REPORTAGE DALLA UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MILANO

A CURA DI CHIARA DI BERGAMO

17 Novembre 2000


Bene,bene…eccoci qua,pronti per raccontare un’altra delle nostre brevi,ma intense avventure (alla statale di Mi)…questa volta è stata soprattutto spassosa…grazie al nonno…ma di questo parlerò più avanti…per adesso riavvolgiamo il nastro e via…dalle origini:

-ore 14:54,arrivo di Gianluca a BG,piove a catinelle (ca-ti-nel-le,che bello,sembra di giocare a mondo!!!)…partiamo già fradici alle 15:02,con gli interni della macchina ricoperti di sacchi neri (tipo immondizia),per evitare di bagnare tutto…a dirla tutta era la macchina già bagnata e i sacchi avrebbero dovuto proteggere noi…anyway…il grande sacco rimasto nel baule,faceva proprio scena da film,con cadavere a bordo…poi sapete era venerdì 17,insomma tiè tiè tiè…

-siamo in viaggio;dopo un quarto d’ora mi viene in mente di controllare se ho preso tutto (occhiali,portafoglio,sigarette,macchina fotografica,cellulare,kinder brios…scherzo…) e uff (si dice così?),c’era tutto!!!

Ovviamente cassettina di Enrico a bordo,ma dopo neanche mezz’ora di viaggio a due all’ora, sotto una pioggia torrenziale,le condizioni meteorologiche peggiorano di brutto,la strada si fa scura,compare un banco di nebbia bianco come la barba di Babbo Natale…i camion passando provocano un effetto Niagara su di noi e voilà,magia,non si vede più un c..iao ;per scaramanzia spegniamo "L’uomo che vola",preferendo per ora restare sulla terra e osservarlo da qui…e ci concentriamo sul percorso…cioè prego perché Gian lo faccia e smetta di cantare a cappella "vola via,vola via,il poco che rimane…" ,dopo aver ripescato nel passato ruggeriano…

Fantastico, dopo dieci minuti di vero panico,usciamo dalla barba du Père Noël per ritrovarci di nuovo in un grigio cortometraggio…Milano,arriviamo!!!

Milano sembrava quasi aspettarci a braccia aperte quando siamo giunti in macchina in centro…poi,passato il momento di poesia,abbiamo realizzato che ad aspettare in realtà eravamo noi e la città ci ha stritolato nel suo caldo abbraccio…un’ora e più fermi, o avanzando a passo Duomo…tutto per non lasciare la macchina in periferia e dover prendere i mezzi…sapete, il corpo nel baule doveva stare al fresco e perciò necessitavamo del nostro parcheggio sotterraneo di fiducia (ci siamo stati una sola volta,ma non avendolo pagato ci è sembrato subito degno del nostro affetto!).

Anyway,procediamo singing in the rain ,finchè il freddo accumulato non ci fece sentire cibi congelati…ma eccoci giunti finalmente in piazza Duomo (saranno passati quattro minuti da Porta romana a qui,ma lasciatemi enfatizzare il nostro tragitto…) : tutto era deserto…immobile…neanche un giapponese osava scattare una foto,c’era un silenzio sospetto e l’atmosfera si stava facendo veramente pesante…qualcosa stava per accadere…ma che cosa???

Etcìiiiuù…non lo sapremo mai,visto che Gianluca ha starnutito,rompendo l’incantesimo e tutti hanno tirato un sospiro di sollievo e sono venuti a congratularsi con lui…

L’odore di olio, fritto per tre mesi consecutivi, ci ha guidati fino a scovare i nostri,o meglio le nostre compagne di viaggio,temerarie consumatrici dal piccolo grande mostro McDonald…ragazze,come va con le mutazioni genetiche???

Non è che ora vi piace Nek???

Breve visita per Milano guidata dai geni, per ora ancora ruggeriani, di Sara e Manu,impegnate a mostrare a Stefania & C. le bellezze della città…cioè noi.

Passate le selezioni di miss Pioggia,dopo una sfilata degna di qualsiasi palco acquatico,è ora di raggiungere il luogo tanto atteso…il cammino è breve…ed eccoci in un lampo alla Statale…dove Manu si esclama con un "cavolo però, mi piacerebbe vedere il manifesto del nuovo tour di Enrico…" dopo aver percorso una via praticamente tappezzata di poster annuncianti il concerto al Nazionale…mio zio è ottico e mio padre oculista, se vuoi…

anyway…ohhhhhhh…ahhhhhhh…varchiamo la soglia di quest’immensa costruzione dove,si narra, qualcuno in tempi remoti sostenne l’esame di Criminologia…


