria Luigi Fiore che, per non smentire la sua disponibilità datami ad ogni concerto, appena sceso dal palco si avvicina verso di me: stiamo un po' insieme, gli chiedo com'è andato il viaggio e, dalla sua faccia, capisco che non è stato dei migliori, infatti poi mi spiegherà che hanno incontrato tantissime interruzioni. Dopo autografi e foto varie Luigi mi saluta dicendomi che il concerto inizia tardi e che lui e il resto della band hanno già provato gli strumenti, ciò significa che devo darmi da fare se voglio trovare Enrico, l'assessore che mi aveva detto "stai tranquilla che ti faccio incontrare Ruggeri" non si è fatta viva per tutta la serata, cerco di corrompere il maresciallo dei Carabinieri e due ragazzi di una TV locale che devono intervistare Enrico ma tutto invano, nessuno è disposto ad aiutarmi. 
      Ore 22:45 arrivano Davide, Pino e Luigi S., mi dirigo verso Davide e mi presento come l'amica di Martina (che ringrazio tantissimo per avermi sopportata), lui si dimostra subito gentilissimo e si mette accanto a me per la foto, dopo è il momento di Pino e Gigi anche con loro foto di rito. 
Subito dopo arriva Enrico, mi avvicino, litigo con un carabiniere, ma alla fine riesco ad ottenere solo un autografo su una foto. 

      Inizia il concerto sulle note di Rien ne va plus, a metà della seconda canzone una (inizialmente) leggera e poi più forte pioggia scende sul palco, si interrompe il concerto, e devo dire che la pioggia ci voleva perché, proprio in quei minuti di pausa, riesco ad incontrare Enrico, senza l'aiuto di carabinieri o assessori, volere è potere! 
      Mi faccio prendere dal coraggio e salgo sul palco e improvvisamente mi trovo davanti Enrico, l'emozione è alle stelle, so dire solo "sei bellissimo" e stringo Enrico forte a me, lui ricambia con un "grazie" che ricorderò per tutta la vita e un abbraccio che racconterò ai miei nipoti, io e lui soli per la prima volta, non c'è niente che ci separa né transenne né guardie del corpo, tra noi due solo la pioggia che sta diminuendo. Il mio momento viene interrotto dai fischi del pubblico che costringono Enrico ad ritornare davanti al microfono. 
Ricomincia il concerto, il tempo passa velocemente, arriva Roberta o Andrea (come preferite) che inizia con "Calda canzone" per poi passare a "Opinioni di un clown" e "Stanza 24", Roberta mi presenta al pubblico come una veggente, solo perché avevo urlato, prima che lei iniziasse a cantare, il titolo di uno dei due brani inediti; ritorna Enrico e finalmente arriva la tanto attesa (almeno da parte mia) "Quello che le donne non dicono" che Enrico usa per presentare Gigi e dopo tutta la band. Per la prima volta ho avuto vicino a me una vera fan, Rosaria, mamma di una bimba di 1 anno, che segue Enrico da circa 17 anni e devo dire che è stata simpaticissima. Dopo la conoscenza di Rosaria c'è un altro intervento di Andrea che canta "La canzone del Perdono" e dopo si arriva a "Nino no": i ragazzi lasciano il palco ma ritornano subito dopo per regalarci un momento bellissimo con "Mistero", "Peter Pan" e la mitica "Contessa" il pubblico è in delirio ognuno lascia il proprio strumento per salutarci; Enrico si avvicina verso di me tiene stretta la mia mano mentre con l'altra sfiora quella degli altri spettatori (questo è rispetto per i fan), dopo si avvicina verso Andrea dandogli un bacio mozzafiato, e subito diretto verso di me dandomi un bacio mozzafiato, solo che bisogna precisare che il bacio di Andrea era in bocca, il mio era nella mano... ma sempre bacio è. Continuano i saluti e io riesco a scambiare due parole col Billa che devo dire è un personaggio fondamentale nella band: io lo vedevo per la prima volta, ha lasciato un segno con la sua simpatia, ma Enrico comunque può vantare di una band veramente unica che si diverte a suonare e ad avere il contatto diretto con i fan senza creare quelle barriere tra il vivente e il personaggio famoso. 
Calano le luci, tutto finisce, non resta più niente, solo i ricordi che però sono sempre bei ricordi.


Erika (Angel_di_Rrouge)

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