| C'E' UN PALCOSCENICO PER NOI, CHE
SIAMO PUBBLICO ED ATTORI
Dopo vent'anni di concerti e serate all'insegna di Enrico, della sua musica, della sua
poesia e delle sue canzoni, quella di lunedi 11 ottobre è e rimarrà una di quelle serate
che porterò sempre nel mio cuore, sarà impossibile dimenticarsene...
Non è stato il concerto che aspetto ogni anno al Teatro Colosseo di Torino o d'estate in
giro per il nord italia, questa è stata un'altra cosa, uno di quegli eventi in cui io
posso dire "IO C'ERO", e questa volta lo sapevo già da prima, sono partito da
Torino con questa meravigliosa sensazione, ero in trance, ho chiesto un giorno di permesso
con una determinazione che non è da me, non ho fatto neanche caso quando c'ho messo
un'ora solo per entrare in Milano imbottigliato in mezzo ad un traffico (col senno di poi)
assurdo, questo è stato un concerto "PER ME", e non per i milleduecento del
Teatro Colosseo di Torino o i quattromila di Fagnano Olona, e sono venuto qui apposta.
Perchè è stata una serata speciale; io la definisco un personale regalo che il Rouge ha
fatto a quello che è sempre stato definito "lo zoccolo duro" del quale con
grande vanità ne faccio parte, e ne è uscita una serata molto intima, un salotto
musicale tra amici, dove Enrico ha voluto riproporre pezzi che non aveva mai fatto dal
vivo o che erano più di dieci anni che non faceva, tralasciando volutamente i
"greatist hits" che hanno reso la sua fama; pochi strumenti, gli essenziali per
accompagnare e ornare con una cornice d'oro una poesia, quella farfalle figlia del
silenzio che ci permette ancora di sognare.
Un'altro motivo che ha reso speciale la serata è stato l'incontro, da me tanto atteso,
con tanti ragazzi del forum, dei quali ho finalmente ho completato il collegamento
"username" - "faccia"; In particolare l'incontro con due splendide
persone, la mitica Raffa ed Elvira, con le quali avrei passato tutta la notte a
chiaccherare come se le conoscessi da anni, se non fosse per il fatto che la ragione è
subentrata all'avventura e mi abbia costretto a pensare di ritornare a Torino e l'indomani
mattina di presentarmi al lavoro!!
E così, tra qualche velo di penombra ed accecanti luci in faccia, riprendevo la
"A4" e, senza un minimo di sonno, e con addosso la solita adrenalina "post
concerto ruggeri" ho guidato fino alla mia città, pieno di pensieri, un pò gioiosi
e un pò malinconici, per una serata della quale avrei voluto che l'arbitro non fischiasse
la fine mai più...
Danilo
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