Sinistra,dritto,ancora sinistra ed eccoci davanti all’aula Magna…entriamo in fila come i sette nani,in silenzio, sperando di superare indenni il banchetto all’entrata, ma ta-tan ,subitaneamente ci blocca la strega cattiva: "dove andate così spensierati miei bei nanetti? Venite un po’ qua che vi spiego l’iniziativa del "Sole 24 ore""…neanche il tempo di obiettare, di dire che avevamo prenotato i posti e che non eravamo così sentitamente coinvolti dal loro giornale che la strega già ci aveva coperto di volantini,giornali,fotocopie,etc…ma prima che ci consegnasse non so quale altra rivista e ci sommergesse di cultura,una voce si alzò dal nostro gruppo chiedendo esausta : "ma c’è qualche foto di Enrico dentro?" Tum…la strega svenne, rivoluzionando la trama della favola e, prima di esalare l’ultimo respiro,riuscì a mormorare esangue : "anche qui…mi perseguitate…ah!"

Noi,liberi e felici ci siamo diretti saltellando qui e là e canticchiando "Aiooh oh nanana,aiooh oh nanana,andiam andiam andiamo a far casin!

Giunti in prima fila,ancora completamente libera,facciamo una riunione per decidere se sederci a sinistra o a destra…dove si metterà Enrico? Rapita la moderatrice ed estortale l’informazione utile,decidiamo di lasciarla andare… "tanto",disse Ylenia, "non ci creerà problemi…non le conviene…" "Penso anch’io!" aggiunse Anna, "non metterà mai a repentaglio la sua vita per così poco…".Tutti d’accordo e sciolta l’assemblea ,ecco arrivare la squadra : in primis il nonno,pimpante come sempre,dietro, Enrico e Roby,con passo elegante e sincronizzato…ci vedono,si fermano…si guardano e ci vengono subito a salutare con grande disponibilità ed allegria…that’s a party!!! Eravamo per ora solo noi e loro,perciò abbiamo avuto tutto il tempo di parlare e scherzare…passano diversi minuti e giunge l’ora X…inizia lo spettacolo…sul palco,oltre al nostro,Cannavò,un prof.di storia di ottant’anni per gamba che ha fissato me,Anna e Yle per tutto il tempo,un suo scagnozzo (con una cravatta gialla da pauraaa),uno scrittore,Ganz (che non parla come gioca…),la moderatrice (ancora sotto shock),un altro che non mi ricordo più e un attore (molto bravo) che ha letto con grandissimo mestiere anche "Il piccolo eroe" tratto da "Piccoli mostri".Le domande,a volte scontate,a volte più interessanti,si susseguono repentinamente…il nostro si distingue come al solito per la franchezza e l’acuta dialettica,rendendo subito affascinante l’argomento calcio…ma la cosa più divertente è stata trascorrere l’intero tempo del dibattito in parte al nonno,che più di una volta col suo linguaggio Cripp-tico e sarcastico mi ha scatenato crisi di riso che, a catena,si diffusero in tutta la prima fila,tranne per Roby che seguiva superattentamente l’evento e ogni tanto cazziava amichevolmente Ylenia per il casino che in realtà facevamo io,Anna e il… che spasso ragazzi…raramente mi sono divertita tanto…a ciò si aggiunse Gianluca che dalla seconda fila mi passa la sua macchina fotografica (sono passata al presente storico!) e mi chiede di fare delle foto con lo zoom…al che io mi impegno,prendo l’apparecchio e lo accendo…zzzzzzzzzzzzzz…avete presente una motosega…ecco,il rumore fu tale,che tutti si girarono,la moderatrice cercava disperatamente il colpevole,il prof.di storia si svegliò di colpo e la prima fila fu in un lampo vittima del morbo di Ridas-quarciagol…immaginatevi poi quando è finito il rullino e si è riavvolto…lacrime di euforia allagarono la sala semivuota e piuttosto mogia…finché dopo un’ora e mezza si concluse la serata con uno scroscio di applausi per lo spettacolo tragicomico che avevamo messo in scena…Enrico salta giù dal palco con una tripla piroetta rotante e con noi si avvia all’uscita,salutando tutti quelli che lo fermano…gli organizzatori (tranne la strega ormai assente) rapiscono i nostri eroi,ma abbiamo avuto tutto il tempo di salutarli, ringraziarli con calma e soprattutto di ascoltare alcuni aneddoti sul trascorso da studente del nostro,mentre il nonno lo richiamava all’ordine…le nostre strade si sono in seguito divise…noi abbiamo concluso la nostra serata tra battute e ricordi e ci siamo dati appuntamento all’incontro successivo,che ormai è alle porte e già aspetta di essere trasfigurato in un’altra fiaba…

bene cari amici,vi lascio con una piccola postilla e cioè dicendovi che i fatti da me narrati ovviamente sono solo uno degli infiniti modi con cui si può raccontare e trasformare una giornata semplice in una giornata particolare…la verità è allo stesso tempo lontanissima e vicinissima a ciò che ho scritto…ma che importa?

Chiara
Reportages